Ebbene si tratta di un’infiammazione della cute che può colpire sia l’uomo sia la donna specialmente in due fasce di età ossia tra i 20 e i 30 anni o tra i 50 e i 60. Più raramente ne soffrono i bambini, che qualora la presentassero, potrebbe essere indice di qualche altra patologia.
È una malattia che compare e disturba più nei mesi invernali che in quelli estivi e presenta segni precisi: macchie rosse ricoperte di piccole squame di colore bianco o biancastro in alcune zone del corpo come le ginocchia, la regione lombo-sacrale, i gomiti, le mani o in testa.
Quali sono i sintomi più frequenti?
La pelle si presenta desquamata, un prurito di lieve o media entità, arrossamenti simili ad eritemi, eventuale perdita ematica ed infine un bruciore.
Quanti tipi di psoriasi esistono?
Le tipologie sono diverse e dipendono dalla dimensione, localizzazione o infine dall’evoluzione cromatica.
La psoriasi è divisa in:
- Psoriasi a placche – la più diffusa -: compare generalmente tra i 50 e i 60 anni ed investe le zone del cuoio capelluto, sui gomiti, sulle ginocchia e nell’area lombare. Pur provocando prurito, non vanno usati né unghie né polpastrelli né altro per ridurre il prurito o il bruciore poiché si facilitano le emorragie; è opportuno sapere, che la psoriasi è cronicamente recidivante con una sintomatologia altalenante.
- Psoriasi guttata (più rara): si presenta con chiazze simili a gocce (dal latino gutta = goccia) più caratteristica nell’età infantile o talvolta nell’adolescenza; può essere preceduta da una faringite o tonsillite da streptococco: le macchie compaiono e scompaiono all’improvviso nell’arco di poche settimane.
- Psoriasi inversa o psoriasi delle pieghe: è caratteristica delle pieghe cutanee e dunque dell’inguine, del gluteo o dell’area genitale. Questa forma colpisce prevalentemente chi è in sovrappeso e chi soffre di diabete; le vittime sono per lo più gli anziani che soffrono di tali problemi.
- Psoriasi eritridermica.
- Psoriasi pustolosa: è la più grave manifestazione di psoriasi, poiché è presente il pus nelle lesioni e poiché dà febbre, senso di malessere e complicazioni dettate dalla gravità dell’infezione stessa. Di questa, esiste una variante caratterizzata dalla formazione di pustole sulle mani e sui piedi.
Per maggiore completezza va aggiunta la psoriasi nella parte inferiore delle mammelle in cui appare un’eritema diffuso in tutta la zona infiammata. Tali sintomi generano dolore e prurito. Solitamente è causata da lunghi trattamenti terapeutici basati su farmaci contenenti cortisone o terapie che fanno uso di immunodepressivi che vengono interrotti bruscamente. Questa forma può peggiorare, se sottovalutata, ed è preferibile tenere sotto controllo la situazione per evitare disidratazione o infezioni.
Quali zone possono essere colpite?

Se la psoriasi compare in testa, si può confondere con la forfora o con qualche tipo di dermatite. La psoriasi del cuoio capelluto provoca fastidio e forte prurito, ma non determina necessariamente la perdita di capelli. Può capitare siano coinvolti anche il collo e le orecchie ma difficilmente si estendono in altre zone.
La psoriasi può infine interessare gli occhi (psoriasi oculare), il palmo delle mani e dei piedi, come anche le unghie e gli arti; in quest’ultima, i dolori sono simili a quelli dell’artrite e colpiscono lo scheletro e le articolazioni.
Quali sono le cause della psoriasi?
Le cause possono essere più di una. In realtà, l’interazione di più fattori più o meno predisponenti determina questa patologia. Problemi di origine genetica e stress contribuiscono non poco allo sviluppo della psoriasi: per quanto riguarda la genetica, va detto che può influire poiché è rappresentata da un insieme di geni coinvolti.
Non è un caso, infatti, che i soggetti affetti da psoriasi hanno altri casi in famiglia e il più delle volte, questi hanno contratto la malattia in età giovanile tra i 15 e i 20 anni ed appartengono, quindi, a casi di psoriasi precoce. In altre parole, costoro hanno una maggiore probabilità di contrarre la malattia.
Altre cause riscontrabili sono: stress psico-fisico dovuto ad un lavoro faticoso, traumi accidentali, ferite, infezioni soprattutto delle vie aeree, bruciature solari, eccesso nel fumo e nel consumo di alcool, uso di farmaci assunti per regolare la pressione, dialisi. Non bisogna poi dimenticare che la psoriasi è una malattia psico-somatica che può essere anche scatenata dal dolore per la perdita di un caro come da forti emozioni in soggetti particolarmente sensibili, come infine da problemi di natura immunologica.
L’unico periodo che riesce a contrastare la psoriasi è quello della gestazione; sembra, infatti, che la donna in gravidanza non solo non soffra di psoriasi, ma che scompaiono totalmente i sintomi; questi, però, compariranno nuovamente e talvolta più gravi, durante il puerperio o nel periodo immediatamente successivo.
Quali sono le possibili terapie?
In base a quanto finora osservato, essendo vari i sintomi e le tipologie, solo dopo una diagnosi accurata è possibile trovare soluzioni adeguate. L’efficacia della cura dipende dalla gravità dei sintomi.
È utile comunque sapere che esistono terapie e farmaci in grado di migliorare la sintomatologia, ma, che non riescono a debellarla in modo permanente, poiché si tratta di una malattia cronica. Se si tratta di forme lievi, molto spesso si riesce ad alleviare il fastidio o il prurito con l’applicazione di creme topiche, unguenti, gel, compresse ed infine foto terapie.
Se si vuole combattere in modo naturale la psoriasi, è raccomandabile una corretta esposizione solare ossia esporsi gradualmente senza, però, scottarsi, in quanto si aggraverebbero i sintomi.
Come esporsi al sole?
Premettendo che l’esposizione può arrecare sollievo e beneficio nei casi di psoriasi a placche, mentre ha poco effetto sulla psoriasi del cuoio capelluto, diamo alcuni consigli su come è opportuno esporsi. La fototerapia (l’esposizione ai raggi solari) deve essere direttamente effettuata sulla cute malata e la durata dovrebbe essere almeno di 2 o 3 settimane gradatamente.
C’è chi ricorre ai centri specializzati per abbronzature artificiali (lampade e simili) trovando particolare sollievo nel vedere i miglioramenti avuti in tempi più breve rispetto alla foto o elio-terapia.
Conclusioni
Il consiglio che si può dare è quello di rivolgersi quanto prima al vostro dermatologo per capire la tipologia. Sarà lui che eventualmente vi indirizzerà ad altro collega per concordare la terapia più idonea al vostro caso.
FONTE: adiposo.org