Vi siete mai chieste se il vostro bambino o la vostra bambina sta crescendo in modo regolare? Ma quanto dovrebbe essere il suo peso?
Ebbene esistono tabelle e grafici nei quali vengono illustrati questi numeri o meglio i grammi che dovrebbe assumere il peso del feto nel grembo materno (durante i nove mesi di gestazione), il neonato e l’adolescente.
La crescita corretta del peso del feto e del bambino
E’ stato stabilito che il peso del feto è molto alto o meglio cresce in modo esponenziale durante le prime 12 settimane (i primi 3 mesi), dalla 13ma alla 28ma raddoppia, e dalla 28ma a termine guadagna circa 650 g la settimana.
Si parte mediamente con un peso del feto di 35-50 g dopo i primi 3 mesi (fine 12ma settimana), alla 16ma settimana arriva più o meno a 200-220 g, alla fine della 20ma a 500 g, dalla 24ma 1000 g, dopo la 32ma 1750 g, a fine 36ma è pari a 2500 e poco prima di nascere, appunto a termine il peso del feto oscilla tra i 3000 e i 3400 g.
Appena nasce il bimbo, come è noto, tende a perdere qualche chilo, o più precisamente tra il 5-7% a causa dello stress del parto o di problemi di adattamento all’ambiente; generalmente il peso si recupera dopo circa 15 giorni. Da quel momento al compimento del sesto mese, il neonato aumenta approssimativamente di circa 150 g la settimana. A condizione che il neonato venga nutrito in modo appropriato, i maschietti tra i 18 e i 24 mesi potrebbero pesare dai 9 ai 15 Kg mentre le femmine da 9,8 a 14 Kg.
Per capire se il neonato sta crescendo bene, la mamma dovrebbe verificare oltre al peso se la pelle del neonato appare disidratata, se le urine sono un po’ colorite, di lieve entità e con odore forte, se, infine le feci sono troppo dure. Se accade tutto questo, è opportuno recarsi dal proprio specialista.
Ma quali sono le fasi di accrescimento con il passare degli anni?
Quando il bambino compie 1 anno il suo peso triplica, e l’altezza tende ad aumentare del 50%. Poi gradualmente aumenta ma più lentamente, rispetto a prima. Inizialmente dunque si arriva a pesare fino a 11 kg, dai 18 mesi ai 2 anni si aumenta di 1 kg.
A 2 anni per esempio, il peso è più o meno il quadruplo rispetto a quello della nascita; poi si ha una frenata tra i 2 e i 5 anni quando il ritmo è pari a meno di 2 Kg l’anno. Dai 5 anni alla pubertà il peso aumenta poco meno di 2 kg l’anno.
Ma se tutto ciò non accade? Ritorniamo al punto di partenza.
Peso del feto: ritardi nella crescita fetale
A cosa sono dovuti i ritardi nella crescita fetale?
Si possono suddividere in:
- cause materne,
- cause fetali,
- cause placentari.
Tra le cause materne è opportuno menzionare alcool, fumo, droghe, malnutrizione, ipertensione, nefropatie, cardiopatie, patologie respiratorie croniche e malattie autoimmuni.
Per quanto riguarda le cause fetali abbiamo le anomalie genetiche /cromosomiche, malformazioni, infezioni o gestazione gemellare.
Infine per cause placentari si intende principalmente insufficienza vascolare placentare.
Peso del feto: diffusione e diagnosi di un lento accrescimento fetale
Nella popolazione dei paesi sviluppati, la prevalenza di ritardato accrescimento fetale è del 7%, nei paesi in via di sviluppo raggiunge il 30% ed è per lo più legato alla carente nutrizione materna.
Un tempo si misurava la distanza tra sinfisi-fondo dell’utero e se risultava inferiore di 3 cm si ipotizzava un ritardo di crescita, ma era una diagnosi approssimativa. Ora è consigliabile, premettendo che il 20% dei casi è dovuto ad anomalie cromosomiche, l’amniocentesi ed un’accurata cardiografia (rilevazione dei movimenti e del battito cardiaci); si potrebbe aggiungere un esame sierologico materno per evidenziare la presenza eventuale di virus o batteri.
E’ importante poi valutare la statura dei genitori per capire se il peso del feto è inferiore alla media, è naturale che sia così o se, invece, lo è per ragioni patologiche. Per tale ragione è raccomandata la ripetizione dell’ecografia a distanza di 2 settimane per cogliere l’entità delle variazioni.
La stima del peso del feto ecografico utilizza formule che prendono in considerazione:
- il diametro biparietale,
- la circonferenza addominale,
- la lunghezza del femore.
C’è una variabile di errore, pari al + o- 20%.
La riduzione della crescita del peso del feto o la fotografia di un feto asimmetrico in base ai valori biometrici, si verifica tardivamente alla 28ma settimana. Può succedere che la placenta non sia in grado di garantire un sufficiente apporto ematico a tutti gli organi del feto, cercando di risparmiare i più nobili. L’encefalo è favorito rispetto agli addominali: il fegato diminuisce di volume, i reni riducono la diuresi con conseguente diminuzione del liquido amniotico.
La gestione della gravidanza in caso di anomalie del peso del feto
In presenza di anomalie cromosomiche o strutturali del feto, se diagnosticate entro la 25ma settimana e 5 giorni, la coppia può ricorrere all’aborto terapeutico.
La determinazione della flussimetria (valutazione della velocità, quantità, e resistenza al flusso ematico che dalla madre va al feto) è di grande utilità diagnostica per gli scambi di ossigeno tra madre e feto.
In caso di IUGR (Intrauterine growth restriction = riduzione nella crescita all’interno dell’utero), le donne dovrebbero stare a riposo, sdraiate preferibilmente sul fianco sinistro e l’assunzione di farmaci vasodilatatori per diminuire la resistenza che i vasi placentari hanno nei confronti di quelli materni. Utili poi sono farmaci anti-aggreganti piastrinici, acido acetil-salicidico, eparina che rendono più fluido il sangue.
Nel caso vi sia un’insufficienza placentare, l’assistenza e la sorveglianza deve essere accurata e i controlli effettuati regolarmente per stabilire quando poter espletare il parto (quest’ultimo andrebbe eseguito quando i rischi intrauterini del feto eccedono quelli neonatali di nascita prematura. Di solito il cesareo è l’intervento più consigliato perché meno stressante per un feto sofferente. Non è del tutto da escludere un parto per via vaginale nel caso in cui la paziente abbia un collo dell’utero pronto e preparato a sopportare il travaglio o in caso di madre multipara.
Concludendo, è essenziale differenziare il ritardo di crescita ad esordio precoce con quello tardivo. Il primo ha una stretta associazione con anomalie per infezioni fetali (CMV, toxoplasma etc), il secondo è dovuto ad una severa disfunzione placentare.
Il parametro singolo più sensibile per la valutazione del malessere fetale è la misurazione ripetuta ogni 2 settimane della circonferenza addominale.
L’eco-doppler apporta poi importanti informazioni sull’ossigenazione fetale. Flussi alterati sull’arteria ombelicale richiedono il controllo sull’arteria cerebrale media.
Un feto con assenza di flusso nell’arteria ombelicale ed una vasodilatazione delle cerebrali richiede un parto immediato.
Fonte:
www.webmd.com.