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Pacemaker: le domande più frequenti (FAQ)

Il pacemaker è un dispositivo dalle dimensioni molto ridotte che viene impiantato in una piccola tasca sottocutanea del torace del paziente soggetto a problematiche legate all’attività cardiaca.

Quando si manifesta un’anomalia del battito cardiaco questo dispositivo genera impulsi elettrici per ripristinare la normale attività del cuore. Vediamo insieme le domande più frequenti.

Pacemaker: il dispositivo

pacemaker Domanda:  Che cos’è un pacemaker?

Risposta: Il pacemaker è un piccolo dispositivo elettrico del peso di circa 20 grammi e delle dimensioni di circa 7x6x1 cm, che una volta impiantato nel torace del paziente, in caso di anomalie del cuore, genera degli impulsi per normalizzare il ritmo cardiaco salvando la vita della persona che ne è portatrice.   

Domanda: Come è fatto?

Risposta: E’ formato da un involucro di metallico che contiene al suo interno un generatore computerizzato in grado di generare impulsi elettrici che arrivano al cuore grazie a degli elettrocateteri.

Domanda: Quando è stato inventato?

Risposta: Il pacemaker è stato inventato dal medico canadese John Alexander Hopps nel 1950. I primi pacemaker erano composti da grossi dispositivi esterni collegati a fili elettrici e attaccati chirurgicamente al cuore. Nel 1958 il dottor Rune Elmquist progettò invece un piccolo dispositivo che poteva essere impiantato nel sottocutaneo.

Domanda: Quanto durano le batterie di questo dispositivo?

Risposta: All’interno del generatore sono presenti delle particolari batterie (generalmente in litio-iodio), che hanno una durata media che varia dai 5 ai 10 anni.

Domanda: Cosa succede quando le batterie si scaricano?

Risposta: Quando le batterie si scaricano è necessaria una loro sostituzione che effettuerà il medico chirurgo mediante un piccolo intervento.

Domanda: Quali sono le tipologie del pacemaker?

Risposta: I pacemaker possono essere permanenti o temporanei.

Domanda: Cosa è il pacemaker permanente?

Risposta: Il pacemaker permanente è un dispositivo utilizzato in caso di patologie cardiache di lunga durata.

Domanda: Cosa è il pacemaker temporaneo?

Risposta: Il pacemaker temporaneo è un dispositivo utilizzato quando il paziente presenta un disturbo momentaneo e reversibile (situazioni iatrogene), in caso di disturbi della formazione dell’impulso elettrico, o anche quando si stia attendendo di impiantare un pacemaker definitivo. Spesso questa procedura di stimolazione temporanea è associata in presenza di un rischio immediato per la vita del paziente.

Domanda: Come avviene la procedura della stimolazione tramite impianto di un pacemaker temporaneo?

Risposta: Questa procedura avviene mediante un elettrocatetere introdotto tramite vena femorale in ventricolo destro, inserito nella gamba destra. Il catetere è collegato ad un pacemaker esterno.

Domanda: Cosa succede dopo la procedura di intervento di pacemaker temporaneo?

Risposta: Il paziente verrà tenuto in reparto e dovrà essere tenuto sottocontrollo costante dal personale medico; è obbligatoria l’ospedalizzazione fino alla rimozione del pacemaker.

Domanda: Quali altre tipologie di pacemaker esistono?

Risposta: I pacemaker possono classificarsi come monocamerali, bicamerali o biventricolari.

Domanda: Cosa sono i pacemaker monocamerali?

Risposta: I pacemaker monocamerali prevedono il collegamento di un solo elettrodo con una sola camera cardiaca.

Domanda: Cosa sono i pacemaker bicamerali?

Risposta: I pacemaker bicamerali prevedono due cateteri che generalmente inseriti uno nell’atrio destro e l’altro nel ventricolo destro.

Domanda:  Cosa sono i pacemaker biventricolari?

