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Mesoterapia: a cosa serve e quando viene effettuata

mesoterapiaLa mesoterapia è una procedura farmacologica che consiste nell’iniezione intradermica di farmaci specifici volti a curare numerose patologie tra cui la cellulite, le lesioni traumatiche e l’acne.

Il farmaco che viene iniettato direttamente nella zona da trattare, si diffonde lentamente nel tessuto sottostante, con un’azione più efficace rispetto ad un’applicazione topica o ad una somministrazione sistemica.

E’ una tecnica che deve necessariamente essere effettuata da personale medico esperto poiché è necessario venga iniettata la giusta quantità di farmaco nella corretta area da trattare, per non incorrere in spiacevoli complicanze.

Mesoterapia: di cosa si tratta

La mesoterapia ha origine nella seconda metà del XX sec. grazie agli studi di Michel Pistor, medico francese che focalizzò la sua attenzione sui vantaggi dell’utilizzo di alcuni farmaci tramite iniezione per via intradermica. La sua nascita ufficiale risale al 1958, anno in cui appare una prima pubblicazione, e viene poi introdotta in Italia dal dott. Carlo Alberto Bartoletti e dal dott. Sergio Maggiori nel 1975.

Negli anni questa tecnica viene approfondita, migliorata ed evoluta sia nella scelta dei farmaci da iniettare, sia nel tipo di ago da utilizzare (dimensioni ed inclinazione).

Il nome di questa tecnica “mesoterapia”, conosciuta anche come intradermo terapia distrettuale, deriva da mesoderma, parola che identifica lo strato medio-profondo del derma, dove vengono iniettati dei farmaci specifici in base alla patologia da trattare.

Il medico procede ad una diagnosi accurata per definire se è possibile trattare la patologia del paziente con la mesoterapia, accertandosi quindi che si tratti di una patologia che sia in grado di rispondere in modo positivo al trattamento intradermico. Successivamente verifica che il soggetto non presenti alcun tipo di allergia al farmaco da iniettare, al fine di evitare il verificarsi di particolari reazioni e, nei casi più gravi, di incorrere in uno shock anafilattico.

Il medico utilizza dei piccoli aghi delle dimensioni di circa 4 millimetri che possono prevedere iniettori singoli con un unico ago, o multi-iniettori con un numero di aghi fino a 18 (oggi poco utilizzati).

Subito dopo le iniezioni si potrebbero presentare dei pomfi, ossia delle lesioni edematose leggermente in rilievo causate dalla rottura dei vasi sanguigni, che tendono a scomparire in poche ore. Potrebbero presentarsi anche delle ecchimosi, segnale di un lieve danneggiamento della parete sanguigna, disturbo che può essere evitato preferendo l’utilizzo dell’ago singolo a quello dei multi-iniettori. La zona trattata potrebbe comunque risultare leggermente arrossata o irritata.

Per ottenere risultati migliori e più duraturi il medico potrebbe consigliare di effettuare in parallelo anche altri tipi di trattamenti come  idromassaggio, linfodrenaggio, fanghi termali e assumere estratti vegetali come centella asiatica o ippocastano nel caso in cui si stia trattando il problema della cellulite. E’ consigliato comunque seguire uno stile di vita corretto caratterizzato da una sana alimentazione, una giusta idratazione (almeno 2 litri di acqua al giorno) e da una regolare attività fisica.

Le sostanze farmacologiche che generalmente vengono iniettate sono:

  • analgesici,
  • anti-age,
  • antinfiammatori,
  • antiedemigena,
  • lipolitici.

Il paziente sottoposto a questa tecnica, in genere, non avverte durante le iniezioni un dolore particolarmente intenso da giustificare l’uso di un’anestesia locale. Tuttavia all’interno del farmaco che viene iniettato, è presente una piccola dose di anestetizzante che riduce la percezione di un eventuale fastidio.

Rispetto all’assunzione di farmaci per via sistemica o topica, è possibile con questa tecnica utilizzare una dose minore di farmaco e raggiungere direttamente la zona da trattare ottenendo dei risultati e una risposta al farmaco in tempi più brevi. La mesoterapia non può essere però utilizzata per curare tutte le patologie trattabili per via sistemica, è quindi importante affidarsi a personale medico esperto per stabilirne il possibile utilizzo.

Mesoterapia: quando viene utilizzata

microterapiaOggi la mesoterapia trova larga diffusione soprattutto nel campo della medicina estetica, perché, secondo gli esperti, sembra essere di grande aiuto per ridurre la ritenzione idrica e per combattere la cellulite.

Grazie all’azione dei farmaci iniettati vengono eliminati i liquidi in eccesso e le scorie dall’organismo ottenendo una pelle più elastica e tonica. Per ottenere dei buoni risultati non basta un’unica seduta ma è necessario un ciclo di 8-10 applicazioni effettuate settimanalmente oltre a delle applicazioni di mantenimento con cadenza mensile.

Questa tecnica viene comunque utilizzata in molti campi come ad esempio in dermatologia per trattare numerose patologie tra cui le cheloidi, cisti acneiche, alopecia areata, acne, cicatrici ipertrofiche e per curare l’invecchiamento cutaneo.

Ci si avvale della mesoterapia anche per molti disturbi nel campo della flebologia come ulcere flebostatiche, insufficienze venose e eczemi varicosi, e nel campo della medicina sportiva in caso di contusioni, infiammazioni muscolo-tendinee, distorsioni e lesioni da sforzo.

La mesoterapia non è indicata invece per donne in stato di gravidanza o in allattamento e per soggetti che presentano alcuni tipi di patologie come:

  • diabete,
  • HIV/AIDS,
  • leucemia,
  • che hanno effettuato chemioterapia o radioterapia.

Mesoterapia e microterapia

mesoterapia utilizzoNegli ultimi anni è stata messa in atto una nuova tecnica chiamata microterapia, procedura medica simile alla mesoterapia, che utilizza degli aghi speciali molto più piccoli (della lunghezza di circa 1 millimetro) garantendo il rispetto dell’integrità dei tessuti cutanei. La soluzione che viene iniettata non è una sostanza farmacologica, ma è una sostanza ipertonica composta in grande percentuale di sali minerali ed oligoelementi, che, a differenza della mesoterapia, viene immessa sotto l’epidermide senza raggiungere lo strato più profondo in cui si trova il derma. Inoltre, poiché non arriva fino alle terminazioni nervose o ai capillari, non causa dolore al paziente e quindi nel suo interno non è presente nessun tipo di anestetizzante.

La microterapia viene utilizzata in genere per combattere la cellulite e la ritenzione idrica, perché secondo gli esperti, questa tecnica permette di raggiungere dei buoni risultati grazie all’azione della sostanza ipertonica che richiama i liquidi del tessuto adiposo verso il derma dove vengono assorbiti dai vasi linfatici e capillari. Inoltre poiché le iniezioni vengono effettuate a livello superficiale, non causano la rottura dei capillari.

Fonte:

www.medicitalia.it