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Prurito vulvare: da cosa può dipendere

prurito vulvare causeUn fastidio, quello del prurito intimo, che può avere diverse origini, in una zona delicata che spesso è soggetta a prurito vulvare.

La vulva o pudendo muliebre – come la definivano i latini – rappresenta la parte anteriore del perineo ed è costituita dalle piccole labbra (Ninfe) che in alto si ricongiungono a formare il cappuccio della clitoride e delle grandi labbra (Valve).

Una regione ricoperta di peluria e ricca di ghiandole sebacee e sudoripare. Inoltre, la vulva costituisce la via di ingresso e di fuoriuscita della vagina.

Dalla vulva provengono alcune secrezioni provocate spesso da ambiente umido e sudorazione; queste portano a danni cutanei o talvolta ad infezioni locali.

Il prurito vulvare

Da queste brevi considerazioni, si può dedurre che il prurito vulvare è piuttosto frequente e la sensazione sgradevole che porta al prurito potrebbe peggiorare e provocare lesioni più o meno evidenti nell’area genitale.

Il prurito vulvare si definisce acuto se scompare dopo pochi giorni, saltuario o intermittente quando si ripresenta ad intervalli di tempo costanti, e cronico se dura più di sei settimane. Esso potrebbe essere espressione di una patologia locale che ha una sintomatologia generale poiché il fastidio può trovarsi anche in altre zone del corpo.

Quali sono le cause acute del prurito vulvare?

Sono essenzialmente rappresentate da agenti infettivi o parassitari che causano vulviti o vaginiti le cui secrezioni irritano la vulva. Ma andiamo ora all’analisi delle singole infezioni ed infiammazioni:

  • Candida albicans: è tra l’infezione più ricorrente causata da miceti (funghi). Solitamente è causata da un trattamento o terapia antibiotica o cortisonica seguita per curare altre patologie, ma può derivare anche dalla gravidanza, e dall’uso di contraccettivi orali; un discorso a parte va fatto per i diabetici poiché la candida potrebbe essere dovuta ad un’eliminazione di urine troppo zuccherine o da uno scorretto controllo della glicemia.
  • Altre infezioni: vaginiti da trichomonas, da Gardnerella, o da altri patogeni portatori di flogosi (infiammazione) vulvare pruriginosa.
  • Condilomi: si tratta di verruche che si formano a causa di immunudeficienze acquisite (HPV) o da rapporti sessuali non protetti. Questi provocano bruciore e prurito vulvare.
  • La depilazione della regione vulvare potrebbe determinare irritazioni della zona vulvo-pilifero, con conseguente insorgenza di follicoliti o cisti da radice del pelo.
  • Parassiti causa di scabbia e pedicolosi (fruncoli) provocano intenso prurito come anche l’ossiuriasi (verme intestinale), che specie nelle ore serali, fa sentire il bisogno di grattarsi.
  • Uso di indumenti attillati e sintetici che aumentano la sudorazione, uso di detergenti profumati, il contatto con sostanze allergizzanti, alimenti troppo zuccherati o arricchiti di sostanze irritanti o troppo piccanti (peperoncino o altre spezie), un uso scorretto di detergenti intimi o di saponi intimi di scarsa qualità.

dermatite atopicaCosa può determinare il prurito vulvare ricorrente

Le modificazioni ormonali che si verificano durante il ciclo mestruale, provocano una proliferazione di batteri che alterano la flora batterica, favorendo la comparsa di germi patogeni che irritano la zona.

Assorbenti sintetici o con sostanze deodoranti possono con il tempo provocare localmente reazioni allergiche e irritazioni, dato che potrebbero essere causa di sensibilizzazione. In alcuni casi alcune patologie richiedenti l’uso periodico di alcuni farmaci locali, eliminati per via vaginale provocano irritazioni nella zona della vulva.

