A volte può capitare che l’organismo abbia un’azione difensiva eccessiva verso una qualche sostanza, detta allergene, che provoca un forte shock detto appunto shock anafilattico.
Siamo quindi di fronte a una vera e propria reazione allergica che, in alcuni e pericolosi casi, può portare anche a rischi della stessa salute della persona. La sua pericolosità sta nella velocità con cui i sintomi compaiono e crescono fino a divenire molto pericolosi.
Agire in tempo, comprendendo quindi che si tratta effettivamente di uno shock anafilattico può realmente salvare la vita di una persona.
Si stima che il numero di shock sia in forte crescita a causa dell’aumento delle persone che hanno delle allergie più o meno gravi. Questo aumento è dovuto, secondo gli allergologici da una serie di fattori che stanno aggredendo costantemente il nostro sistema immunitario:
- La globalizzazione ci ha portati ad essere in contatto con un numero molto elevato di nuovi alimenti, alcuni sconosciuti al nostro organismo.
- L’inquinamento ha una serie di effetti sull’organismo umano che ancora non sono stati capiti appieno e, tra i tanti, si ipotizza che esso stesso porti alla nascita di un gran numero di allergie.
Se il numero di “nuovi allergeni” ai quali entriamo in contatto ha aumentato il rischio di shock anafilattico, allo stesso tempo nuovi medicinali e una maggior attenzione verso questa patologia ha diminuito il numero di decessi.
Shock anafilattico: le cause.
Lo shock anafilattico è causato, come detto, da un allergene al quale la persona che ne è sensibile viene in contatto. In generale sono divisi in alcuni macrogruppi specifici per tipologia:
- Punture di insetto, sono considerate tra le più comuni anche se in realtà il rischio non è così elevato. Ovviamente dipende anche dalla quantità di sostanze iniettate, già l’attacco di qualche ape potrebbe scatenare lo shock anafilattico in una persona sana.
- I cibi sono senza dubbio quelli che provocano la maggior part degli shock, questo dipende dal fatto che ormai ciò che mangiamo è molto “trattato” ed entra in contatto con un grandissimo numero di sostanze. È sufficiente leggere le etichette dei prodotti alimentari per rendersi conto di quanti diversi allergeni potrebbero essere presenti.
- Anche i medicinali sono una causa abbastanza frequente.
I sintomi dei differenti “tipi” di shock anafilattico.
Lo shock anafilattico è, chiaramente, di un tipo solo, esso ha diverse sintomatologie dovute a differenti cause che lo hanno generato e riconoscerle può salvare la vita.
Se si è stati punti da un insetto il primo sintomo è un arrossamento rapido e gonfio della parte, una reazione quasi immediata spesso molto fastidiosa. Nei casi più gravi si arriva anche a dolore, insensibilità della zona, formicolio e difficoltà respiratorie.
Nel caso si ingerisca, invece un alimento al quale si è fortemente allergici i sintomi sono simili ma, ovviamente, più localizzati nella zona della bocca e della gola aumentando il rischio di soffocamento.
Tra i cibi maggiormente a rischio ci sono:
- Nocciole e noccioline.
- Latte e uova.
- Pesce e frutti di mare.
- Soia.
- Frumento.
- Frutta secca.
- Bacche.
In generale qualsiasi alimento potrebbe provocare lo shock anafilattico se la persona ne è allergica. Per questo gli allergologi consigliano, se si è a rischio, un’attenta lettura degli ingredienti dei vari prodotti alimentari acquistati.
Se dovessero comparire alcuni dei sintomi è importante non agitarsi e rimanere calmi, prima che si scateni il vero e proprio shock anafilattico potrebbero volerci anche un paio d’ore. In qual caso si ha tutto il tempo per andare al pronto soccorso dove verranno somministrati i medicinali necessari (cortisone, epinefrina e antistaminici).
Quando lo shock anafilattico si scatena, come comportarsi?
I sintomi che indicano che lo shock è in atto sono molto più aggressivi rispetto a una semplice reazione allergica, e più pericolosi:
- Gonfiore al volto e anche alla bocca, spesso diminuendo la capacità di respirare del soggetto.
- Difficoltà nella deglutizione e della respirazione.
- Dolore al petto.
Se ci si trova in una situazione di questo genere è possibile che la persona abbia con sé un medicinale ad hoc, in caso contrario chiamare subito il pronto soccorso.
Come prevenire uno shock anafilattico.
L’unico vero strumento di prevenzione dello shock anafilattico è sapere a cosa si è allergici. Fare i test allergologici, se si hanno delle possibili allergie, permetterà di conoscere cibi e sostanze da evitare e con le quali non entrare in contatto.
L’allergologo, in più, potrà anche prescrivere eventuali vaccini che servono, nel tempo, a rendere più “insensibili” all’allergene specifico, diminuendo i rischi.
I test sono molto semplici e si effettuano in pochi minuti. Il medico farà dei lievissimi “taglietti” sulla pelle del paziente per poi mettere a contatto la zona con determinate sostanze (possibili allergeni, appunto).
Nell’arco di alcuni minuti questi provocheranno, in caso di allergia, delle zone arrossate e pruriginose. In base alla dimensione della zona verrà quantificato il grado dell’allergia.
Se si è a rischio shock anafilattico, cosa fare?
Se si hanno una serie di allergie a cibi o medicinali è opportuno seguire tutte le indicazioni dell’allergologo come, ad esempio, leggere attentamente l’etichettatura dei prodotti alimentari per vedere se in essi è presente qualche sostanza pericolosa per la vostra salute.
Portare sempre con sé i medicinali necessari, di solito una sorta di iniettore, di semplice utilizzo può salvare la vita. In ogni caso, visto il grandissimo numero di nuove sostanze alle quali l’organismo umano entra in contatto al giorno d’oggi, una visita medica specialistica in allergologia potrebbe essere molto utile per evitare, o almeno diminuire, i rischi di uno shock anafilattico.