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Chirurgia Vascolare e Angiologia

Tromboflebite: sintomi e complicazioni

La tromboflebite è un’infiammazione della parete di una vena provocata dalla formazione di un coagulo di sangue, detto trombo, al suo interno.

In genere questa patologia interessa le gambe e, quando il blocco del flusso sanguigno diventa importante, si possono avere vari sintomi anche seri.

La classificazione della tromboflebite

Tromboflebite sintomi e complicazioniLa tromboflebite viene classificata a seconda se la vena colpita dal problema si trova vicino all’epidermide oppure all’interno di un muscolo.

Nel primo caso si parla si tromboflebite superficiale, in genere non degenera in patologie più importanti e può essere curata abbastanza velocemente.

Nel secondo caso si parla si trombosi venosa profonda e deve essere trattata con estrema attenzione in quanto il trombo può spostarsi per i vasi sanguigni, diventando un embolo, e causare un’embolia polmonare, un infarto o un ictus.

I sintomi della tromboflebite

I sintomi della tromboflebiteI sintomi della tromboflebite sono diversi a seconda della tipologia della patologia.

Se il problema si trova in superficie, la vena colpita diventa subito ben visibile, si gonfia e si infiamma, risulta dura se viene toccata, la zona intorno ad essa si irrita e si arrossa (eritema), si ha una sensazione di calore nella zona colpita e compare un dolore diffuso.

Se il trombo colpisce una vena in profondità, la gamba tende a gonfiarsi e a fare male, in particolare quando si sta in piedi per lungo tempo o si fanno lunghe camminate.

In alcuni soggetti si possono manifestare attacchi di febbre e difficoltà respiratorie, mentre in alcuni casi il problema rimane silente e del tutto asintomatico. Questo è una dei pericoli maggiori della tromboflebite venosa profonda in quanto la persona colpita se ne rende conto quando la patologia è ormai allo stato avanzato.

Le complicazioni della tromboflebite

Le complicazioni della tromboflebite sono rare se la vena colpita si trova in superficie ed in genere non degenerano in malattie gravi.

Ricordiamo che nelle vene sono presenti alcune valvole che impediscono al sangue di fluire nella direzione opposta al flusso sanguigno e la trombosi le potrebbe danneggiare. Se accade questo, le valvole iniziano a non funzionare bene e portare ad alcuni problemi:

  • se il sangue non fluisce più correttamente, ristagna nelle vene, e le fa gonfiare fino a provocare le vene varicose:
  • se l’accumulo di sangue è eccessivo, l’arto interessato si gonfia e generare un edema,
  • se il gonfiore dell’arto si prolunga per troppo tempo, la pelle inizia a cambiare colore (discolorazione della pelle),
  • se il trombo aumenta in maniera eccessiva di dimensioni, potrebbe bloccare permanentemente il flusso di sangue nella vena colpita, infettarla (tromboflebite settica) e provocare danni ai tessuti che non verranno più irrorati correttamente dal sangue.

Invece, nel caso della tromboflebite venosa profonda, bisogna prestare molta attenzione in quanto le conseguenze possono essere anche gravi. In particolare può dare origine ad una trombosi e provocare:

  • embolia polmonare: in questo caso il trombo si può staccare dalla parete venosa, diventare un embolo, ed iniziare a spostarsi per i vasi sanguigni. Se l’embolo raggiunge i polmoni ed ostruisce un’arteria può causare una pericolosa embolia polmonare ed avere conseguenze molto importanti,
  • infarto o ictus: se il blocco del flusso sanguigno interessa una zona ristretta di qualche organo si può avere un infarto, ossia una necrosi dei tessuti per scarso afflusso sanguigno, oppure un ictus, ossia la morte di una parte delle cellule cerebrali sempre a causa di una scarsa profusione sanguigna.

Nel caso che si manifestano i sintomi sopra descritti è consigliabile rivolgersi ad un medico per una prima visita di controllo di chirurgia vascolare.