Cosa provoca il prurito vulvare cronico

Il termine di dermatosi vulvare raggruppa molte affezioni cutanee per la maggior parte di natura autoimmune, che sono alla base di patologie croniche: la dermatite seborroica, la dermatite atopica, la psoriasi, il lichen planus e sclerosus.

Come si diagnostica il prurito vaginale

Le dermatiti seborroiche ed atopiche non sono presenti solo a livello vulvare, ma lesioni simili si riscontrano nel cuoio capelluto, dietro le orecchie, sulle piaghe del gomito e del ginocchio; lo stesso dicasi per la psoriasi le cui placche facilmente desquamabili le rendono facilmente riconoscibili. Il lichen planus si caratterizza per la presenza di papule cutanee che portano alla formazione di placche o strisce a tela di ragno.

Lo stesso tipo di lesioni sono presenti anche in altre parti del corpo e principalmente nella mucosa orale.

Il lichen slero-atrofico può comparire ad ogni età anche se più frequente in età post-menopausale: si evidenzia per la scomparsa graduale del tessuto sottocutaneo in particolare le piccole e grandi labbra tendono quasi a scomparire e la cute diventa pallida.

Esistono altre cause del prurito vulvare?

La risposta è sì. Tra quesste l’incontinenza urinaria che comporta un uso di assorbenti che sono in contatto con la superficie vulvare; inoltre, per curare tale problema i farmaci vengono eliminati dai reni e possono risultare allergizzanti.

Talvolta poi il prurito potrebbe essere spia (soprattutto se presente anche in altre sedi) di patologie più importanti (linfoma, grave carenza di ferro o vitamine, patologia tumorali).

Pertanto è consigliabile soprattutto con l’avanzare degli anni sottoporsi ad un visita ginecologica e dermatologica per capire meglio la natura di questo prurito, anche perché potrebbe essere semplicemente “prurito essenziale”, sintomo di una patologia psicosomatica.

Come si cura il prurito vulvare

È raccomandabile, anzitutto, scoprire il perché di questo prurito ovvero se si tratta di vulvite aspecifica o vulvite da candida. È una condilomatosi vulvare? Una follicolite? Tutto ciò va indagato per stabilire se esistono farmaci o se è necessaria ed indispensabile la chirurgia.

Per esempio, la criotermocoagulazione o laser nel caso della condilomatosi. E se è raccomandabile l’uso di detergenti antibatterici o antibiotici per le follicoliti, creme cortisoniche e creme emollienti per le dermatosi.

prurito vulvareVa sempre tenuta in considerazione l’età della paziente e vanno valutate le condizioni generali prima di decidere la terapia e la cura opportuna; nel caso in cui la cura non fosse sufficiente potrebbe – laddove è possibile da un punto vista medico-clinico- essere necessario l’intervento chirurgico (come ad esempio di fronte a cisti sebacee frequenti dovute a follicolite o nei casi di incontinenza urinaria con inevitabile ricostruzione del pavimento pelvico).

Se si individua uno stadio pre-canceroso o uno stadio iniziale di tumore vulvare si procede con la vulvectomia o con la radio o la chemio terapia.

Alcuni suggerimenti generali per prevenire le vulviti aspecifiche.

  • Indossare indumenti comodi (non attillati e possibilmente di cotone o seta, camicie da notte anziché pigiami, slip incolori e di cotone).
  • Usare saponi neutri e non profumati nella detersione intima.
  • Sostituire assorbenti esterni con assorbenti interni (migliori di quelli esterni).
  • Non eccedere con gli zuccheri o con le sostanze piccanti e speziate.
  • Sospendere la pillola contraccettiva se necessario.

Prevenire è meglio che curare: recatevi dal vostro ginecologo e dermatologo perché è importante poter risolvere nel migliore dei modi i vostri problemi soprattutto se provocano un disagio notevole, come il prurito vulvare…

Fonte

Dermatologia Ginecologia a cura di Torello Lotti-Andrea Genazzani