Risposta: I pacemaker biventricolari prevedono tre cateteri, collegati all’atrio destro e ai due ventricoli.

Pacemaker e patologie

pacemaker patologieDomanda: Quali sono le patologie per le quali è necessario un impianto di pacemaker?

Risposta: Generalmente il pacemaker viene utilizzato in presenza di patologie legate ad irregolarità del ritmo cardiaco come tachicardia, bradicardia, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, sincope o ritmo irregolare.

Domanda: Cos’è la tachicardia?

Risposta: Si parla di tachicardia quando le pulsazioni superano i 100 battiti al minuto.

Domanda: Cos’è la bradicardia?

Risposta: Si parla di bradicardia quando il cuore batte troppo lentamente, ossia quando la frequenza cardiaca è inferiore ai 60 battiti al minuto. Può essere dovuta ad un blocco dell’attività del sistema elettrico del cuore o ad un mal funzionamento del nodo semiatriale che spesso può manifestarsi in età avanzata.

Domanda: Cos’è la fibrillazione atriale?

Risposta: Si parla di fibrillazione atriale quando gli atri battono in modo ripetuto e caotico.

Domanda: Cos’è lo scompenso cardiaco?

Risposta: Si parla di scompenso cardiaco quando il cuore non fornisce la giusta quantità di sangue ed ossigeno all’organismo.

Domanda: Cos’è la sincope?

Risposta: La sincope è una perdita di coscienza dovuta ad ritmo cardiaco troppo lento.

Domanda: Cosa sono le aritmie?

Risposta: Le aritmie sono un disturbo della frequenza cardiaca o del ritmo cardiaco.

Domanda: Come si manifestano le aritmie?

Risposta: I sintomi tipici delle aritmie sono debolezza, sensazione di svenimento, capogiri, perdita di coscienza, svenimenti.

Domanda: Ho sentito parlare del nodo semi atriale, di cosa si tratta?

Risposta: Il nodo semi atriale è il pacemaker naturale del cuore, si trova nella parte superiore dell’atrio destro, ed è composto da cellule in grado di fornire impulsi nervosi. Questi impulsi vengono diffusi agli atri, passano per il nodo atrio ventricolare e raggiungono i ventricoli. Quando questi impulsi non sono regolari non viene garantita una corretta attività del cuore; in questo caso può essere necessario un intervento di pacemaker.

Domanda: Perché è importante sottoporsi ad una visita cardiologica in caso di presenza di aritmie?

Risposta: Perché anche se la maggior parte delle aritmie sono innocue, in alcuni casi, invece, alcuni tipi di aritmie potrebbero avere conseguenze anche gravi.

Domanda: Cosa controlla il cardiologo durante la visita chirurgica?

Risposta: Generalmente durante una visita cardiologica viene effettuata la misurazione del polso ed un elettrocardiogramma. Potrebbe essere anche richiesto un elettrocardiogramma dinamico (Holter).

Domanda: Quanto potrebbe costare una visita cardiologica?

Risposta: In base alle statistiche di iDoctors, una prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, potrebbe avere un costo medio in tutta Italia di circa 125€, con un costo che va in particolare dai 70€ ai 200€ per le visite effettuate nel Nord Italia, dai 45€ ad un massimo di 330€ per il centro Italia, dai 50€  ai 175€ per il Sud Italia.

Domanda: Cosa sono le extrasistoli?

Risposta: Le extrasistoli sono tra le aritmie più comuni, caratterizzate da un battito cardiaco che arriva prima del previsto, molto spesso non presentano sintomi e non sono preoccupanti. In genere la persona che presenta extrasistoli è una persona sana. I fattori che le possono causare sono l’eccessivo consumo di caffeina, stress, stanchezza, elevati sforzi fisici.

Domanda: Da cosa dipendono le aritmie?

Risposta: Le aritmie possono dipendere da cardiopatie congenite o acquisite, abuso di fumo, alcol, droghe, farmaci, ipertiroidismo.

