Le ragadi anali sono delle piccole lacerazioni cutanee localizzate all’interno dell’ano che rendono dolorosa l’evacuazione. In genere si tratta di piccoli tagli ma, a causa della presenza di numerose terminazioni nervose, il disturbo è particolarmente fastidioso rendendo difficoltosa anche la vita di tutti i giorni.
Se curate in tempo e nella maniera opportuna, le ragadi anali sono un problema che si può risolvere con relativa facilità anche se, considerata la delicatezza dell’argomento, molti pazienti evitano di parlarne con il loro medico finché il disturbo raggiunge livelli critici e più difficili da risolvere.
Le cause delle ragadi anali
Gli esperti hanno evidenziato i principali elementi che possono dare origine alle ragadi anali:
- stitichezza,
- diarrea,
- ischemia cutanea,
- stile di vita,
- scarso igiene.
La stitichezza è una delle cause primarie delle ragadi anali. Infatti a causa del passaggio di feci troppo grosse e dure le pareti dell’ano, che sono relativamente elastiche, si dilatano troppo fino a procurarsi dei piccoli strappi.
Anche la diarrea è un altro elemento che può determinare l’insorgenza delle ragadi anali. Infatti se il tempo in cui i cibi rimangono nell’intestino è troppo breve, non essendoci il completo assorbimento delle sostanze in essi contenute, conferiscono all’ambiente un pH alcalino. Questo livello di acidità è irritante per la mucosa anale e aumenta le probabilità di contrarre la patologia.
Inoltre se la diarrea è frequente, il canale anale si restringe rendendo dolorose le evacuazioni di eventuali feci dure e voluminose che lacerano la pelle interna dell’orifizio.
Un’altra causa molto comune è data dalla presenza di una ischemia cutanea. Questa viene generata da un tono muscolare eccessivo dello sfintere che provoca una diminuzione della vascolarizzazione dei tessuti e, in seguito, l’insorgere di un’ulcera.
Se le ragadi anali non vengono curate in tempo, c’è il pericolo che la patologia diventi cronica. Infatti il dolore causato dalle ferite interne provoca una spasmo involontario dello sfintere che peggiora la gravità del problema.
Anche lo stile di vita, in base a recenti studi, viene collegato all’insorgenza delle ragadi anali: alimentazione non adeguata, poca attività sportiva, lavori troppo sedentari o che costringono a passare molte ore in piedi.
I sintomi delle ragadi anali
I sintomi legati alle ragadi anali sono facilmente individuabili da chi ne viene colpito in quanto il dolore che provocano durante la defecazione è molto intenso.
A volte il disturbo è così importante che il paziente evita di andare in bagno favorendo la stitichezza e rendendo ancora più lungo il decorso della patologia.
Inoltre, il dolore può essere così fastidioso e persistente che il paziente non riesce a dormire bene la notte e la stanchezza che ne deriva si ripercuote nella vita di tutti i giorni.
Gli esperti hanno codificato i sintomi legati alle ragadi anali in tre momenti distinti tanto che ormai si parla di “sindrome dolorosa in tre tempi”. In particolare nella prima parte si ha il dolore associato al passaggio delle feci, quindi si ha un breve momento di calma che può durare qualche minuto ed, infine, il dolore ricompare con diversi gradi di intensità nelle ore successive.
Un altro segnale legato alla presenza delle ragadi anali può essere una piccola presenza di tracce di sangue nella carta igienica. In questo caso, però, la quantità di sangue sarà minima e non comparabile di quella legata alle emorroidi.
La diagnosi
Considerato il fatto che le ragadi anali sono particolarmente dolorose, nonostante spesso la lesione sia molto piccola, il paziente può capire da solo di avere un problema. A questo punto è fondamentale rivolgersi ad un proctologo per avere una diagnosi dettagliata e precisa.
Ricordiamo che sottoporsi ad una visita da parte di un esperto è importante anche perché i sintomi delle ragadi anali sono simili a quelli di patologie più serie come emorroidi, malattie sessualmente trasmissibili e neoplasie.
Le cure per le ragadi anali
Uno degli aspetti positivi delle ragadi anali è che, se vengono diagnosticate in tempo, possono essere facilmente curate. Questa è un altro motivo importante per recarsi il prima possibile da un proctologo per sottoporsi ad una visita di controllo.
In particolare se le ragadi si trovano allo stadio iniziale e la ferita è piccola e poco profonda, il medico ci potrà consigliare un primo approccio soft a base di integratori di fibre, assunzione abbondante di acqua e leggeri lassativi. Spesso in poco tempo il problema potrà risolversi senza l’ausilio di ulteriori cure.
Anche se questo rimedio sembra semplice, è importante evitare il fai da te perché, se non viene approcciato nella maniera giusta, potrebbe provocare sintomi di diarrea e quindi peggiorare il problema.
Un metodo naturale per alleviare il dolore è di sottoporsi a bagni caldi che hanno lo scopo di allentare lo sfintere anale. I risultati saranno però di breve durata ed i bagni dovranno essere ripetuti frequentemente.
Se il problema ha raggiunto stadi più importanti e lo sfintere anale rimane troppo contratto non permettendo il risolversi della patologia, il medico potrà optare per l’inserimento di dilatatori anali per recuperare l’elasticità delle pareti dell’ano.
Le pomate a base di nitroglicerina servono, prima di tutto, per dare un sollievo momentaneo in quanto i principi attivi in esse contenute aiutano a rilassare lo sfintere e, se questo trattamento viene protratto per alcune settimane dovrebbe portare alla guarigione. Infatti si impedisce la contrazione involontaria dello sfintere stesso che causa il peggioramento della patologia.
Se tutti i rimedi sopra elencati non hanno effetto oppure se il problema viene diagnosticato troppo tardi, sarà opportuno sottoporsi ad un intervento chirurgico. Uno di questi interventi è la anuloplastica che ha lo scopo di ricoprire la ferita con lembi di pelle prelevati da altre parti del corpo.