Cos’è l’endometrio.
Il termine deriva dalla lingua greca e formato da endo (dentro) + metrio (utero), e designa la mucosa all’interno dell’utero, distinta dagli altri due strati quali il miometrio e il perimetrio.
Quali sono le malattie dell’endometrio.
La più comune e ben nota malattia che colpisce questa mucosa è l’endometriosi, caratterizzata da un ingrossamento del tessuto nella parete muscolare uterina (endometriosi interna) o in altri organi dell’apparato genitale (ovaio, tube, vulva) oppure, un ingrossamento dei tessuti nell’intestino, nella pleura o nei polmoni.
Sulla mucosa possono comparire alcune lesioni, chiamate cisti endometriodi.
Se l’endometrio si infiamma, a causa di germi che arrivano all’utero dall’esterno o dall’interno attraverso il sangue ed altre vie siamo di fronte a ciò che viene definita endometrite. Quest’infiammazione può presentarsi in forme diverse e ciò dipende dal tipo di germi che la provocano (talvolta può essere purulenta ovvero con presenza di pus) ma il più spesso si tratta di una forma aspecifica.
I sintomi della endometrite più frequenti sono: dolore addominale locale e febbre alta negli episodi acuti e lieve alterazione della temperatura se cronica.
A queste patologie si aggiunge l’endometriopatia ovvero sofferenza dell’endometrio, dovuta ad un enorme ingrossamento della mucosa, a causa di una presenza fuori misura di progesterone (un ormone), endometrioide (cisti ovarica che contiene all’interno parte del tessuto appartenente all’utero).
Cos’è il cancro dell’endometrio ?
Il tumore dell’endometrio ha origine nella mucosa intorno alla cavità uterina; è quello che può manifestarsi più spesso rispetto agli altri tumori dell’apparato genitale femminile, ma non è pericoloso quanto il tumore dell’ovaio o della cervice; infatti la percentuale di rischio di mortalità è più bassa.
In generale si potrebbe dire che tale percentuale potrebbe mutare, poiché variabili significative sono la nazionalità e la razza delle pazienti. Per fare un esempio in Italia sembra che su un campione di 100.000 donne, il cancro può comparire più o meno nel 10% dei casi.
Quali tipi esistono ?
I tumori dell’endometrio possono essere di due tipi:
Il primo ha luogo di solito in menopausa o post-menopausa, nel 20% nei casi di donne adulte (con un età inferiore ai 55 anni) vicino alla menopausa ed infine di rado (nel 5% dei casi) in donne molto giovani. Viene causato principalmente da un’esposizione agli estrogeni; l’altro più pericoloso non è dovuto ad ormoni. Esiste una forma locale ben delimitata ed un’altra più diffusa. Nel secondo caso, ha spesso origine contemporaneamente in più zone dell’endometrio.
La diagnosi precoce è fondamentale e come sottolineato dal Dott. Sandro Pignata, presidente della Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) in quanto se la neoplasia è individuata nella sua fase iniziale è sufficiente l’intervento chirurgico che comporta l’asportazione dell’utero seguito eventualmente da altre terapie mirate ad evitare recidive.
Si può combattere il cancro dell’endometrio?
La risposta è Sì!
Sembra infatti che i bisfosfonati, solitamente usati come rimedio all’osteoporosi, sono stati sperimentati su 30.000 donne in gravidanza e non, e la loro efficacia nel combattere la comparsa del tumore risulterebbe molto alta ed arriva a raggiungere il 50%.
Come si legge in un recente articolo pubblicato su Cancer, dopo aver esaminato I risultati di una sua ricerca, la Prof.ssa Sharon Hensley Alford, che lavora presso l’Henry Ford Health System di Detroit, ha dimostrato che i bisfosfonati riducono notevolmente il rischio di tumore all’endometrio.
In un altro studio effettuato su donne in gravidanza, pubblicato sull’American Journal of Epidemiology si evidenzia che le donne gravide che partoriscono dopo i 30 anni, hanno un rischio piuttosto basso di sviluppare il tumore endometriale.
Viene inoltre affermato che la percentuale di rischio di non avere il cancro aumenta in base all’età, ovvero più le donne gravide sono “anziane”, minore è la probabilità che si sviluppi il tumore. Dai 30 ai 35 anni la percentuale di rischio di non contrarre il tumore è pari al 17%, dai 35 ai 39 è pari al 32% e dai 40 in poi il farmaco le protegge nel 44% dei casi.
In generale, si rivela di fondamentale importanza l’individuazione del tumore nello stato iniziale; sarà lo specialista che vi effettuerà l’ecografia transvaginale per valutare lo spessore dell’endometrio, o un’isteroscopia oppure, eventualmente entrambe per capire meglio il vostro caso.
Uno dei sintomi del cancro endometrio più frequenti che potrebbe mettere in allarme è il sanguinamento vaginale, talvolta sottovalutato, in quanto può essere confuso come fenomeno fisiologico o come indice della presenza di polipi ed iperplasie che non destano particolare apprensione.
Altri sintomi che potrebbero manifestarsi sono: alterazioni nelle mestruazioni, dismenorrea, dolori addominali e pelvici, dolori durante i rapporti sessuali, perdite ematiche anche durante la menopausa.
Solo accertamenti e visite ginecologiche specialistiche accurate permettono di individuare le cause delle perdite ematiche vaginali.
Chi rischia di più il cancro dell’endometrio?
A rischiare maggiormente di avere il tumore dell’endometrio sono:
- donne in sovrappeso (che hanno un peso corporeo superiore a quanto dovrebbero)
- donne con diabete
- donne ipertese
- donne che hanno sviluppato precocemente (in un’età inferiore all’età media di sviluppo ossia hanno avuto il ciclo mestruale prima del tempo).
- donne che sono entrate più tardi in menopausa (periodo a partire dal quale il ciclo mestruale finisce).
- donne con ovaio policistico
- donne che hanno avuto in famiglia casi di tumore dell’endometrio o del colon
- donne colpite da tumore alla mammella che hanno fatto uso di tamoxifene.
Qual’è la situazione in Italia?
Nonostante le ricerche in Italia abbiano un’avviamento piuttosto lento, e siano sempre più complicate le vie che portano alla determinazione di linee guida da seguire contro queste malattie, una buona notizia c’è.
Oltre alla soluzione per i malati nei quali la neoplasia viene individuata per tempo, e nei quali la protezione potrebbe proteggerle anche fino ad oltre 70 anni, ora si sta provvedendo ai malati più gravi.
Infatti entro breve termine avrà luogo la sperimentazione di antiangiogenetici che saranno utili in caso di uno stadio avanzato della malattia.
Ricordarsi che prevenire o farsi diagnosticare un tumore allo stato iniziale è la conditio sine qua non per salvarsi. Si può presumibilmente trovare la terapia più efficace o eventualmente sottoporsi ad interventi chirurgici come l’isterectomia ovvero rimozione dell’utero o l’annessiectomia (asportazione di utero ed ovaie).
Fonti
www.italiasalute.it
http://www.my-personaltrainer.it/salute/tumore-endometrio.html