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Cardiologia Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva

Ti curo in base al sesso

La strada delle due medicine, ossia delle terapie applicate a seconda del sesso del paziente, è una rivoluzione silenziosa che sta lentamente andando avanti da alcuni anni con il  crescente conforto di conferme scientifiche e di verifiche sul campo.
Il fatto è che una stessa malattia può manifestarsi in modo molto diverso negli uomini e nelle donne, e le terapie possono essere del tutto dissimili. E se per secoli la scienza medica si è esercitata su un corpo-modello, nei fatti quello dell’uomo, migliaia di ricerche e di studi  mirati oggi, stanno dimostrando che le cose sono assai più complesse di quanto fino ad ora supposto.

Un nuovo orientamento sembra prendere piede, e cioè che la ricerca clinica deve cambiare registro, cominciando a differenziare gli studi sui farmaci. Del resto i risultati scientifici finora acquisiti, hanno gia cambiato la faccia di molte patologie, come quelle inerenti ai polmoni, allo stomaco, all’epatite C e anche al cuore.
La mortalità, la reazione alle terapie e lo stesso sviluppo progressivo del tumore ai polmoni, ad esempio, sono tutti fattori profondamente influenzati dal sesso e uno studio francese ha perfino sostenuto che il fumo, pur nell’acclarata nocività del vizio, è più dannoso per il sesso debole che per gli uomini. Discorso simile si può fare per una patologia tipica dell’apparato digerente: l’ulcera.
Ebbene, due sono i tipi di ulcera che colpiscono il tratto digerente superiore, uno è tipico del sesso femminile, l’altro del sesso maschile. Le donne sono più soggette all’ulcera gastrica, gli uomini soffrono  invece soprattutto di ulcera duodenale. E la loro prognosi è peggiore: la probabilità che l’ulcera guarisca è maggiore nelle donne che non negli uomini. Uno studio italiano dimostra invece che le donne sono più colpite dal virus Hcv dell’epatite C, uno dei principali agenti scatenanti del tumore al fegato, ma nonostante questo rispondono meglio al vaccino, si ammalano in età più avanzata e sopravvivono più a lungo, grazie ai geni che regolano la risposta immunitaria e che in gran parte si trovano sul cromosoma X presente in doppia copia nelle femmine e solo in singola copia negli uomini. Per quel che riguarda i i problemi cardiaci uno studio americano sottolinea come il rischio di morte per una sindrome coronarica o un attacco cardiaco è superiore nelle donne che negli uomini e si manifesta, generalmente, in età più giovane.
Nella disgrazia della malattia questo tuttavia è, per così dire, un vantaggio, dando la possibilità al paziente di adattarsi, rispondendo agli insulti ischemici con bypass naturali in grado di attivare nel caso di attacco cardiaco questi microcircoli secondari. Con l’arrivo della menopausa, invece, la donna si trova esposta a una sequenza di fattori di rischio ereditari e fisiologici aggravati da questa mancanza di allenamento e questo la rende più vulnerabile.

Articolo di redazione
Fonte: L’Espresso