Categorie
Chirurgia Plastica

Chirurgia estetica orient express

Le tigri asiatiche stanno scalzando anche il ricco mercato della chirurgia estetica. E tra i pazienti viaggiatori ci sono sempre più italiani. Il turismo medico è diventato un tale business che c’è persino chi ha pensato di aprire una clinica su una nave da crociera tra Malta e Tunisi. La verità è che ormai c’è una gara a intercettare quella fetta di mercato della salute che pensa di abbinare la necessità (o lo sfizio) di un trattamento medico, con la possibilità di risparmiare grazie all’offerta dei paesi emergenti che hanno strutture sanitarie private di livello occidentale, ma riescono a tenere basse le tariffe per chirurgia estetica, cure dentali o anche operazioni ortopediche e cardiovascolari, senza liste di attesa e con il comfort di un cliente di lusso.
Se parliamo di turismo medico italiano non si tratta più soltanto di quegli italiani che guardano ai paesi dell’Est europeo per le cure odontoiatriche così costose nel nostro Paese. L’offerta, e la richiesta, ora si allarga a uno specchio di prestazioni che si vanno a cercare dove si possono avere quando ci pare e in contesti lussuosi ma a prezzi molto competitivi. Le cure dentali, la chirurgia estetica ma anche quella ortopedica sono sempre i trattamenti più richiesti.
Le dieci principali destinazioni al momento sono, nell’ordine, India, Thailandia, Stati Uniti, Ungheria, Malesia, nuova al business, ma in forte crescita con 300 mila pazienti-turisti l’anno in 35 cliniche private accreditate che si spartiscono un mercato da 60 milioni di dollari. Seguono Singapore, meta storica del turismo medico ma dai prezzi più esosi che accoglie circa 250 mila pazienti l’anno, Messico, Regno Unito, Germania  e Filippine. Prima per la qualità dei servizi offerti, la Thailandia ha visto una forte crescita del turismo medico dal 2003 (25 per cento di pazienti in più in media l’anno): tra le prestazioni offerte molto pubblicizzati sono i check up, che si risolvono in poche ore, a prezzi concorrenziali e con i risultati che arrivano in un paio di giorni al massimo, anche via e-mail. Il primo competitor della Thailandia è l’India, che vanta ben 500 mila pazienti stranieri l’anno. Quì si punta soprattutto sulla cardiochirurgia e sulla chirurgia ortopedica, ma anche sulla remunerativa chirurgia estetica che offre prezzi molto vantaggiosi per un occidentale. Del resto è l’epoca della globalizzazione e anche la medicina offre il suo contributo a questo processo, che durerà fino a quando gli svantaggi non si riveleranno superiori ai (presunti? reali?)  vantaggi.
Per ora, per chi può, il combinato tra una prestazione in tempi brevi in ambiente lussuoso a costi inimmaginabili per la sanità privata occidentale, si rivela una sirena a cui è difficile resistere.

Articolo di redazione
Fonte: L’Espresso 30/11/2010