Capita abbastanza spesso o meglio quasi mensilmente alle donne in età fertile di avere sul labbro o sulle mucose nasali vescicole date dal virus herpetico. In realtà, il virus è già dentro di noi ma si manifesta in caso di alterazioni della temperatura non necessariamente febbrili; nelle donne è fisiologica la cosiddetta temperatura basale da controllare sempre ed in particolare se si vuole concepire o non concepire un figlio. Temperatura basale, alterazione mestruale e febbrile possono dar luogo all’herpes labiale, il più spesso nella forma simplex o più raramente zoster (nei casi della varicella o altri).
Come si suddivide il virus dell’Herpes?
Vi sono due tipologie di herpes simplex: il primo viene abbreviato con la sigla HSV I e il secondo con HSV II. Questi due tipi non differiscono solo per il numero, ma anche per localizzazione e manifestazione: il primo, infatti, colpisce le mucose orali (bocca, labbra, laringe, faringe) naso ed occhi e può arrivare al di sopra del diaframma, mentre il secondo, le mucose dell’apparato genitale o al di sotto del diaframma.
L’HSI I si trasmette per via della saliva o a contatto con le vescicole (attraverso il bacio prevalentemente); l’HSV II, invece, attraverso i rapporti sessuali. Se si riscontra nel cavo orale, l’HSV II è dovuto principalmente al sesso orale o di tipo anale.
Il primo e il secondo tipo rimangono latenti nel tessuto nervoso e si manifestano se mossi da fattori scatenanti come sovraesposizione solare nelle ore sconsigliate, freddo intenso, carenza di difese immunitarie (stress), forti traumi, disfunzioni ormonali o altre patologie che coinvolgono la sfera immunologica.
La caratteristica di entrambe le tipologie è la ricorrenza.
Sintomatologia
Tuttavia il virus non è sempre manifesto e la sua presenza e contagio può essere dimostrata soltanto attraverso tests ematici.
Nei soggetti colpiti, il virus appare, dopo un’incubazione che varia da alcuni giorni a qualche settimana e le vescicole compaiono esternamente o internamente al cavo orale; quest’ultima viene generalmente diagnosticata con il termine gengivostomatite erpetica primaria.
Se vi state chiedendo cosa sia la gengivostomatite, sappiate che si tratta di un’infezione che ha varie fasi: nella prima la durata è di circa di 1 o 2 giorni e la sintomatologia è caratterizzata da mal di testa e malessere generale con lieve alterazione febbrile; nella seconda inizia la trasformazione da eritema pruriginoso a vescicole sierose e lesioni che a loro volta hanno uno o più cicli e la conseguenza è bruciore e un dolore che permane per circa 10-15 giorni nel cavo orale. Questo problema è vissuto solitamente dai bambini che hanno una mucosa delicata e un basso livello di difese immunitarie.
Scomparsi i sintomi, in realtà, il virus della gengivostomatite herpetica rimane dentro di noi e va a posizionarsi in prossimità del nervo trigemino, pronto ad uscir fuori in presenza di qualche fattore scatenante (esposizione ai raggi solari etc). Appartenenti al tipo HSV I vi sono altre manifestazioni erpetiche come l’herpes labialis, per esempio.
Il più delle volte le lesioni si manifestano sulla superficie esterna labiale o peri-labiale sotto forma di papule, poi di ustioni con piccole croste. In queste ricadute o forme ricorrenti nel cavo orale, le vittime sono oltre alle labbra, le gengive o il palato; va però aggiunto che mano a mano che l’età avanza, queste forme tendono a diminuire.
Qual è la terapia consigliata?
La prima e più semplice raccomandazione consiste nel non toccare le vescicole e lavarsi le mani una volta in contatto. Detto questo, esistono rimedi per alleviare il dolore momentaneo appoggiando o tamponando cose fredde ma non ghiaccio diretto, usare creme topiche specifiche basate su paracetamolo o corticosteroidi, o infine colluttori che fungono da analgesici/antinfiammatori. Si può ricorrere a citoprotettori o ad anti-acidi facendo sciacqui prima e dopo aver assunto i pasti. Un altro metodo è il non ricorrere a farmaci o parafarmaci e pazientare sopportando per 10 giorni circa. Ciò che è sconsigliata è l’assunzione di antibiotici.
Chi corre più rischi e perché?
Una volta che si entra in contatto col virus e si viene contagiati si diventa portatori sani e si può trasmettere. Donne e bambini sono più a rischio, poi vengono gli uomini che vivono vicino alle persone con manifestazioni erpetiche.

Il contagio è facile poiché basta un bacio tra mamma e figlio o tra partner o anche il contatto tra vettori esterni come posate, bicchieri e biancheria tra una persona contagiata ed una sana. Il virus può essere trasmesso per via diretta e via indiretta e nel primo caso si tratta di un esempio di trasmissione diretta mentre l’altro è indiretto. Un’altra situazione che può verificarsi è al momento della pappa ovvero quando la mamma imbocca suo figlio dopo aver assaggiato il cibo con lo stesso cucchiaino; il bimbo può a sua volta contagiare il fratellino o la sorellina che utilizzano le stesse posate.
Infine, più subdola è l’infezione trasmessa da un individuo che è entrato in contatto involontariamente con oggetti o soggetti infetti, ma non sa o non pensa di esserlo ed entra in contatto con altri individui.
Come si può prevenire?
L’importante è limitare o bloccare la trasmissione attraverso l’applicazione di una barriera antivirale rappresentata da creme o pomate da spalmare localmente.
Certo la migliore soluzione è cercare di trovare le cause che l’hanno comportato: vivere seguendo uno stile di vita sano e con una giusta alimentazione, evitare le situazioni che possono arrecare stress, usare burro di cacao o olio delicati per lasciare le zone più soggette all’herpes meno secche possibili (labbra o naso), esporsi al sole evitando le ore più calde e possibili bruciature (il sole va preso in modo graduale facendo abituare la pelle piano piano e con creme protettive). Da ultimo l’azione emolliente e rigenerante aiuta a mantenere la pelle morbida che può facilmente opporsi all’eventuale aggressione virale.
L’omeopatia e la natura mette a disposizione altri prodotti abbastanza efficaci per prevenire o alleviare i fastidi dati dall’infezione: cera d’api o composizioni a base di burro di cacao puro e trigliceridi vegetali o infine un preparato con semi di pompelmo da tamponare sulle labbra.
La prunella vulgaris mista alla Melissa medicinalis sono un valido aiuto per prevenire recidive.
È consigliabile prima di esporsi al sole, cospargersi di creme composte dall’estratto di Camellia sinesis e vitamina E.
Conclusioni
L’herpes è un virus molto frequente che colpisce generalmente donne e bambini. Se si seguono alcune misure preventive che partono dalla scelta consapevole di uno stile di vita sano, le probabilità possa manifestarsi o comparire con più recidive si abbassano. Oltre al comportamento e all’attenzione all’igiene delle mani in caso di contagio, ci sono alcuni prodotti naturali che aiutano nella prevenzione o nella cura. L’importante è prevenire, ma l’essenziale è che si può curare!
FONTE: Gandolfo S, Scully C, Carrozzo M. Patologia e Medicina del cavo orale