Se tornate a casa, se andate in gita o a vedere una mostra con il vostro bambino, dovreste imparare a controllare e riflettere sui messaggi che il bambino vuole trasmettere. È lui che si emoziona, è lui che apprende una cosa nuova, che vive un’esperienza di vita che lo farà crescere inconsapevolmente.
Nel suo primo anno di vita usa parole monche, ma facilmente intuibili, poi dopo due anni parla in modo abbastanza chiaro, talvolta inventando, talvolta mentendo; più tardi possono comparire le prime fobie e i primi disturbi ossessivi o compulsivi.
Quali di tipi di ansia o fobia potrebbero insorgere?
I problemi di ansia nei bambini sono molto simili a quelli degli adulti: infatti si va dall’agorafobia alla fobia specifica poi passando per la fobia sociale si arriva fino a raggiungere gli stati d’ansia di natura patologica; la paura dell’allontanamento o del distacco per esempio dall’ambiente di casa a quello scolastico, solo quest’ultimo è considerato abbastanza normale e piuttosto frequente.
I disturbi dell’ansia nascono e perdurano nella fascia di età tra i 4 e i 20 anni, ma vengono spesso non identificati o sottovalutati. Quanto alla percentuale, 1 su 200 bambini ha paura di essere abbandonato a scuola, l’ansia generalizzata senza una causa specifica è diffusa nei bambini più grandi ed infine l’improvviso panico si manifesta solitamente a partire dalla pubertà: sembra che nei maschi si riscontri maggiormente nell’infanzia, mentre nelle femmine la paura può subentrare nella pubertà o nell’adolescenza.
Come si riconoscono?
In primo luogo, vanno distinte le diverse fobie che si caratterizzano, inizialmente, attraverso strani rituali che andrebbero interpretati in modo corretto. Poi ci sono le ossessioni e quindi l’ansia o la compulsione: il bambino o il ragazzo non si sente tranquillo se non ha controllato tutto prima di uscire, perché teme di aver dimenticato qualcosa; questa sensazione se ripetuta nel tempo potrebbe indurre a far pensare possa trattarsi di ansia mista ad una lieve forma di ossessione.
Cosa fate prima che il bambino si addormenti? Forse leggete una fiaba per tranquillizzarlo? Forse permettete che dorma con un oggetto vicino al petto o che metta gli oggetti dove più desidera. Bisognerebbe anche valutare se vi sono altri casi in famiglia per poter prevenire la formazione di tali compulsioni, ansie o fobie.
Considerando singolarmente i vari disturbi si può iniziare da quello dall’ansia generalizzata: si verifica nel caso che il bambino o il ragazzo è spaventato da futuri eventi catastrofici o violenti o semplicemente negativi (terremoto, incendio, inondazioni, eruzioni vulcaniche, furti in casa, perdita o rottura di qualche oggetto prezioso)
Gli attacchi di panico, invece, sono o casi singoli o casi ripetuti nel tempo: generalmente, sono episodi che si presentano per lo più all’aperto come per esempio l’agorafobia a causa della quale si prova ansia in contesti sociali dove è presente un insieme di persone (concerti all’aperto, manifestazioni studentesche, feste tradizionali o in occasione del santo patrono, processioni); se all’interno o in spazi chiusi, si tratta quasi sempre di claustrofobia (ascensore, palasport etc.).
Tra i sintomi si distinguono frequentemente: aritmie cardiache, tremori, nausea, vertigini, vomito e sensazione insopportabile scatenata dalla paura di non resistere o di non farcela che i genitori riescono a calmare nei casi dei più piccoli. Se si hanno figli adolescenti l’attenzione dei genitori deve essere maggiore poiché si ha la tendenza a fuggire o a reagire con atti distruttivi o imprevedibilmente violenti.
Le fobie rappresentano forme di una paura difficilmente spiegabile legata a diversi episodi che provocano un senso di angoscia: oggetti, animali (ed ognuna ha un nome a seconda dell’animale di cui si ha paura come per esempio l’aracnofobia ossia paura dei ragni), giudizio altrui, la scuola (contatto con compagni, interrogazioni, compiti in classe). Quasi sempre sono le fobie dei genitori che vengono trasmesse ai figli; questi ultimi possono mantenerle fino agli 8 anni.
Come si può intervenire per sminuire l’ansia, il panico o la fobia?
In realtà, una volta individuati precocemente, la maggior parte delle volte, i disturbi d’ansia vanno risolvendosi da soli con il passare degli anni. Ma se non passano? Si potrebbero seguire terapie stabilite con lo psicoterapeuta, lo psicologo o lo psichiatra infantile nei casi più difficili. Farmacologicamente vengono prescritti lievi antidepressivi, le benzodiazepine e i beta-bloccanti. Oltre a tali terapie si potrebbero scegliere attività sportive rilassanti o che aiutano il bambino ad aumentare il senso di sicurezza, o inserimenti in gruppi come scouts o si potrebbero iscrivere ad associazioni culturali che organizzano attività di gruppo o competizioni fra ragazzi.
Conclusioni
L’ansia e la fobia di un bambino possono interferire sul suo sviluppo, sulla sua vita personale in famiglia e in società. Spetta al pediatra individuare la presenza di comportamenti anomali e distinguere non solo i casi di bambini ansiosi o fobici ma anche quelli che vanno spesso incontro al senso di panico di tipo patologico e non. Può essere visto come normale avere paura di fronte ad una situazione pericolosa, ma è la reazione che indica il livello dell’anomalia comportamentale. Al pediatra dovrà inoltre essere riferito anche se problemi simili esistono in qualche familiare per poter capire se l’eventuale problema è di tipo genetico.
Una volta effettuata la diagnosi, il pediatra suggerirà lo specialista al quale rivolgersi.
Preferendo la visita dello specialista consigliato, si potrà molto probabilmente evitare la terapia farmacologica o per lo meno limitarla solo ai casi resistenti a queste soluzioni.
FONTE: www.psicologiapsicoterapiapsicoanalisi.com