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Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva Proctologia e Chirurgia proctologica

Endoscopia elettronica: nuove frontiere

Per chi indaga l’apparato digerente alla ricerca delle sue disfunzioni (gastroenterologi e proctologi), il problema è sempre stato quello di trovarsi di fronte a un condotto buio, contorto e profondo. Oggi l’endoscopia è una branca della medicina a sé, che ha rinnovato e rivoluzionato la diagnosi di quella zona oscura della sofferenza e gli endoscopi si sono trasformati in strumenti essenziali tanto per la diagnostica quanto, in alcuni casi, per l’interventistica.

La tecnica principale rimane ancora quella classica del tubo flessibile introdotto dall’alto per l’esplorazione dello stomaco, dell’esofago e del duodeno o, dal basso, per l’esplorazione del colon. Tuttavia, al giorno d’oggi, l’endoscopia è una panoplia di tecniche mirate a far luce nell’oscurità dell’apparato digerente, a partire da coloranti non tossici che, spruzzati sulla mucosa mettono in risalto la lesione rispetto al tessuto sano.
Ma la novità più recente sono dei dispositivi virtuali in grado di ottenere lo stesso effetto dei coloranti emettendo luci di colori specifici. La luce penetra a livelli diversi evidenziando un determinato strato di tessuto. La speranza è che con l’evolversi della tecnologia si arrivi ad avere visualizzazioni così precise da evitare biopsie.
Ma i moderni strumenti diagnostici riescono anche a varcare le pareti del tubo digerente grazie alle onde sonore. In questi casi si parla di ecoendoscopia e la si usa soprattutto per valutare l’evolversi dei tumori. Per quanto perfezionato e modernizzato però l’endoscopio non riesce ad arrivare dappertutto.
In taluni casi è necessario esplorare lunghi tratti di intestino tenue e in questi casi si ricorre alla capsula endoscopica che altro non è che una videocamera senza fili contenuta in una pillola che, una volta ingoiata, trasmette le immagini delle pareti attraversate e viene poi recuperata con le feci. Ancora in via sperimentale, la capsula, una volta accettata definitivamente dalla comunità scientifica, potrà diventare un’alternativa meno scomoda dell’endoscopia e favorire l’adesione a eventuali programmi di screening.
Va tenuto conto, infatti, che l’endoscopio classico può trovare ostacoli da impedimenti fisici come restrizione del colon, o anche soltanto psicologici. In generale i nuovi strumenti a disposizione degli specialisti offrono immagini sempre più precise e accurate ma che, comunque, alla fine hanno sempre bisogno di essere lette e interpretate e questo è il compito che spetta all’occhio umano: anche in questo caso però la tecnologia e l’elettronica cominciano a fornire validi supporti.
Cominciano a diffondersi tra gli specialisti dei sistemi virtuali in grado di allertare il dottore in presenza di zone sospette. Non sostituiscono l’occhio umano ma sono di fondamentale sostegno nell’aiutare a non lasciarsi sfuggire qualche dettaglio il che può accadere quando si devono leggere 10 o 20 esami al giorno.
Mentre la distrazione è una caratteristica della natura umana, non è contemplata in quella del computer.

Articolo di redazione
Fonte: L’Espresso