Domanda: Quale dovrebbe essere il normale ritmo cardiaco?

Risposta: Dovrebbe rientrare nel range tra i 60 e i 100 battiti al minuto.

Domanda: Come si comporta il pacemaker quando si verifica un’aritmia?

Risposta: In caso di aritmia il pacemaker manda al cuore degli impulsi elettrici per stabilire l’equilibrio. In caso di bradicardia, ad esempio, la funzione del pacemaker è quella di aumentare la frequenza del battito cardiaco.

Pacemaker e intervento

Domanda: Quali sono gli esami da fare prima di sottoporsi ad un intervento di pacemaker?

Risposta: Quando il cardiologo avrà stabilito la necessità di un intervento di pacemaker, richiederà alcuni esami come ad esempio:

  • elettrocardiogramma: per analizzare l’attività elettrica del muscolo cardiaco, la forza e la frequenza degli impulsi elettrici. Serve inoltre a stabilire la velocità del ritmo cardiaco e la sua regolarità.
  • Elettrocardiogramma secondo Holter: per monitorare l’attività del cuore in un periodo maggiore rispetto a quello previsto per un comune elettrocardiogramma, il medico potrebbe richiedere di sottoporsi ad un elettrocardiogramma secondo Holter, che registra per un arco di tempo che va in genere dalle 24 alle 48 ore l’attività del muscolo cardiaco, mentre il soggetto che lo indossa continua a svolgere la sue normali attività.
  • Event monitor: questo dispositivo è simile all’elettrocardiogramma secondo Holter, ma è in grado di registrare solamente situazioni particolari di irregolarità cardiaca anche per un periodo di tempo che può estendersi fino ai due mesi.
  • Test da sforzo cardiaco: è un esame che analizza l’attività cardiaca mentre il paziente è soggetto a particolari sforzi fisici in un ambiente medico controllato.

Domanda: In cosa consiste l’intervento di pacemaker?

Risposta: L’intervento di pacemaker consiste in una piccola incisione effettuata dal medico chirurgo per inserire un ago speciale in una vena che serve per guidare e posizionare gli elettrodi del pacemaker. Viene quindi effettuata sul torace un’incisione per creare uno spazio sottocutaneo (tasca), nel quale verrà posizionata la scatoletta metallica del pacemaker. Una volta collegati gli elettrodi al cuore, il chirurgo effettuerà delle prove per assicurarsi che tutto funzioni nel modo corretto. Il chirurgo verrà guidato durante tutta la procedura da un controllo radiografico.

Domanda: Quale tipo di anestesia viene utilizzata per effettuare l’intervento di pacemaker?

Risposta: Generalmente l’intervento viene effettuato in anestesia locale; prima dell’intervento verranno somministrati al paziente dei farmaci tramite flebo per non sentire alcun tipo di fastidio, e anche degli antibiotici contro le infezioni.

Pacemaker: il dopo intervento

pacemaker dopo interventoDomanda: Cosa succede nelle ore immediatamente successive all’intervento?

Risposta: Generalmente viene richiesta un’osservazione in ospedale almeno per la notte successiva all’intervento.

Domanda: Potrebbero comparire alcuni disturbi dopo l’intervento?

Risposta: Si, ma generalmente di lieve entità, come dolore sulla ferita e gonfiore nel punto in cui è stato installato. Potrebbero anche presentarsi altri disturbi come ad esempio reazioni allergiche ai farmaci assunti durante l’intervento, alterazione della temperatura corporea, ematoma nella zona di impianto, in rari casi gravi potrebbe manifestarsi un collasso polmonare.

Domanda: Il giorno dopo l’intervento posso guidare e tornare a casa da solo?

Risposta: Il medico generalmente richiede di non guidare subito dopo l’intervento, quindi è bene organizzarsi prima per farsi riaccompagnare a casa da un conoscente.

