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Diabete e problemi cardiovascolari: occhio alla “pennichella”

Per molte persone è praticamente impossibile rinunciare alla cosiddetta ‘pennichella’, il riposo pomeridiano, tanto più se il pranzo è stato abbondante e magari innaffiato da un buon vino. Uno studio pubblicato recentemente nel ‘Journal of Clinical Sleep Medicine’ ha destato un certo allarme, riproponendo all’attenzione i possibili effetti negativi della pennichella – effetti negativi, peraltro, di cui si era già parlato anni orsono. Secondo i ricercatori inglesi il riposo pomeridiano, oltre ad avere ricadute negative sul riposo notturno, diminuendone la durata, potrebbe  compromettere anche l’apparato cardiovascolare, favorendo l’aumento dell’indice di massa corporea e l’accumulo di grasso viscerale. Interrogato in proposito, il prof. Fabio Cirignotta, direttore dell’Unità operativa di neurologia del Policlinico Sant’Orsola –Malpighi di Milano, ha fatto delle precisazioni importanti.
Il riposo pomeridiano – ha detto – asseconda una fisiologica tendenza all’abbassamento della vigilanza, e da questo punto di vista un riposino di una durata non eccessiva, ad es. mezz’ora, contribuisce a ristorare corpo e mente. I rischi di natura cardiovascolare, di cui si parla, non sono legati tanto al riposino pomeridiano, quanto ad una cattiva qualità del sonno notturno. Dormire poco e male, infatti, rischia di aumentare il rischio di ipertensione, obesità e intolleranza al glucosio, fattore che predispone al diabete. Il riposo pomeridiano può diventare un problema, invece, se anziché mezz’ora dura un paio d’ore, e per di più avviene coricandosi sul letto. Se questo tipo di pennichella diventa un’abitudine, oltre a compromettere la durata del sonno notturno – cioè del sonno più importante – essa può generare la cosiddetta ‘inerzia del sonno’, con un rallentamento del metabolismo cerebrale. Uno dei più tipici effetti di tale rallentamento è la difficoltà a ‘carburare’ dopo il risveglio. In questi casi può non essere sufficiente mezz’ora per riacquistare il completo controllo di sé e uscire definitivamente dal torpore generato dal sonno.

Articolo di redazione
Fonte: Corriere Salute