La sedentarietà è una delle cause principali dello sviluppo di vari disturbi per il nostro organismo. Uno di questi, e tra i più frequenti, è il diabete di tipo 2 che, adesso, secondo uno studio dell’Università di Leicester (UK), pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, sembra manifestarsi con più aggressività nei confronti delle donne che stanno sedute per molte ore al giorno. In questa tipologia di donne, infatti, i bio-marcatori che indicano la probabilità di sviluppare questa patologia sono moto più alti di quelli presenti nei soggetti femminili attivi.
Per analizzare se e come l’inattività influisse sul rischio di diabete, i ricercatori britannici hanno coinvolto 505 volontari ambosessi a cui è stato chiesto di riferire quanto tempo restavano seduti nell’arco di una settimana. Poi, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a esami del sangue per valutare la presenza di sostanze chimiche collegate con l’insorgenza del diabete. Le analisi del sangue hanno rivelato che nelle donne sedute per molte ore vi erano livelli più alti di insulina. Lo studio fornisce nuove prove che lunghi periodi di tempo passati in maniera sedentaria, indipendentemente dalla attività fisica, hanno un impatto deleterio sulla resistenza all’insulina e l’infiammazione cronica di basso grado nelle donne, ma non negli uomini o, perlomeno, in maniera inferiore in questi ultimi.
Al di là della maggiore vulnerabilità a seconda del genere di appartenenza, rimane comunque l’ulteriore conferma che il movimento, l’attività fisica (anche moderata, basta una mezzora di passeggiata quotidiana) rimangono uno dei principali sistemi di prevenzione per il nostro organismo.
E se anche il lavoro tiranno ci obbliga alla sedentarietà per sette-otto ore al giorno, cerchiamo di conquistarci lo spazio per fare movimento prima o dopo.
Articolo di Redazione
Fonte: La Stampa, 25/02/2012