La fangoterapia consiste nell’applicazione sul corpo, o parte di esso, di impacchi di fanghi terapeutici, detti anche peloidi, che hanno subito trattamenti specifici.
Questa pratica permette di apportare numerosi benefici sia in campo estetico che terapeutico, consentendo di curare patologie dermatologiche, ed anche, grazie alle proprietà antinfiammatorie del fango, altri disturbi come ad esempio reumatismi e artriti.
Fangoterapia: le patologie che può curare
La fangoterapia viene spesso effettuata in parallelo ad altre cure termali praticate nelle terme. Grazie alle proprietà presenti nel fango, ha numerose funzioni come:
- disintossicante,
- antinfiammatoria,
- rimineralizzante.
L’applicazione dei fanghi permette di curare patologie della pelle come ad esempio la cellulite, la dermatite, gli eczemi, la psoriasi, la ritenzione idrica e le macchie cutanee. Questo grazie anche alla capacità che molti tipi di fango hanno di riattivare la circolazione e la microcircolazione. Molti fanghi sono inoltre in grado di eliminare le tossine dal nostro organismo e quindi di donare una pelle più tonica ed elastica, libera da scorie e impurità, utile anche in caso di acne, brufoli e punti neri.
La fangoterapia grazie alla sua azione riequilibrante e idratante è un valido aiuto anche per il cuoio capelluto, in caso di problemi come forfora ed eccessiva produzione di sebo.
Altri disturbi che possono essere curati con l’applicazione dei fanghi sono artriti, reumatismi infiammatori, dolori articolari e muscolari, problemi alla circolazione sanguigna. In base ad ultimi studi effettuati anche chi è affetto da ipertensione arteriorsa può trovare giovamento con gli impacchi di fango.
I benefici sull’applicazione dei fanghi sul nostro organismo interessano anche il sistema immunitario rafforzandolo e attivando difese naturali.
I numerosi giovamenti sul corpo hanno un conseguente riscontro anche dal punto di vista psicologico con un’azione antistress.
Fangoterapia: la composizione del fango
La composizione dei fanghi che vengono utilizzati per gli impacchi si basa su:
- componente liquida,
- componente solida.
La prima in parte è composta da acqua già contenuta nel fango, e da acqua minerale che viene poi aggiunta per farlo maturare. Il fango infatti necessita di un trattamento particolare di maturazione, generalmente della durata di 6-12 mesi, in apposite vasche.
La componente solida, invece, è costituita dall’argilla (base inorganica) e dalla microflora e microfauna (protozoi, alghe, batteri, humus, vegetali..).
In base alle sostanze in esso presenti i fanghi si suddividono in:
- sulfurei,
- solforosi,
- clorurati,
- arsenicati,
- ferruginosi,
- salso-iodici.
A seconda della concentrazione di alcune sostanze e della consistenza, i fanghi apportano benefici diversi al nostro corpo e diverse indicazioni terapeutiche: alcuni fanghi con specifiche caratteristiche chimiche vengono utilizzati per curare determinate patologie, altri per prevenirle.
I fanghi utilizzati più di frequente sono quelli per combattere la cellulite, composti da alghe marine che subiscono dei trattamenti necessari per conservare alcune proprietà importanti.
Fangoterapia: come viene praticata
Il fango viene applicato, dal personale esperto, ad una temperatura tra i 45° e i 48° C e lasciato agire sulla pelle per circa 20 minuti. Viene poi eliminato con una doccia calda. Segue poi un bagno ad una temperatura di 37-38° C in acqua termale o minerale per circa 10 minuti. Successivamente si lascia rilassare il corpo per circa 30 minuti, e poi in molti casi segue un massaggio tonificante.
In base ai consigli degli esperti sono necessarie almeno 12 sedute per iniziare a trarne i giusti benefici.
In alcuni casi però, come ad esempio in stato di gravidanza, arteriosclerosi, epilessia, tromboflebiti e cardiopatie questa pratica non è consigliata. E’ importante quindi sempre consultare un medico esperto che possa darci le giuste indicazioni.
Fonte:
http://www.cure-naturali.it/