Il 5,4% della popolazione italiana ha dichiarato di essere affetta da una malattia tanto subdola quanto pericolosa: il diabete (Fonte Istat 2013). Nel 2011 erano quasi 3 milioni le persone affette, nel nostro Paese, con un costante trend di crescita che preoccupa moltissimo medici ed esperti.
Il diabete colpisce maggiormente le persone sopra i 74 anni, ma è diffuso ormai in tutte le fasce di età e in percentuale più gli uomini che le donne.
Siamo di fronte ad una vera e propria pandemia che considerata una delle principali cause di morte nei Paesi occidentali che arriva a sfiorare, in Italia, le 21.000 vittime all’anno.
Cos’è il diabete?
Il diabete è , semplificando, un problema ormonale, non può quindi essere contratto come altre malattie, ma si “genera” nell’organismo a causa di uno stile di vita non corretto e per motivi ormonali endogeni. È considerato una vera e propria alterazione del metabolismo derivante dal calo dell’insulina (un ormone, appunto).
È proprio l’insulina, che sia la sua ridotta quantità nell’organismo o per qualche impedimento che ne limita la sua azione a far insorgere la malattia.
Tipo 1 o Tipo2.
Il diabete viene diviso in due macrocategorie, quello di tipo 1 propriamente detto è dovuto, il più delle volte, a fattori genetici che rendono la persona più facilmente predisposta alla sua insorgenza.
Il diabete di tipo 1 è considerato dai medici una malattia autoimmune, in pratica questa patologia aggredisce le cellule dell’organismo distruggendole, nel caso specifico quelle del pancreas che sono deputate alla produzione dell’insulina. In questo tipo di diabete vi è la soppressione della produzione di insulina fino al completo annullamento.
I fattori di tipo genetico, nel tipo 2, giocano un ruolo ancora più importante tanto che i problemi derivanti dal sistema immunitario (vedi tipo 1), in questo caso non sono presenti. Nel tipo 2 il problema principale è l’iperglicemia che provoca un aumento incontrollato e pericoloso dell’insulina stessa.
Sia nel primo che nel secondo tipo un parametro fondamentale è la glicemia, elevata a digiuno e ancora più alta dopo i pasti. Se si verifica un eccesso di glicemini, che i reni non sono più in grado di eliminare, allora viene fatto attraverso le urine (glicosuria): glucosio nelle urine.
I sintomi del diabete di tipo 1.
Il diabete è una malattia molto complessa ma controllabile se diagnosticata all’inizio prima che possa dare determinate complicazioni. Per quanto riguarda il primo tipo, esso compare, nella metà dei casi, nei ragazzi sotto i 20 anni di età. A volte può manifestarsi anche prima fino addirittura nei primi 12 mesi di vita.
Secondo gli endocrinologi e immunologi i sintomi più comuni possono essere:
- Incremento della sete.
- Poliuria, aumento delle urine emesse nell’arco della giornata.
- Aumento di peso che però, di solito, non comporta un aumento del peso.
- Dimagrimento.
- Secchezza della cute.
- Stanchezza (astenia).
Nel lungo periodo, se il diabete di tipo 1 non è stato ancora diagnosticato, si possono manifestare sintomi più gravi come problemi alla vista e neuropatie.
I sintomi del diabete di tipo 2.
Il diabete di tipo 2 è molto più subdolo e di difficile valutazione, infatti i sintomi che lo contraddistinguono sono molto meno evidenti. Il principale, solitamente, è un elevato valore della glicemia mentre i sintomi palesi del tipo 1 sono assenti.
Secondo recenti studi questa tipologia viene diagnostica quasi casualmente. Il diabete di tipo 2 è una patologia dal decorso molto lento e quasi asintomatica. Nel caso si dovessero palesare alcuni dei sintomi appena citati (nel tipo 1 o 2), è utile un consulto dal medico di famiglia e, in caso, una visita specialistica in endocrinologia per avere un quadro il più preciso possibile.
Il diabete è una patologia molto complessa e altamente pericolosa ma che, se tenuta sotto controllo, può essere gestita bene fino alla quasi totale regressione dei sintomi.
Un corretto stile di vita.
Dal diabete non è possibile guarire, però esistono parecchi strumenti per diminuire moltissimo i fastidi e i disagi (a volte anche gravi) ad esso correlati. Il primo è sicuramente avere un corretto stile di vita che comprenda un’alimentazione sana e bilanciata (viene spesso raccomandata una visita da un dietologo, da un endocrinologo o diabetologo), fare attività fisica, anche se non prettamente sportiva, diminuire al massimo il consumo di alcool ed eliminare il fumo.
Secondo l’OMS (fonte: La Repubblica), lo zucchero è diventato il vero nemico, non solo di chi soffre di diabete. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità dovremmo addirittura dimezzare le dosi giornaliere di zucchero, ovviamente non si tratta solo di quello “sfuso”, ma anche quello che si trova in moltissimi alimenti quali merendine, jogurt, succhi di frutta, bevande gasate, biscotti ed altri ancora.
Limitare l’uso degli zuccheri (raffinati e non), diminuirebbe sensibilmente il rischio di diabete e i suoi danni qual’ora la malattia fosse conclamata.
Fare sport può prevenire e anche combattere l’insorgenza del diabete in chi è predisposto. Secondo recenti studi (fonte: American Diabetes Association) è stato dimostrato che fare attività fisica ha effetto sui sintomi del diabete sia nel:
- Breve periodo, subito dopo l’allenamento si è visto un miglioramento dei sintomi.
- Lungo periodo, dopo alcune settimane di allenamento si sono avuti netti miglioramenti.
L’esercizio fisico diminuisce l’iperglicemia favorendo una migliore azione dell’insulina e apportando un miglior trasporto del glucosio nelle cellule muscolari.
Recenti studi hanno anche dimostrato che lo sport diminuisce la pressione arteriosa nelle persone affette da diabete di tipo 2. E diminuisce anche il rischio (più alto nei diabetici) di aterosclerosi.
In modo particolare, l’esercizio fisico nei diabetici, comporta una serie di vantaggi importanti:
- minor rischio di patologie cardiovascolari,
- migliora l’insulino-sensibilità,
- maggior trasporto ed utilizzo del glucosio
- migliora il profilo lipidico.
Come visto, secondo la comunità medica, il diabete è si una malattia molto pericolosa che, purtroppo, ancora viene sottovalutata dalla popolazione. Ma un corretto stile di vita può diminuirne fortemente il rischio e l’impatto nella vita di tutti i giorni per chi ne è affetto.
Si raccomanda, comunque, una visita medica da parte di un endocrinologo nel momento in cui si dovessero presentare alcuni sintomi tipici del diabete.