Un recente studio effettuato dall’università americana di Los Angeles (University of California di Los Angeles), e pubblicato sulla rivista scientifica specializzata in dermatologia “Dermatology and Therapy”, ha messo in evidenza i poteri benefici del resveratrolo nel curare l’acne.
L’acne è un problema della pelle che colpisce molti giovani, e per questo si parla di acne giovanile, e che procura notevoli disturbi soprattutto nella sfera emotiva. In questa età, infatti, l’aspetto fisico e il fatto di essere accettati dagli altri è molto importante e questa malattia della pelle rischia di rendere complicati i rapporti sociali in un momento molto delicato per la crescita.
Cosa è il resveratrolo
Il resveratrolo è una sostanza contenuta nella buccia dell’uva ed in misura minore anche nel vino, soprattutto il vino rosso. È stato scoperto che questa sostanza ha un potente effetto antiossidante ed aiuta a proteggere il nostro organismo da varie patologie cardiovascolari e tumorali. Infatti blocca la formazione di radicali liberi responsabili dei danni a cellule e tessuti. Grazie a queste scoperte ultimamente molti medici hanno consigliato di bere vino rosso in quantità moderate.
Il resveratrolo come terapia per l’acne
I ricercatori dell’importante università americana hanno evidenziato le proprietà del resveratrolo di inibire lo sviluppo del batterio Propionibacterium acnes che è proprio il diretto responsabile della fastidiosa patologia della pelle.
Dagli studi effettuati è emerso che il resveratrolo può essere abbinato ad una sostanza già utilizzata come rimedio per l’acne, il perossido di benzoile, in modo da potenziarne gli effetti positivi e diminuirne quelli negativi.
Il perossido di benzoile è un potente ossidante, e quindi lavora in maniera opposta rispetto al resveratrolo, in grado di alterare la normale struttura dei microrganismi e comprometterne le funzioni vitali. Questa sostanza, agendo come ossidante, produce radicali liberi che hanno la capacità di uccidere i batteri dell’acne. Il problema è che il suo effetto è limitato nel tempo e termina nell’arco delle 24 ore.
Il resveratrolo, invece, non ha la stessa capacità di uccidere i batteri responsabili dell’acne, ma riesce a inibirne la crescita ed il suo effetto dura più a lungo.
Nella sua intervista rilasciata alla rivista specializzata in malattie della pelle l’autrice dello studio, Emma Taylor (assistente professore di medicina nella divisione di dermatologia della David Geffen School of Medicine alla UCLA), afferma che all’inizio pensavano che le due sostanze agendo in maniera totalmente opposta, una ossidante e l’altra antiossidante, si annullassero a vicenda. Invece è accaduto l’esatto opposto e si sono aiutate a portare a termine il loro lavoro; il resveratrolo ha potenziato l’attività antibatterica del perossido di benzoile aiutandolo a durare più a lungo. In pratica i ricercatori hanno preso il meglio dei due mondi per attaccare i batteri da due fronti diversi.
Per dimostrare questi studi i ricercatori hanno utilizzato un potente microscopio ed hanno visto che il resveratrolo ha la capacità di attaccare le membrane esterne dei batteri indebolendone la struttura.
Inoltre, facendo alcuni test su culture di cellule di pelle umana, è emerso che il perossido di benzoile è una sostanza altamente tossica se utilizzata in dose eccessive. Infatti molti pazienti sono allergici a questo composto e reagiscono con arrossamenti cutanei ed irritazioni. Il resveratrolo ha anche la capacità, combinandosi con il perossido di benzoile, di ridurre la sua tossicità.
Queste scoperte sono molto importanti perché permetteranno in futuro di produrre una crema per curare l’acne giovanile più efficace e con meno effetti collaterali. Naturalmente lo studio è soltanto agli stadi iniziali e saranno necessari ulteriori ricerche in modo da convalidare i risultati trovati, ma sicuramente si sta aprendo una nuova strada per curare l’acne in maniera sempre più efficace.
Resveratrolo e paradosso francese
Il fatto che il vino faccia bene alla salute è riassunto in quello che viene definito il “paradosso francese”. Questa teoria introdotta da Serge Renaud dell’Università di Bordeaux afferma che bere vino rosso in maniera moderata fa bene alla salute.
Lo scienziato francese era giunto a questa conclusione attraverso un’analisi statistica in cui metteva in evidenza che, nonostante un alto consumo di formaggi e cibi grassi (ricchi di acidi grassi saturi non proprio salutari per il nostro corpo) da parte degli abitanti di alcune zone della Francia, si poteva notare una bassa incidenza di morti a causa di problemi vascolari. Lo studioso affermava che questo risultato positivo era da imputare al fatto che queste persone erano solite bere vino rosso durante i pasti.
Inizialmente questa teoria fu accettata da tutti, in particolare i produttori di vino e gli amanti della bevanda di Bacco, ma in seguito furono tante le critiche da parte di alcuni scienziati che mettevano in discussione i risultati a cui era giunto il professore di Bordeaux (zona molto rinomata per la produzione di vino rosso).
Quale è la verità? Come al solito bisogna fare attenzione a quello che viene detto anche perché ogni studio viene subito confutato da un altro fatto da un’altra università i cui interessi sono diversi.
Comunque è innegabile che il vino contenga molte sostanze che fanno bene al nostro organismo e che svolgono un importante ruolo protettivo e preventivo. Sicuramente un consumo moderato di vino può portare effetti positivi, se abbinato ad una dieta corretta ed equilibrata, ma che non è la bevanda miracolosa che porta alla vita eterna e che, se eccediamo nel consumo, gli effetti positivi si tramutano e rimangono solo quelli negativi.
Come sempre la moderazione e l’intelligenza sono le ricette migliori per vivere in salute e in modo piacevole.
Fonte: http://www.ucla.edu/