Se hai problemi di ciclo mestruale, fertilità, abortività ripetuta… puoi provare a consultare un ginecologo per capire il perché. Tra le diverse risposte potrebbero esserci delle malformazioni dell’utero.
Come si sa, l’utero è un organo davvero prezioso per la vita, il cui malfunzionamento può determinare disturbi a livello pelvico, patologie e problemi di lieve o grave entità.
Le malconformazioni dell’utero potrebbero essere asintomatiche, ma il più spesso sono segnalate da alterazioni del ciclo mestruale, della capacità riproduttiva o sterilità, dalla ripetitività di gravidanze non andate a buon fine, parti prematuri e complicanze in gravidanza.
Come si genera il dismorfismo uterino
L’utero deriva embriologicamente le due tube e i dotti di Müller, che iniziano a formarsi intorno alla VI settimana di gravidanza. Alla X la parte intermedia dei due condotti si unisce per accollamento e dalla XIII inizia il riassorbimento della parete divisoria.
Vediamo cosa può succedere durante queste tappe: la conseguenza di un percorso che non permette di raggiungere la giusta destinazione causa la dismorfia uterina, l’aplasia (la mancanza dell’utero), l’utero unicorne (con un solo corno), l’utero didelfo o doppio (fusione dei due corni) ed infine l’utero bicorne – con parziale riduzione del retto e con uno o due colli uterini.
Qual è l’importanza delle malformazioni dell’utero
Se si hanno disturbi mestruali durante l’età puberale, si potrebbe pensare che il flusso non fuoriesca e si raccolga nella parte superiore dell’utero (ematometria) e più tardi nell’addome (ematocele pelvico).
Nel caso di utero unicorne potrebbero insorgere problemi in gravidanza poiché raramente le donne riescono a portare a termine la gravidanza e spesso partoriscono prematuramente, con i rischi che dipendono unicamente dal mese, dalle dimensioni e dunque sviluppo del loro embrione al momento del parto.
Nel caso di utero bicorne spesso le due cavità non sono uguali e l’uovo si impianta solitamente in quella più piccola; in questa circostanza può accadere o che il bambino non riesce a venire al mondo o che nasca prematuramente. Di fronte ad un utero bicorne per ridurre la percentuale di parti ad esito negativo, ovvero di gravidanze interrotte, è possibile intervenire chirurgicamente in microchirurgia o farsi eseguire una resezione del setto per via transvaginale.
Come viene diagnosticata una malformazione uterina?
Prima della comparsa del ciclo mestruale, la diagnosi è occasionale, poiché la malconformazione dell’utero potrebbe coinvolgere altri organi dell’apparato genitale o urinario. Sarà infatti la loro alterazione morfologica e una particolare sintomatologia, ad evidenziare il problema associato all’utero.
Più precisamente, la donna inizierà a provare forti dolori addominali in quanto il flusso non fuoriesce e ciò dovrebbe indurre la donna ad andare dal ginecologo per eseguire una ecografia semplice o in 3D o talvolta si potrebbe aver bisogno di effettuare una risonanza magnetica – esame più complesso, ma che aiuta a completare meglio il quadro clinico.
Per le coppie preoccupate per il fatto di non riuscire ad avere figli o talvolta di perderli più di una volta, esiste un esame specifico che ha sostituito e superato l’isterosalpingografia.
Esso consiste nell’iniettare del liquido sterile nell’utero per poi esaminare dove questo liquido sterile va depositarsi attraverso la sonda dell’ecografo. In un secondo tempo per un’indagine più approfondita potrebbe essere consigliabile un’isteroscopia, esame più invasivo eseguito tramite endoscopio che permette di evidenziare ogni anomalia dell’utero.
Quanto sono diffuse le malformazioni uterine
Negli ultimi anni la diffusione e il miglioramento delle immagini finalizzate all’individuazione di particolari anomalie a livello dell’apparato genitale hanno permesso di diagnosticare e di calcolare che circa il 6-7% delle donne in età fertile sono interessate a qualche tipologia di malformazione uterina. Di queste malformazioni dell’utero ne circa soffre l’8% delle pazienti infertili e il 13% delle donne che non riescono a portare a termine la gravidanza presenta una malformazione uterina.
L’utero setto rappresenta il 30% del totale delle malformazioni, più o meno la stessa percentuale per l’utero bicorne, il 10% con utero arcuato, il 10% con utero didelfo ed unicorne ed infine il 5% di aplasia.
Tuttavia, purtroppo, ancora sono sconosciute le cause precise che portano ad una malformazione uterina, anche se c’è chi ipotizza possano esservi ragioni genetiche o ambientali.
È ora, dunque, di conoscere il perché di queste anomalie e procedere ai controlli per poter intervenire in tempo sulle gravidanze con malformazioni dell’utero.