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Pidocchi in gravidanza

Prurito in testa…desiderio di grattarsi… Potrebbe essere qualche piccolo parassita. Vediamo come curarlo specialmente in gravidanza.

Pediculosi è il termine clinico con il quale si indica un’infiammazione dovuta alla presenza di pidocchi sul vostro capo e talvolta anche altrove vi siano peli: il parassita prende il nome di Pediculus Humanus Capitis se colpisce il cuoio capelluto, Pediculus Phthirus Pubis se infesta la regione genitale coperta da peli.
I pidocchi sono molto piccoli ossia meno di 5 cm e di colore grigio-nero; il loro habitat preferito è l’uomo, al quale rimangono aggrappati dopo aver deposto le uova sui capelli o sui peli. Sulla nostra cute vengono a formarsi delle piccole papule, dovute ad una reazione di ipersensibilità della pelle che ricopre la testa; il prurito deriva dalla saliva e dalla loro puntura. Le conseguenze potrebbero essere oltre al fastidio, una leggera alterazione febbrile ricorrente. Purtroppo problemi di pediculosi sono in tutto il mondo poiché il pidocchio non ha preferenze di colore di pelle o di razza e spesso l’igiene poco curata non ha nulla a che vedere con la presenza di questi parassiti. La trasmissione da uomo a uomo è piuttosto semplice poiché è sufficiente che due abiti o cappotti siano vicini o anche la biancheria intima nello stesso cassetto. I più colpiti tra il genere umano sono i bambini in età pre-scolastica e scolastica.

Cosa è preferibile fare in caso di Pediculosi?

È consigliabile osservare attentamente il cuoio capelluto di chi ne è colpito per individuare dove sono deposte le uova o gli stessi animali. Solitamente le lendini o uova si possono collocare sulle radici dei capelli dell’area nucale, dell’area intorno alle orecchie, ossia laddove una temperatura più umida favorisce il loro schiudersi e la nascita dell’animaletto. Tanto più sono lunghi i capelli, tanto più i pidocchi sono favoriti perché l’individuazione e il relativo trattamento è più articolato e complesso. Come osservato precedentemente i pidocchi potrebbero stanziare anche su zone diverse dal capo e depositarsi su indumenti a contatto con la zona pubica o le nostre ascelle.

Cosa dire sulla Pediculosi pubica?

Questi parassiti che infestano la zona pubica o perianale, diversi nella forma rispetto a quelli dei capelli, potrebbero spostarsi, anche se più di rado, sui peli addominali, sulle ciglia, sopracciglia, sui baffi, ma mai sul cuoio capelluto. La diversa locazione si deve agli uncini diversi tra i due tipi; in questo caso, infatti, si adattano ai peli con uno spessore più grande. Soffermandoci su quelli pubici, andrebbe precisato che sono di forma quadrangolare, sono grandi pari circa a 2cm ed hanno 3 paia di zampe tra le quali le più robuste munite di uncini. Le uova depositate sui peli pubici possono essere trasmesse per via sessuale, attraverso le lenzuola o i sanitari del bagno. La diagnosi si basa scoprendo peli brunastri all’altezza dell’inguine o macule cerulee; tutto ciò va integrato con la presenza negli indumenti intimi di detriti puntiformi, che fanno pensare alle feci del pidocchio stesso.

Come si affronta il problema dei pidocchi in gravidanza?

Data la grande diffusione tra i bambini, circa il 10% nella fascia d’età compresa tra i 3 e i 10 anni, non si può escludere un contagio specie in caso di secondipare che hanno già un figlio di quell’età. La malattia rimane circoscritta e non influenza minimamente il feto o la sua crescita. Quanto alla terapia, in gravidanza i prodotti possono essere in forma di lozioni, creme, polveri contenenti acaricidi derivanti dal piretro; la piretrina, infatti, non si assorbe e può essere applicata con tranquillità ogni 7 giorni. Per l’asportazione delle uova è consigliato l’uso di un pettine immerso in aceto caldo. Oltre all’aceto sarebbe opportuno operare una rasatura dei peli delle zone interessate. L’unico problema è dato dall’assenza di un farmaco che possa prevenire l’infestazione. È importante tuttavia procedere all’accurata disinfestazione di indumenti attraverso un lavaggio in acqua bollente o con una sterilizzazione delle lenzuola e tutti i capi di abbigliamento, in contatto con la gestante. Andrebbe usata cautela nel distribuire gli insetticidi poiché è consigliabile applicarli nella parte interna (tasche, cuciture, pieghe etc.).

Conclusioni

È facile per una donna specie se in gravidanza e con un figlio piccolo andare incontro a questo problema di pediculosi, ma l’importante è stare tranquilli poiché l’unico problema al quale potrebbe andare incontro è una semplice dermatite senza che il feto possa essere coinvolto. Le terapie con l’estratto di piretro sono piuttosto efficaci, mentre in gravidanza i derivati del lindano non vanno usati, poiché potrebbe causare linfomi a causa della forte concentrazione di benzene. Più che il lindano si consiglia il dimeticone, che lasciata seccare sui capelli costituisce una buona alternativa.

FONTE: Parassitologia medica illustrata a cura di Gabriella Cancrimo Lombardo 2016