Il riscontro di un ingrossamento di uno o più linfonodi sul collo o all’inguine, è relativamente comune, ma potrebbe essere necessario andare a fondo per escludere patologie più preoccupanti.
Quali caratteristiche debbono essere prese in considerazione per valutare i linfonodi ingrossati?
In primo luogo sarà necessaria un’ispezione osservando la cute soprastante che può presentarsi arrossata. I linfonodi cervicali fino ad 1 cm di diametro sono visibili e palpabili nei bambini fino a 12 anni. Sono espressione della reazione anticorpale ai molteplici agenti patogeni a cui va incontro questa fascia di età.
All’ispezione segue la palpazione che permette di riconoscere i principali caratteri distintivi delle tumefazioni linfo-ghiandolari. Il volume può variare a seconda che sia interessato un linfonodo unico o una molteplicità. La forma è quella ovoidale ma questa viene persa quando inizia un processo infiammatorio e il linfonodo prende contatto con la cute sovrastante e si aggrega ad un linfonodo adiacente.
Dolorabilità: la palpazione può provocare dolore soprattutto nelle adeniti. Al contrario, in caso di metastasi, nel linfadenoma o nelle leucemie dei linfonodi.
Mobilità: Occorre esaminare la motilità sia sul piano superficiale che più profondo. Il controllo del loro movimento può aiutare ad evidenziare alcuni morbi, come quello di Hodkin ovvero una malattia di cui si soffre a causa di una neoplasia maligna ai tessuti linfoidi. È più frequente nelle fasce di età che vanno dai 20 ai 40 anni o dai 60 ai 70 anni prevalentemente uomini.
La motilità si nota poi negli stadi iniziali di neoplasie e in alcuni tipi di leucemie che dipendono dalle anomalie linfonodali.
Non c’è, invece, motilità alcuna in caso di adeniti tubercolari e negli stadi avanzati neoplastici.
Consistenza: dalla consistenza molla elastica delle forme infiammatorie a quelle non elastiche del linfo-granuloma o nelle metastasi.
Quali sono le malattie responsabili dell’ingrossamento dei linfonodi?
Al primo posto troviamo le infezioni più comuni: le faringo-tonsilliti da streptococco o stafilococco a causa delle quali troviamo linfonodi ai lati del collo.
Ci sono poi alcune malattie infettive come la rosolia o alcune oculari che danno linfonodi retro auricolari. Se i linfonodi ingrossati appaiono nel cavo orale si potrebbe pensare ad infezioni mandibolari o in bocca.
Talvolta potrebbero apparire ingrossati i linfonodi ascellari in caso si esegua un’iniezione sul braccio in prossimità del muscolo deltoide. I linfonodi inguinali che drenano gli arti inferiori possono ingrossarsi se c’è un’infezione locale.
È inoltre opportuno ricordare che esistono altre malattie come la mononucleosi o la sarcoidosi (malattia infiammatoria ed idiopatica piuttosto rara).
La mononucleosi è una malattia infettiva chiamata dal volgo “malattia del bacio” provocata da un virus chiamato Epstein-Barr; poiché si trasmette attraverso la saliva è comune tra i bambini o tra gli adolescenti. E’ caratterizzata da mal di gola, febbre, spossatezza e linfonodi ingrossati; solitamente il virus viene sconfitto dopo 2 o 3 settimane utilizzando farmaci aspecifici come antipiretici o antibiotici nel caso di febbre alta o molto alta. Traccie di questo virus rimangono nel sangue per diversi mesi come si osserva in esami ematici fatti prima della diagnosi e dopo la guarigione. Anche gli adulti possono essere contagiati e rimangono portatori in quanto il virus permane nella loro saliva.
Un altro virus più pericoloso specie in gravidanza è il citomegalovirus che dà un quadro clinico simile a quello mononucleosico. Le conseguenze sono purtroppo molto diverse se le donne stanno vivendo la loro maternità poiché il nascituro potrebbe avere spiacevoli conseguenze.
Oltre al CMV abbiamo il toxoplasma che ha una sintomatologia simile. In questo caso il portatore è il felino, specie il gatto di casa con il quale si viene in contatto; il graffio talvolta può portare a tale infezione.
E per completare l’elenco delle malattie è giusto ricordare la tubercolosi, la sifilide, la linfo adenomegalia benigna.
In quest’ultimo caso se si sospetta si tratti di adenomegalia maligna è raccomandabile un’indagine istologica del tessuto interessato.
Se non sono i virus a provocare i linfonodi?
I linfonodi che non sono dolenti e sono molto duri generalmente sono riconducibili a eventuali metastasi. Queste tumefazioni compaiono nelle zone di drenaggio linfatico e potrebbero indicare una neoplasia al suo primo stadio, ma qualche volta potrebbero formarsi in aree lontane rispetto alla zona colpita.
Conclusioni
La palpazione dei linfonodi in sede latero-cervicali o inguinali in un bambino che non ha ancora compiuto i 12 anni, può essere fisiologico e non desta preoccupazione.
Se l’età è diversa o meglio si tratta di un adolescente o di un adulto, le considerazioni da fare cambiano poiché i linfonodi andrebbero tenuti sotto controllo magari anche esaminati al laboratorio.
Se dall’esame obiettivo i linfonodi sono dovuti a virus influenzali o ad altre malattie virali, andrebbe verificato se permangono anche dopo 2 o 3 settimane al massimo e dopo essersi sottoposti a trattamenti farmacologici basati su antinfiammatori, antibiotici o antiepiretici.
Nel caso di permanenza gli individui dovrebbero recarsi dall’ematologo, dall’angiologo o da un oncologo che escluderanno patologie più importanti o che suggeriranno le terapie più idonee da seguire.
Occhio ai nodi in gola o ai nodi inguinali. Non perdeteli di vista che spesso spariscono, ma se continuano a farvi compagnia, lo specialista vi suggerirà il da farsi.
FONTE: W.Kangman, Diagnosi differenziata di Medicina Interna