I drammi, le malattie, i motivi per allarmarsi sono altri e di natura ben diversa. Tuttavia, in un’epoca di monomamme ansiose, nevrotiche e impreparate al ruolo e di figli iperprotetti e viziati, anche un sederino arrossato può essere causa di paure e fantasmi ingigantiti. In realtà, il sederino arrossato del bebè non è una patologia vera e propria, ma solo un incidente di percorso (anche se sempre più frequente) da addebitare a genitori magari poco attenti perché superimpegnati.
In realtà, l’infiammazione – perché di questo si tratta, alla fine – a cui va incontro la pelle del sederino tanto amato, è dovuta solo al troppo tempo con cui questo è rimasto a contatto con il pannolino sporco. La causa dell’eritema risiede nell’acidità che si viene a determinare in questa area: l’acidità comporta che la pelle si arrossi per poi screpolarsi.
La causa principale, naturalmente, sono le feci, che provocano l’alterazione del normale equilibrio della pelle. Sono da valutare come acide quando esiste nell’organismo un’infezione per esempio dovuta a gastroenterite o anche nel periodo della dentizione del bambino. Questa patologia si riconosce anche per l’odore sgradevole di ammoniaca del panno, nonché dalla presenza di gonfiori, edemi e piccole vescicole nella zona del sederino e dei genitali. Tali conseguenze che attentano alla tonicità della pelle devono essere immediatamente curate facendo uso delle specifiche creme a base di ossido di zinco, oltre ad impacchi di camomilla.
Quando invece il bebè presenta un irritazione dovuta solamente al pannolino si può ricorrere al pre-pannolino che si metterà sul panno per evitarne il contatto con il prezioso e delicato sederino.
Articolo di redazione
Fonte: Italiasalute.it