Categorie
Endocrinologia e Malattie del Ricambio Neurologia

Sindrome premestruale e ormoni, le cause degli sbalzi umorali

sindrome premestrualeIl ruolo degli ormoni femminili o estrogeni nella comparsa della cosiddetta sindrome premestruale (PMS) è notevole e per tutte le donne fertili, ovvero prima della menopausa, è normale sperimentare diversi disagi legati all’arrivo delle mestruazioni. La forma più grave è data dal disturbo disforico premestruale (PMDD) che incide nel 5% dei casi della popolazione femminile in età fertile, caratterizzato da disturbi dell’umore caratterizzati da sbalzi, irritabilità eccessiva, ansia, depressione o tensione e, in alcune situazioni si possono verificare crisi di panico, come di angoscia.

La cosiddetta fase luteale del ciclo mestruale, ovvero la seconda metà del ciclo può portare anche a dei sintomi fisici di gonfiore e ritenzione idrica, che generalmente migliorano dopo l’inizio del ciclo mestruale e fino alla prossima ovulazione (14esimo giorno circa).

La sindrome premestruale

Definita come una sintomatologia psico-fisica, la sindrome premestruale si attua nelle donne in età fertile in corrispondenza dei giorni precedenti le mestruazioni. Molto si discute se sia una vera e propria sindrome oppure un retaggio culturale o, meglio ancora, una sintomatologia derivata appunto da sbalzi ormonali (che non siano legati alla tiroide) e conseguenti alterazioni psichiche e fisiche (affaticamento del fegato), come indagato recentemente.

Come termine medico questa sindrome premestruale fu definita tale negli anni Sessanta, con una sintomatologia che può comprendere stati alterati di varia tipologia.

Possibili sintomi fisici della sindrome premestruale

  • Sensazione di gonfiore, aumento di peso e ritenzione idrica
  • Cefalea
  • Comparsa di acne
  • Disturbi dell’appetito
  • Tensione mammaria
  • Stipsi o colon irritabile
  • Dolori muscolari alla schiena o ai reni
  • Peggioramento di asma, rinite e reazioni allergiche

 

Possibili sintomi psichici della sindrome premestruale

  • Irritabilità
  • Sbalzi umorali
  • Difficoltà di concentrazione
  • Depressione
  • Diminuzione del desiderio sessuale
  • Scarsi livelli di sopportazione
  • Astenia

A livello di ricerca continuano gli studi genetici dei biomarcatori di questo disturbo, dato che si pensa che possa essere ereditato, ma in particolare sembra chiaro che non vengono rilevate anomalie a livello di ormoni sessuali nelle pazienti affette da sindrome premestruale.

Uno studio di qualche tempo fa svolta da ricercatori dell’Università di Uppsala (Svezia) ha valutato il disturbo disforico premestruale (PMDD) alla luce della tecnica di neuroimaging funzionale, che misura l’attività e il metabolismo cerebrale per studiare a fondo funzioni e attività neuronali.
Una tecnica di diagnostica neurologica che è ormai molto utilizzata per le alterazioni encefaliche in seguito a diverse patologie, dalle neurovegetative alle oncologiche o vascolari.

Grazie a tali tecnologie il team di ricerca di Uppsala ha messo in luce come l’attività cerebrale durante il ciclo mestruale sia ben diversa nelle donne che presentano sintomi di disturbo disforico premestruale e donne senza disturbi premestruali particolari.

Le fluttuazioni degli ormoni sono importanti e a livello di endocrinologia si è aperto un nuovo campo di studi, per capire al meglio i disagi di questo disturbo, in particolare relativamente al controllo emozionale e dell’ansia.

Emotività e socialità nella sindrome premestruale

ansia sindrome premestrualeNelle donne che subiscono maggiormente la sindrome premestruale, si riscontra una maggiore attivazione della regione dell’amigdala, un’area del cervello attinente al controllo degli stati ansiosi ed emotivi, così come alle reazioni positive o negative a livello di socialità.

L’alterazione dei processi neuronali nell’amigdala per le donne in PMDD coincidono, poi, con una concentrazione molto bassa di progesterone durante la fase follicolare – che corrisponde alla prima fase del ciclo ovarico (dal primo giorno di mestruazioni fino all’ovulazione)

La sensibilità ai livelli anche bassi di progesterone e l’attivazione dell’amigdala ai livelli di aumento del progesterone nei giorni seguenti (fase luteale) sembra che possano creare delle risposte emotive eccessive.

Ansia, depressione e ormoni sessuali

Non solo nella fase premestruale, gli ormoni sessuali possono avere un ruolo ben preciso nelle manifestazioni di depressione e ansia, che infatti sono molto diffusi nella popolazione femminile dai 15 ai 44 anni. Quelli maggiormente coinvolti sono il progesterone e gli estrogeni, ormoni che regolano il ciclo mestruale e la cui attività è regolata e influenzata anche da altre sostanze, prodotte dall’ipotalamo e dall’ipofisi.

Se nella prima parte del ciclo sono gli estrogeni a predominare, nella seconda parte è il progesterone che avanza, fino alla caduta degli ormoni intorno al 22esimo giorno. Se gli estrogeni determinano un effetto “euforizzante” e di benessere, il progesterone apporta una sorta di effetto mitigante, come un ansiolitico naturale che induce tranquillità e relax.

Anche gli ormoni maschili sono presenti, prodotti da ovaie e ghiandole surrenali, sono quelli che regolano il desiderio sessuale. Per il trattamento della sindrome premestruale o per il disturbo disforico premestruale si pensa, quindi, anche a terapie ormonali come possibili strategie che possano lenire i sintomi.
Fonte
https://www.eurekalert.org/