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Cardiologia

Sedentari davanti a TV: attenti al cuore

Che la TV facesse male (soprattutto a chi la fa) si sapeva da tempo, ma che adesso sia diventata addirittura un pericolo per la salute degli spettatori ce lo rivela uno studio dello University College of London, il quale ha calcolato che trascorrere ogni giorno 4 ore davanti al piccolo schermo provocherebbe un generico incremento delle malattie mortali pari al 48% e farebbe salire del 125% il rischio di morire per malattie cardiache.
Passare quattro ore al giorno davanti al piccolo schermo, secondo questa ricerca, farebbe infatti aumentare in maniera esponenziale il pericolo il rischio di attacchi cardiaci e malattie cardiovascolari. La tesi, pubblicata sul ‘Journal of the American College of Cardiology’, è il frutto di uno studio su 4.512 persone seguite per 4 anni, durante i quali 325 sono morte e 215 hanno avuto almeno una malattia cardiovascolare.
Gli esperti italiani però guardano a queste conclusioni con scetticismo perché, sostengono, addentrandosi nei dettagli del lavoro si scoprono particolari importanti che fanno sorgere dei dubbi sulla validità di questa affermazione. Si fa notare che i volontari presi in esame dallo studio sono stati intervistati per telefono, dichiarando a voce il tempo che trascorrono abitualmente davanti al televisore, senza alcun controllo oggettivo sulla veridicità delle loro dichiarazioni. In base ai risultati di questo sondaggio sono stati poi divisi in tre gruppi e si è notato come coloro che guardano la tv più di 4 ore al giorno vadano più di frequente incontro a eventi cardiovascolari. Va però notato come i componenti di quest’ultimo gruppo siano anche, in media, 4/5 anni più anziani degli altri, prevalentemente di sesso maschile e in maggior proporzione affetti da malattie croniche, pressione elevata e diabete.
Dunque, il dato principale è che i soggetti che più guardano la televisione hanno anche numerose altre ragioni per sviluppare malattie cardiovascolari. E, infine, il punto fondamentale è che a determinare il maggior rischio per questi soggetti non è la televisione in sé, quanto piuttosto il loro stare seduti più a lungo che rientra in quei fattori in grado di influenzare concretamente e in modo negativo la durata della vita di un uomo nei paesi industrializzati già ampiamente conosciuti e demonizzati. Tutto sommato, quindi, un falso allarme e un sospiro di sollievo per chi, invece che per diletto sta seduto per obbligo non quattro ma otto ore davanti a un computer.

Articolo di redazione
Fonte: Corriere della sera, 13 gennaio, 2011