La deviazione del pene è un problema che colpisce molti uomini e che procura notevoli disagi soprattutto nella vita del paziente. Infatti il pene curvo, oltre a dare problemi di erezione e disfunzioni sessuali, il pene curvo induce problematiche di natura psicologica come bassa autostima ed ansia da prestazione.
Deviazione del pene: le cause
La deviazione del pene può essere causata da vari fattori alcuni, genetici ed altri che si acquisiscono nella crescita (soprattutto legati alla Malattia di Peyronie).
Quest’ultima, in particolare, è una malattia molto più diffusa di quello che si pensa e che interessa il 5% degli uomini sopra i 50 anni di età e sessualmente attivi. Il fatto che se ne parli poco è perché gli uomini sono restii a parlare dei loro problemi legati alla sfera sessuale e posticipano il ricorso di un medico esperto finché il problema non è più sopportabile. Purtroppo quando si raggiunge questo stadio di cronicità è spesso troppo tardi per intervenire in maniera risolutiva.
La deviazione del pene causata dalla Malattia di Peyronie è dovuta ad una modifica della membrana che avvolge il pene procurando dolore, curvature eccessive (generalmente sul dorso) e deformità di vario genere visibili soprattutto durante l’erezione. Queste anomalie possono provocare vari disturbi di carattere sessuale e ripercuotersi nella vita emotiva del paziente e nelle sue relazioni.
Generalmente il primo sintomo riscontrato è un certo dolore durante i rapporti sessuali dove il pene è in erezione mentre, quando la malattia cronicizza, il dolore è presente anche con il pene flaccido.
In seguito si possono avere disfunzioni erettili causate da una curvatura eccessiva che rende impossibile l’eiaculazione, dolore durante la penetrazione (anche per la donna), ansia da prestazione e percezione distorta della propria immagine corporea (dismorfofobia).
Le cause che determinano una deviazione del pene legata alla Malattia di Peyronie non sono del tutto note e gli esperti pensano che non ne esista una scatenante ma piuttosto si tratti di varie concause che collaborano.
Probabilmente è necessaria una predisposizione genetica (ma non ereditaria) che rende il soggetto più incline a contrarre la patologia, associata a piccoli traumi subiti durante i rapporti sessuali. Questi microtraumi, se frequenti, comportano un accumulo di collagene nel punto di rottura che, nel tempo, può dare origine ad una placca dura che determina la deviazione del pene.
Altri fattori scatenanti possono essere:
- operazioni di prostatectomia radicale,
- esami all’uretra effettuati con particolari strumenti senza porre la dovuta attenzione,
- Morbo di Paget,
- ipertensione
- fumo,
- diabete.
Deviazione del pene: diagnosi e cura
Quando si avvertono i sintomi sopra descritti è importante rivolgersi ad un andrologo in modo da analizzare a fondo la situazione. Il medico cercherà di raccogliere più informazioni possibili dal paziente e quindi effettuerà una visita accurata per verificare la presenza di placche o altre anomalie. In alcuni casi sarà necessaria una ecografia per analizzare meglio la placca, la sua estensione e la sua tipologia, ossia se è di natura fibrosa, ossificata o calcifica.
Le terapie consigliate saranno differenti a seconda della situazione riscontrata e le più utilizzate sono:
- utilizzo di farmaci per via orale che rallentano l’evoluzione della malattia e l’infiammazione associata,
- trattamento con ultrasuoni,
- estensori del pene,
- terapie chirurgiche.