L’apparato genitale in gravidanza è coinvolto in quella complessa serie di trasformazioni che, com’è noto e facilmente intuibile, interessano il corpo e la fisiologia di una donna che si prepara a partorire, insieme ad una vera rivoluzione a livello ormonale.
Come poter affrontare al meglio questo processo? Come andrebbe curato, ad esempio, l’igiene delle parti intime?… Scopriamolo insieme.
Apparato genitale in gravidanza: perché si verificano modifiche?
Si può dire che le ghiandole sudoripare e quelle sebacee sono sottoposte a un grande lavoro poiché sono stimolate dagli ormoni placentari; ne consegue che dalla regione perineale – che è molto ricca di entrambe le ghiandole – si possono liberare sostanze che emettono un odore abbastanza forte e che, rimanendo nella sede più del tempo necessario, determinano una temporanea sofferenza cutanea (si formano talvolta pieghe e la pelle potrebbe risultare al tatto e alla vista poco intatta e rugosa se non lesionata).
L’alterazione dell’odore potrebbe interferire con la sessualità e l’eventuale depilazione tende a generare follicoliti e dermatiti. A carico della vagina avvengono delle modifiche dell’ecosistema che dovrebbe proteggerla dalle infezioni ascendenti verso l’utero, che altrimenti potrebbero comportare parti prematuri per la rottura del sacco. Inoltre, l’aumento della vascolarizzazione locale fa crescere il trasudato e causa una maggiore esfoliazione. L’aumento del contenuto vaginale e la sua fuoriuscita si traduce in perdite vaginali di colore biancastro (leucorrea gravidica) e il loro alto livello di acidità provoca un’irritazione vulvare.
Va poi osservato che i vasi sanguigni che si dilatano, portano una quantità maggiore di sangue che può dar luogo ad una colorazione rossa-violetto dei genitali o a varici all’esterno degli stessi; esse sono talvolta locali ed innocue, ma in qualche caso si irradiano in profondità e danno luogo a flebiti. Le modificazioni all’interno della vagina sono percepibili anche durante la visita ginecologica o se si introduce il proprio dito misurando il polso vaginale ossia i suoi battiti. Le donne hanno qualche fastidio, si sentono più affaticate, ma il maggiore flusso sanguigno assume una vitale importanza al momento del parto poiché aiuta nel momento parto.
Apparato genitale in gravidanza: come varia la popolazione batterica vaginale?
L’ecosistema vaginale in risposta all’iperestrogenismo placentare presenta una variazione dovuta alla diminuzione del Ph. Cos’è il Ph?
Il Ph è un valore che valuta il grado di acidità di una sostanza disciolta ed è numerato da 1 a 10: il valore 6-7 esprime una neutralità, se superiore, un’alcalinità; e se inferiore, un’acidità. Dal momento che in gravidanza, il Ph è fortemente acido, riduce la flora batterica alle sole specie acidofile come ad esempio il bacillo di Doderlein e i lattobacilli; questi dovrebbero impedire comunque l’entrata di germi patogeni. Sembra che il progressivo aumento dei lattobacilli durante la gravidanza garantisca un favorevole decorso della stessa. Pertanto è consigliabile chiedere al ginecologo cosa riscontra nel tampone vaginale e farsi suggerire il da farsi in caso di batteri diversi dai lattobacilli o Doderlein, per evitare un’infezione a livello fetale.
In caso di batteri o germi patogeni è opportuno sottoporsi ad uno screening più approfondito, da ripetere eventualmente a breve distanza per prevenire eventuali complicanze durante il parto o anomalie e malattie nel feto. È stato riscontrato che alcune infezioni, come la candida, potrebbero comportare nel neonato una forma di mughetto, ossia una forma di stomatite. Un altro problema può essere causato dalla presenza di streptococco, poiché nel neonato, specie se prematuro, potrebbe comportare gravi complicazioni; ma se si inizia una cura preventiva, sulla base di antibiotici iniettati alla madre direttamente nel sangue, non si dovrebbero correre particolari rischi.
Apparato genitale in gravidanza: quando andrebbe eseguito il tampone vaginale?
Considerata l’importanza sarebbe più giusto dire e sottolineare che si debba fare intorno alla 38ma settimana dopo aver eseguito uno screening all’inizio del secondo trimestre e con l’avvicinarsi del termine della gravidanza.
Apparato genitale in gravidanza: quali consigli riguardo l’igiene intima?
La detersione vulvare va eseguita con saponi acidi ma non alcolici; potrebbero essere utilizzati saponi lenitivi – facendo attenzione alle eventuali allergie – contenenti malva, calendula e camomilla, nonché saponi leggermente antibatterici con timo o salvia, ed infine emollienti con aloe; in sintesi saponi acidi, lenitivi, antibatterici ed emollienti. Tali saponi vanno usati 2 volte al giorno (preferibilmente mattina e sera), ma acqua tiepida priva di alcun sapone durante il resto della giornata. Durante il puerperio è consigliabile utilizzare l’eucorina in soluzione e un po’ di crema, per alleviare e far meglio cicatrizzare la sutura (o in caso l’episiotomia).
Apparato genitale in gravidanza: quali terapie sono consigliate?
La candidosi vulvo-vaginale si può presentare più di una volta durante la gravidanza. Una terapia topica con creme applicate localmente o con candelette sono le più consigliate perché non danno rischi; ci sono poi alternative basate su assunzione orale, generalmente ben tollerate. Talvolta, per infezioni provocate da germi, anche gli antibiotici possono essere presi per la loro efficacia.
Apparato genitale in gravidanza: consigli per chi ha problemi nella zona vulvare e vaginale
È preferibile utilizzare un vestiario prevalentemente di cotone, viscosa, seta ma i tessuti sintetici sono caldamente sconsigliati; anche i tessuti colorati sia nelle magliette che negli indumenti intimi non sono particolarmente indicati. Vanno evitati inoltre gli assorbenti interni o i salvaslip così come va limitato l’uso di deodoranti profumati che potrebbero irritare. Bagni pubblici e piscine non sono indicati perché fonti di possibili infezioni oppure, se usati, vanno prese alcune precauzioni a salvaguardia dell’igiene. L’attività sessuale è ammessa anche se c’è la possibilità che il partner possa trasmettere germi patogeni.
Conclusioni sull’apparato genitale in gravidanza
L’igiene delle parti intime in gravidanza richiede precauzioni. Anche se la forte acidità vaginale aiuta a difendersi dalle infezioni di germi patogeni, tuttavia non è possibile escluderla o annullarla completamente. La leucorrea, ossia la perdita di macchie biancastre, è fisiologica e non deve arrecare alcuna preoccupazione; se, però, le perdite hanno un forte odore o causano fastidi locali, è consigliabile parlarne con lo specialista.
È importante eseguire un tampone vaginale per conoscere se sono presenti alcuni germi o batteri. ed eventualmente identificarli, per essere pronti a contrastarli con alcune misure preventive; queste permettono di evitare parti prematuri o complicanze fetali al momento del parto o dopo durante il puerperio. La storia clinica della paziente e l’esito degli esami permetteranno ai ginecologi ostetrici di sapere quali precauzioni prendere per evitare infezioni materno-fetali.
Fonte: Ginecologia e ostetricia, a cura di L. Zanoio