Cosa succede durante i rapporti sessuali ?
Nel momento in cui una coppia decide di avere un rapporto, l’uomo potrebbe incontrare un ostacolo, ovvero il pene potrebbe non riuscire ad entrare nella vagina.
La coppia si è mai chiesta il perché? Le risposte potrebbero essere più di una, ma vediamo la più probabile. Si pensa che la difficoltà nei rapporti sessuali dolorosi derivi dallo stato di tensione della donna e dalla conseguente contrazione muscolare della vagina.
È lei, infatti, che presumibilmente, con una tale paura può contrarre così tanto i propri muscoli vaginali, che l’ingresso di qualsiasi “corpo” estraneo – dal pene del partner allo speculum del ginecologo – viene bloccato o percepito talmente doloroso (persino la sola idea), da essere in ogni modo rifiutato.
Come si chiama questa “malattia” o meglio “disfunzione”.
Vaginismo è il nome di questa patologia che potrebbe assumere, in caso di forte dolore durante un rapporto sessuale, il nome di “dispareunia”.
Generalmente, il dolore è raro poiché la donna, si ferma prima del coito vero e proprio, negando con forza la propria intimità.
In realtà però, talvolta il dolore si presenta: potrebbe essere causato dall’incontro del pene con cicatrici non ancora perfettamente cicatrizzate dopo un intervento chirurgico locale o nelle zone limitrofe, con zone colpite da traumi, con l’apparato genitale femminile affetto da malattie come l’endometriosi o dall’herpes (un virus non necessariamente sessualmente trasmesso, ma molto comune nelle donne); come anche da altre malattie virali trascurate o non curate adeguatamente.
Va detto che talvolta il dolore nei rapporti sessuali nasce nella psiche ovvero a livello di fobia, di paura del rapporto; in tal caso, si potrebbero creare problemi nella vita di coppia, soprattutto nei casi in cui il partner volesse formare con la compagna una famiglia.
Si può raggiungere l’orgasmo?
Questa patologia non esclude la possibilità per una donna di raggiungere l’orgasmo del piacere, perché per ottenerlo è sufficiente che le venga stimolato il clitoride (uno dei punti più sensibili di una donna, oltre al famoso punto G collocato nella sua parte interna).
Quante donne soffrono di questo disturbo?
È piuttosto difficile fare un calcolo statistico preciso, ma sembra che l’1-2% delle donne in età fertile ne soffra; la percentuale potrebbe aumentare se si pensa alle donne che, vergognandosi o sentendosi a disagio, non dichiarano di averlo.
Se, infine ci si basasse sugli esami clinici (in particolare condotti da medici endocrinologi) o sulle visite specialistiche che potrebbero evidenziare lievi malformazioni o patologie, per esempio l’endometriosi, la media di donne che soffre di vaginismo potrebbe aggirarsi intorno al 15-20%.
Quali sono i fattori e le cause del vaginismo?
Avendo nei paragrafi precedenti sottolineato che il vaginismo colpisce anche la sfera psicologica di una donna, non ci si stupisce se si legge che uno dei fattori principali a causare il disturbo è il non sentirsi bella – ovvero può comparire nei momenti in cui la donna si sente poco sexy.
A volte le donne, inconsapevolmente, si può dire che abbiano ereditato geneticamente un proprio credo; in altri casi, hanno ricevuto magari per motivi religiosi, un’educazione piuttosto rigida riguardo la sessualità femminile.
Inoltre, è la tensione a determinare uno stato ansioso che coinvolge persino la loro sfera sessuale.
Per quanto riguarda le cause del vaginismo e dei rapporti sessuali dolorosi, si potrebbero citare le più frequenti, ma non si esclude che potrebbero esservene delle altre:
- problemi e disturbi nella zona anale e perianale
- imene particolarmente rigido o fibroso (come nel caso di donne vergini adulte)
- anoressia – mancanza di ciclo mestruale e senso di rifiuto di fronte ad ogni tipo di alimento
- bulimia: si mangia senza controllo e poi si rigetta tutto ciò che si è ingerito
- si è in perenne collisione con se stessi e con il mondo vicino (famiglia, amicizie, relazioni).
- problemi psico-sessuali (immaturità ed assenza di conoscenza relativa alla sessualità o all’autoerotismo).
- paura di un concepimento /gravidanza indesiderata o di malattie sessualmente trasmesse (AIDS, HPV etc.)
Perché si rifiuta il rapporto sessuale ?
Oltre ai fattori e alle cause sopraelencati, il rifiuto potrebbe essere una conseguenza dovuta a violenza o un abuso sessuale di cui si è state vittime, a genitori (ed in particolare madri) troppo presenti e soffocanti, alla paura del maschio (forse perché traumatizzate durante l’infanzia), allo stress, o infine a sintomi correlati ad altre fobie (agorafobia = paura della folla, claustrofobia = paura dei luoghi chiusi, etc.).
Dove recarsi per una diagnosi precoce del vaginismo?
In caso di manifestazione di questi disturbi, per avere una diagnosi precoce le visite da specialisti, quali ginecologi, sessuologi, endocrinologi, urologi, e psicologi sono determinanti ed essenziali.
Risulta opportuno valutare, innanzitutto, di che tipo di vaginismo si tratti, poiché si conoscono due tipologie:
- la prima è il “vaginismo primario” che si manifesta all’inizio dell’attività sessuale durante i primi rapporti;
- la seconda è il vaginismo “secondario” che nasce in un secondo momento dopo alcuni anni di vita sessuale normale.
Un’altra distinzione riguarda come e quando si manifestano rapporti sessuali dolorosi: è generalizzato se il vaginismo si verifica ogni qual volta si abbia un rapporto, mentre è situazionale se compare solo in alcune situazioni o con un tipo di partner forse troppo esigente.
Si può prevenire?
La risposta è sì. Fondamentale è l’educazione sessuale durante l’infanzia e l’adolescenza, in quanto il sesso non deve essere considerato in modo negativo o scabroso, ma solo spiegato ed introdotto in modo corretto.
Un’altra forma di prevenzione è la ginnastica pelvica inventata da un ginecologo di nome Kegel.
Si tratta di tenere allenati i muscoli pelvici che reggono utero, uretra, vescica e retto. Per esempio, trattenersi quando scappa la pipì è un tipo di esercizio che dovrebbe essere fatto in modo regolare.
Si può curare il vaginismo?
La risposta è sì. È molto importante capire quale sia la causa scatenante e quale il tipo di vaginismo. In base ai risultati, si può stabilire una terapia o una cura adeguata.
Perché dunque non capire subito che tipo di vaginismo ti affligge?
Ante cognoscere deinde curare – prima conoscere e, quindi, curare!
Fonti
http:// www.vaginismo.it/