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Chirurgia Vascolare e Angiologia

Aneurisma aorta addominale: tipologie di intervento

aneurisma aorta addominaleL’aneurisma è una dilatazione di un tratto di un vaso sanguigno, si può manifestare in tutto il corpo, ma l’aorta addominale è uno dei vasi del nostro organismo più colpiti da questa patologia che colpisce ogni anno circa 200.000 persone. Se questo rigonfiamento dovuto ad un indebolimento della parete si rompe, a seguito della pressione del flusso del sangue, si possono avere complicanze anche gravi. Non sempre ci si accorge della presenza di un aneurisma dell’aorta addominale. Se siamo dei soggetti potenzialmente a rischio, dovremmo effettuare di frequente degli esami di controllo per prevenirlo e curarlo al meglio.

Aneurisma aorta addominale: diagnosi

L’aorta è la più grande arteria del corpo umano che trasporta il sangue ossigenato dal cuore al resto del corpo tramite la grande circolazione. L’aorta addominale fa parte dell’aorta discendente, generalmente ha un diametro compreso tra i 2 e i 2,6 cm, quando compare un aneurisma può avere tratti con dimensioni superiori ai 3 cm o comunque il doppio delle dimensioni normali.

Il tratto dell’aorta soggetto ad aneurisma può essere indebolito a seguito di aterosclerosi, per motivi genetici o per un trauma, esistono inoltre dei collegamenti con l’ipertensione, il fumo, la familiarità ed il sesso.

In base ai dati statistici rilevati circa il 3-6% della popolazione con età compresa tra i 65 e i 74 anni è soggetta a questa patologia (con più frequenza nel sesso maschile).

Il medico può riconoscere un aneurisma dell’aorta addominale durante una semplice visita, individuando una pulsazione o un rigonfiamento nell’addome. Inoltre l’aneurisma può essere diagnosticato per caso anche con una ecografia, con una TAC o con una tomografia computerizzata, effettuate a scopo preventivo o per altre indagini.

Spesso l’aneurisma dell’aorta addominale non si manifesta in modo evidente, al contrario, potrebbero comparire sintomi che sono propri della rottura imminente dell’aneurisma dell’aorta addominale come ad esempio:

  • dolore all’addome, torace o schiena (che può estendersi fino all’inguine e agli arti inferiori),
  • stato di debolezza,
  • perdita dei sensi,
  • battito cardiaco accelerato.

aneurisma aorta addominale come intervenireAneurisma aorta addominale: come intervenire

Dopo aver scoperto la presenza di un aneurisma dell’aorta addominale, il primo passo da fare per capire come intervenire, è quello di effettuare una visita di chirurgia vascolare. Il medico in base alla grandezza, alla posizione e alla salute del paziente, stabilirà la terapia più idonea da intraprendere.

Se l’aneurisma dell’aorta addominale è piccolo, in generale non è necessario intervenire, ma  è sufficiente tenerlo sotto controllo e seguire i consigli del medico per effettuare una corretta prevenzione.

Al contrario, se l’aneurisma viene considerato “pericoloso” perché a rischio rottura è necessario intervenire. In generale il medico, potrà consigliare di prevenire la rottura sottoponendo il paziente ad alcuni trattamenti come ad esempio:

  • chirurgia tradizionale,
  • trattamento endovascolare.

La chirurgia tradizionale detta anche “a cielo aperto”, è un’operazione eseguita in anestesia generale, tramite un’incisione effettuata sul fianco o sull’addome, viene sostituito l’aneurisma con una protesi sintetica. Questa metodologia, che viene ormai utilizzata da molti anni in questo campo, viene ritenuta dagli esperti una tecnica piuttosto affidabile, se ne conosce l’efficacia ma anche le possibili complicanze che potrebbero presentarsi sia subito dopo l’operazione o anche dopo alcuni anni, come ad esempio emorragie, embolia o trombosi, lesioni della milza, insufficienza renale acuta, laparocele e nei casi più gravi l’ictus.

Il trattamento endovascolare, invece, è meno invasivo del precedente, a seconda dello stato di salute del paziente può essere effettuato in anestesia generale o locale. Il chirurgo posiziona tramite un catetere una protesi endovascolare con una struttura metallica (stent), che isola l’aneurisma creando un nuovo passaggio per il sangue.

Il catetere viene inserito nelle arterie femorali o nelle arterie iliache tramite una piccola incisione eseguita sul basso addome o all’inguine, e grazie alla guida di una strumentazione radiologica che riporta immagini in tempo reale (come la fluoroscopia),  viene condotto fino all’aneurisma. Il catetere libera la protesi che aumenta di dimensioni fino al diametro dell’aorta, isolando così l’aneurisma. Il chirurgo estrae poi il catetere dall’aorta.

Il periodo di convalescenza è più breve rispetto alla chirurgia tradizionale (al massimo circa 6 settimane), e i rischi connessi sono anche inferiori. E’ comunque un tipo di intervento che viene effettuato da pochi anni, quindi non sono note tutte le possibili complicanze a lungo termine.

Fonte:

https://www.apss.tn.it/