Per la prima volta al mondo è stato effettuato all’ospedale Bambino Gesù di Roma, un intervento di impianto di un cuore artificiale magnetico provvisorio su una paziente sedicenne.
La ragazza era affetta da miocardiopatia dilatativa severa, avrebbe potuto avere conseguenze anche molto gravi. Ora, grazie all’intervento, sta bene.
Cuore artificiale magnetico all’ospedale Bambino Gesù di Roma
La giovane paziente stava attendendo un cuore compatibile.
Il 7 gennaio 2016 le è stato impiantato un cuore artificiale magnetico come soluzione ponte, ossia solo temporaneamente; ha vissuto per 4 giorni con il cuore artificiale, fino a quando non è stato disponibile un cuore per lei compatibile.
L’11 gennaio è stata quindi sottoposta ad un intervento di trapianto di cuore, ed il 1° febbraio è stata dimessa dall’ospedale. E’ stato il primo impianto di cuore artificiale provvisorio in una paziente di età pediatrica.
Miocardiopatia dilatativa severa: di cosa si tratta
La giovane paziente era affetta da miocardiopatia dilatativa severa. Ma di cosa si tratta?
E’ una malattia del muscolo cardiaco, che si caratterizza da una riduzione della contrattilità e da una dilatazione dei due ventricoli o solamente del ventricolo sinistro. Può avere carattere ereditario o acquisito (dovuta ad alcuni fattori come ad esempio il diabete, disturbi alla tiroide, esposizione a sostanze tossiche, ipertensione, alcolismo).
E’ una malattia dall’evoluzione variabile, in molti soggetti è asintomatica per molti anni e poi si manifesta in età giovane-adulta, in altri casi, invece, può esordire con un quadro clinico di scompenso cardiaco, aritmie, o anche fenomeni da tromboembolia.
I sintomi tipici sono:
- stanchezza,
- dispnea da sforzo,
- edema,
- dolore al torace.
La terapia che viene in genere utilizzata per migliorare lo stato della malattia è a base di farmaci, impianti di pacemaker, ed infine il trapianto cardiaco.
Cuore artificiale: il nuovo dispositivo
Il nuovo dispositivo si chiama Heart Mate 3 è strutturato con una pompa centrifuga a levitazione magnetica in modo tale sia da impedire l’attrito delle parti meccaniche tra di loro, sia per evitare che i globuli rossi si danneggino quando attraversano il dispositivo. Mentre in America è ancora in fase di sperimentazione, in Europa ha già ricevuto nel 2015 il marchio CE. Da quel momento ad oggi è stato utilizzato solo per interventi su pazienti adulti, mai su pazienti pediatrici.
I risultati degli interventi effettuati sono stati molto incoraggianti: a un mese dall’intervento la sopravvivenza è stata del 98%, mentre a sei mesi del 92%, inoltre 50 pazienti non hanno riscontrato eventi avversi.
L’èquipe medica dell’ospedale Bambino Gesù ha così richiesto alla ST. Jude Medical, casa produttrice del nuovo cuore artificiale, di poter effettuare un trapianto anche su un paziente pediatrico. Per la prima volta al mondo è stato quindi effettuato dall’ èquipe mista del dipartimento medico chirurgico di cardiologia pediatrica, guidata dal dott. Antonio Amodeo, un trapianto di un cuore artificiale magnetico temporaneo che ha salvato la vita ad una giovane paziente.
Cuore artificiale: gli impianti precedenti
Nello stesso ospedale pediatrico nel 2002 è stato effettuato il primo impianto di cuore artificiale, e successivamente ne sono stati effettuati altri 60. Nel 2010 è stato eseguito il primo impianto di cuore artificiale permanente in un giovane paziente portatore di distrofia di Duchenne, una malattia neuromuscolare. Nel 2012 è stato impiantito per la prima volta al mondo il più piccolo cuore artificiale dal peso di 11 grammi in un bambino di 16 mesi. Dal 2011 al 2015 in questo ospedale sono stati impiantati quasi la metà degli impianti di cuori artificiali in pazienti di età pediatrica in Italia.
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