Domanda: Dopo quanto tempo posso ritornare a svolgere le mie normali attività quotidiane?

Risposta: Indicativamente è possibile ritornare a svolgere le proprie attività quotidiane dopo alcuni giorni, evitando però di sottoporsi a sforzi per almeno un mese.

Domanda: Dopo l’intervento è necessario effettuare delle visite di controllo?

Risposta: Si certo, il medico darà al paziente tutte le informazioni affinché il pacemaker possa funzionare correttamente. Il paziente dovrà effettuare delle visite di controllo a cadenza regolare per poter tenere sotto controllo la carica delle batterie e per accertarsi sul corretto funzionamento del dispositivo.

Domanda: Che cos’è la “scheda identificativa personale”?

Risposta: Tutti i portatori di pacemaker devono sempre avere con sé la scheda identificativa personale, ossia una scheda dove è indicato che tipo di pacemaker si indossa, per ogni eventuale necessità

Domanda: Esistono dei rischi legati all’intervento?

Risposta: I rischi sono molto bassi rispetto alla grande funzionalità di questo dispositivo che il più delle volte ci può salvare la vita!

Domanda: Sono un portatore di pacemaker, a quali dispositivi devo fare attenzione?

Risposta: I portatori di pacemaker devono prestare attenzione alla vicinanza con alcuni dispositivi elettrici in grado di generare campi elettromagnetici, perché potrebbero essere elemento di disturbo alla corretta attività di questo dispositivo. Va posta particolare attenzione quindi ad apparecchi come telefoni cellulari, forni a microonde, lettori Mp3, cavi ad alta tensione.

Domanda: Sono un portatore di pacemaker e prendo spesso l’aereo, devo prestare attenzione al metal detector?

Risposta: Gli esperti consigliano di non tenere troppo a lungo il metal detector nella zona in cui è stato installato il pacemaker. Sarebbe sempre bene quindi avvisare il personale di controllo degli aeroporti che si è portatori di pacemaker.

Domanda: Dopo l’impianto, posso effettuare qualsiasi tipo di esame diagnostico o intervento?

Risposta: No, alcuni esami come ad esempio la risonanza magnetica, potrebbero interferire con il pacemaker. Facciamo sempre presente al personale medico di essere portatori di pacemaker.

Pacemaker e nuova tecnologia

pacemaker cardiacoDomanda: Ho sentito parlare che esiste un nuovo pacemaker cardiaco in fase di sperimentazione, di cosa si tratta?

Risposta: E’ un dispositivo che pesa solamente 2 grammi, e può essere impiantato senza essere sottoposti ad un intervento chirurgico. E’ composto da un’unica componente, una microcapsula, alimentato da una batteria che può durare anche fino a 14 anni.

Domanda:  Come avviene l’installazione di questo nuovo dispositivo?

Risposta: Questo minuscolo dispositivo viene inserito per via endovenosa per mezzo della via femorale e fissato nella cavità cardiaca per mezzo di piccoli uncini metallici.

Domanda:  Quanto dura l’installazione?

Risposta: L’istallazione dura in media 30 minuti, ma presso il Policlinico di Bari, la procedura è stata portata a termine in soli 3 minuti.

Domanda: Perché questo nuovo dispositivo è meno invasivo rispetto a quello tradizionale?

Risposta: Perché non necessita di un’operazione chirurgica e inoltre viene inserito un dispositivo molto più piccolo rispetto a quello di tipo tradizionale.

Domanda: Dopo la procedura di installazione sono visibili le cicatrici?

Risposta: No, non vengono effettuate incisioni quindi le cicatrici sono inesistenti.

Domanda: Il paziente, dopo l’installazione, percepisce fastidio?

Risposta: No, anche il post-operatorio è di gran lunga migliore rispetto ad un intervento di installazione tradizionale di pacemaker. Il paziente in genere non percepisce alcun fastidio.

Fonte:

http://cardioaritmie.com/home/