E’ meglio iniziare con la definizione di quello che viene chiamato periodo perimenopausale ovvero quel lasso di tempo che coincide circa con i 5 anni prima dell’inizio della menopausa.
Durante questo ponte, generalmente tra i 45 e i 50 anni, si va verso una progressiva riduzione del flusso mestruale fino alla sua totale scomparsa.
Cosa succede nell’organismo femminile durante il periodo perimenopausale?
In primo luogo si assiste a frequenti irregolarità del ciclo mestruale: si alternano mesi con mancanza di mestruazioni a mesi con cicli ravvicinati, abbondanti o di lunga durata. L’ovulazione, di conseguenza, viene ad essere ballerina e può:
- scomparire,
- anticipare,
- ritardare.
La produzione ormonale inizia fisiologicamente ad alterarsi ma si mantiene la propria fertilità. Di conseguenza, si può correre il rischio di aspettare un bambino e dunque di avere gravidanze indesiderate o gravidanze che non arrivano al termine: più o meno la percentuale delle donne che non riescono, non per loro volontà, a partorire è pari al 50%, mentre quelle che decidono di interrompere perché indesiderate sono circa più del 60%. E’ opportuno e raccomandabile l’uso di adeguati metodi contraccettivi, consigliati preferibilmente da uno specialista. Un po’ di tempo fa, alcune donne optavano per la sterilizzazione delle tube in quanto temevano gli effetti collaterali dei metodi contraccettivi orali; attualmente le cose stanno cambiando e, pur essendoci alcuni rischi, si decide di affrontarli con cognizione di causa, comportandosi con ragionevolezza.
Quali sono i rischi legati all’uso dei metodi contraccettivi orali?
L’organo che potrebbe maggiormente subire una qualche conseguenza, legata all’uso dei metodi contraccettivi, è il nostro cuore. E’ bene però distinguere però fra:
- sistema venoso,
- sistema arterioso.
Nel primo caso si va incontro a tromboembolia includendo una grave trombosi agli arti inferiori e l’embolia a livello polmonare; nel secondo caso si potrebbe andare incontro ad un blocco miocardico e ad ictus. Andrebbe tuttavia precisato che tali conseguenze potrebbero essere evitate o quanto meno ridotte se si iniziasse a ridurre o abolire il fumo in caso di fumatrici, si controllasse la pressione (se ipertese o se esistono in famiglia casi di ipertensione), si continuasse a curare in modo appropriato il diabete (nel caso in cui ne soffriste), ed infine si evitasse di andare in sovrappeso.
Quali metodi contraccettivi sono consigliabili?
I metodi contraccettivi naturali sono basati sul controllo del proprio ciclo mestruale ovvero dei segni o segnali della propria fertilità (ovulazione, spotting, lievi disturbi al seno etc.).
Se si controllano tutti questi sintomi è possibile provare il metodo contraccettivo naturale per eccellenza ovvero l’”Ogino-Knaus”, che però si rivela impossibile nei casi di irregolarità mestruali. Si potrebbe optare per il metodo contraccettivo che controlla la temperatura basale, ma anche qui andrebbe fatta attenzione durante i periodi di assenza delle mestruazioni.
Un altro metodo contraccettivo è poi quello di “Billing”, fondato sull’esame del muco cervicale, ma va valutato se e quanto il muco sia persistentemente abbondante e non è sempre facile ed obiettiva la valutazione.
Continuiamo poi con il metodo chiamato “Persona” dotato di un dispositivo elettronico, finalizzato a rilevare i giorni fertili e i giorni infertili. L’informazione ottenuta è piuttosto attendibile e l’indice di fallimento è intorno al 6% (6 donne su 100 in un anno di utilizzo possono essere ingannate).
Oltre ai metodi contraccettivi naturali, validi potrebbero essere considerati i cosiddetti “metodi barriera”, ovvero i condom o i preservativi per l’uomo e per la donna, il diaframma, i dispositivi intrauterini. Quanto al condom si può dire che si avrebbe una buona protezione a basso rischio di gravidanza con nessun effetto collaterale; è il massimo della praticità poiché si può utilizzare in tutti i giorni del mese facendo attenzione però all’avvenuta ovulazione nonostante l’irregolarità mensile e alla integrità del cappuccio. Per il diaframma è utile sapere che non riceve alto gradimento poiché è difficile reperire la crema spermicida che lo accompagna. Infine la spirale o IUD (Intra-uterine-device) che, comportando flussi abbondanti e frequenti, viene solitamente sconsigliata o sostituita con un’altra spirale a rilascio progestinico che permette un miglior controllo del ciclo mestruale o meglio una riduzione dopo i primi 3 mesi di utilizzo; sarebbe il dispositivo migliore da un punto di vista della protezione e degli obiettivi che si vogliono ottenere, ma il suo costo elevato da aggiungere a quello dello specialista che la deve inserire in utero, porta talvolta a riflettere sull’adozione o meno.
Arriviamo infine ai metodi contraccettivi ormonali: la pillola.
In età premenopausale la pillola più raccomandata risulta essere una pillola combinata ovvero con estrogeni e progestinici con una durata quinquennale. Con questo metodo vengono ad aumentare le controindicazioni o meglio non potrebbe essere assunta in presenza di donne fumatrici, ipertese, con ricorrente cefalea, diabetiche, con alto livello di colesterolo e trigliceridi. Tra questi metodi potrebbero essere menzionati i progestinici iniettabili poiché rappresentano un metodo sicuro ad azione prolungata: l’intramuscolare va effettuata ogni 3 mesi. Sono controindicate in donne con sanguinamenti anomali di cui non si capisce la causa, in donne affette da epatopatie croniche o da patologie mammarie.
Concludendo, in questo periodo peri/premenopausale, ossia tra i 45 e i 50 anni, è difficile anche per un ginecologo scegliere e consigliare il metodo più efficace ed appropriato senza imbattersi su effetti collaterali o controindicazioni. Sarebbe preferibile che la coppia andasse insieme dallo specialista per farsi personalizzare in base alle proprie abitudini o eventuali patologie il metodo verosimilmente più idoneo.
Al termine del colloquio generalmente il ginecologo tende a suggerire i metodi meno invasivi quali Persona o i preservativi; pur essendo la pillola tra i più sicuri, determina effetti collaterali ed ha maggiori controindicazioni (deve essere una scelta oculata dopo aver ricevuto dallo specialista tutta l’informazione necessaria).
In sintesi anche l’iniezione intramuscolare di progestinici potrebbe essere consigliata soprattutto in donne con cicli abbondanti; la spirale a rilascio progestinico ha molti effetti benefici ma spesso è scartata proprio per il costo piuttosto elevato.
A voi la scelta ….ma non prima di esservi recate dagli specialisti!
Fonte:
Ginecologia ambulatoriale a cura di G.Bonfizzaro ed altri.