La prostatite è una infiammazione della prostata che può colpire gli uomini anche in età giovanile; infatti, a differenza delle altre patologie che interessano la ghiandola prostatica, può insorgere già a partire dai 25 anni.
Ricordiamo che la prostata ha funzioni molto importanti per il nostro organismo e per la fertilità maschile, in particolare produce il liquido prostatico che è essenziale agli spermatozoi per la loro sopravvivenza. Per questo motivo i medici ricordano di tenerla sotto controllo e di effettuare visite mediche specialistiche all’apparire dei primi sintomi che la riguardano.
Le tipologie della prostatite
La prostatite viene classificata a seconda delle cause che l’hanno provocata e dallo stadio della patologia. In particolare, secondo la classificazione effettuata dal National Institute of Health, la prostatite è stata suddivisa nelle seguenti categorie.
- prostatite acuta di origine batterica,
- prostatite cronica di origine batterica,
- prostatite cronica di origine non batterica o sindrome pelvica dolorosa,
- prostatite asintomatica.
Ciascuna tipologia di prostatite ha le sue caratteristiche particolari, sintomi differenti e diverse modalità di cura. Per questo motivo, se si riscontrano i disturbi di seguito elencati, è fondamentale effettuare una visita di controllo da un urologo.
Prostatite acuta di origine batterica
La prostatite acuta di origine batterica è legata ai batteri presenti nell’intestino che risalgono l’uretra fino a raggiungere la prostata (contaminazione ascendente). Gli esperti considerano questa tipologia di prostatite la meno comune e la più semplice da diagnosticare e da curare.
I sintomi più comuni della prostatite acuta di origine batterica sono:
- dolori diffusi nella zona genitale,
- febbre e sintomi influenzali,
- minzioni frequenti,
- fastidi durante le minzioni,
- dolore durante i rapporti sessuali.
È molto importante intervenire in tempo e risolvere la patologia in quanto, se trascurata, può diventare cronica e interessare le strutture anatomiche limitrofe o trasmettersi al sangue e diffondersi in tutto il corpo.
Per curare questa tipologia di prostatite si utilizzano antibiotici mirati in base all’infezione batterica individuata. Il trattamento può durare diverse settimane in quanto la prostata spesso è poco reattiva all’azione degli antibiotici.
Prostatite cronica di origine batterica
La prostatite cronica di origine batterica è causata dai batteri che si stabilizzano nella ghiandola prostatica e vi trovano un ambiente favorevole in cui sopravvivere.
I sintomi sono molto simili alla prostatite acuta, ogni tanto sembrano scomparire ma poi si ripresentano con le stesse modalità. Anche in questo caso viene prescritta una cura a base di antibiotici ma il problema non sarà semplice da eliminare radicalmente.
Prostatite cronica di origine non batterica e sindrome pelvica dolorosa (CPPS)
La prostatite cronica di origine non batterica è la tipologia di prostatite più comune ma anche la più difficile da curare. In genere appare dopo i 25 anni di età e i sintomi possono scomparire per un breve periodo per poi ripresentarsi.
Con questa tipologia di prostatite la ghiandola prostatica non è infetta da nessun batterio ma è comunque infiammata. Le cause possono essere: una conseguenza di una prostatite batterica o un scarsa vita sessuale con eiaculazioni poco frequenti.
Per sindrome pelvica dolorosa (CPPS) si intende un’ampia gamma di sintomi fastidiosi che interessano il pavimento pelvico e, spesso, non è distinguibile dalla prostatite cronica di origine non batterica.
Prostatite asintomatica
La prostatite asintomatica è difficile da individuare in quanto non presenza nessun sintomo doloroso per il paziente. Per scoprirla è necessario sottoporsi ad esami specifici in grado di individuare il livello di PSA della persona interessata.
Considerata l’importanza e la delicatezza della prostata gli esperti consigliano di effettuare una visita urologica a scopo preventivo una volta l’anno in modo da individuare in tempo eventuali patologie.