La sonoisterografia è un’ecografia che consente un’indagine approfondita della cavità uterina per via transvaginale, consigliata generalmente alle donne in caso di presenza o sospetto di alcune patologie uterine come polipi, tumori o fibromi.
È un’indagine che può essere di grande aiuto anche in caso di problemi di infertilità.
Sonoisterografia: quando è indicata
La sonoisterografia, conosciuta anche con il nome di isterosonografia, viene prescritta dal medico quando la paziente presenta sintomi che possono essere ricondotti ad alcuni disturbi tipici della cavità uterina, come ad esempio:
- anomalie congenite,
- fibromi,
- polipi endometriali,
- aderenze endometriali,
- miomi uterini sottomucosi,
- malformazioni,
- iperplasie.
Viene inoltre indicata in caso di perdite ematiche anomale, ciclo mestruale irregolare, presenza di problemi di infertilità e difficoltà nell’analisi dell’endometrio per mezzo di una normale ecografia (se ad esempio sono presenti fibromi che ne ostacolano l’ispezione).
Gli esperti consigliano di sottoporsi a questo esame durante la settimana successiva al ciclo mestruale, se la paziente è in età fertile.
Sonoisterografia: in cosa consiste
La sonoisterografia viene effettua per mezzo delle’ ecografo, uno strumento composto da un monitor per visualizzare le immagini, una console ed una sonda che trasmette e riceve il segnale. Questa metodica non utilizza radiazioni ionizzanti ma ultrasuoni, vibrazioni acustiche ad alta frequenza ad oggi ritenute totalmente innocue per l’organismo umano.
L’ecografista, il tecnico che esegue l’indagine, invita la paziente a sdraiarsi su di un lettino in posizione supina e procede inizialmente effettuando un’ecografia tranvaginale per valutare la posizione uterina. Successivamente introduce all’interno della vagina uno speculum ginecologico, strumento utilizzato per divaricare la vagina e permetterne l’esplorazione. Inserisce poi un catetere monouso del diametro di 1 millimetro circa ed inietta all’interno della cavità uterina una piccola quantità di soluzione fisiologica sterile che ha il compito di distendere le pareti dell’utero. Questa procedura consente di poter effettuare un’analisi completa dell’utero mediante l’ecografia transvaginale analizzando l’endometrio ed eventuali patologie presenti.
Il medico potrebbe richiedere anche di effettuare una sonosalpingografia, ossia di iniettare oltre alla soluzione fisiologica, anche una piccola quantità di aria che permette di controllare che le tube uterine, organi tubolari chiamati anche “salpingi”, non siano ostruite.
Per effettuare questa indagine non è necessario alcun tipo di preparazione particolare, come ad esempio una preparazione di tipo alimentare indispensabile invece per altri tipi di ecografie, non è necessario il riempimento vescicale, né l’utilizzo di un’anestesia.
In genere la sonoisterografia ha una durata di circa 20 minuti.
È un tipo di esame poco invasivo, che non provoca dolore e che non prevede l’utilizzo di soluzioni radioattive, come per altri tipi di esami con contrasto, o l’esposizioni a radiazioni nocive per la salute.
L’ecografista è in grado di fornire alla paziente i risultati subito dopo aver effettuato l’esame, ma, in genere, è necessario che i referti vengano posti all’attenzione di un ginecologo.
In alcuni casi il medico potrebbe ritenere necessario oltre ad effettuare una normale sonoisterografia, aggiungere anche un’ecografia doppler, per analizzare il flusso sanguigno nei vasi che irrorano l’utero.
Fonte:
http://www.aied-roma.it