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Ginecologia e Ostetricia

Fibroma uterino: isterectomia o miomectomia?

Per dare una breve definizione inizierei con il dire che per fibroma uterino si intende una neoplasia benigna dell’apparato genitale femminile che si forma e si estende nel tessuto muscolare della parete uterina.

Le dimensioni e i tipi possono variare: si va da una grandezza non più grande di una nocciolina a quella simile ad un cocomero.

Quanto alle tipologie il fibroma uterino può essere singolo o multiplo e a seconda di dove viene a formarsi assume il nome di:

  • fibroma uterino intramurale (se cresce nello spessore della parete uterina),
  • fibroma uterino sottosieroso (se si forma verso l’esterno dell’utero)
  • fibroma uterino sottomucoso (quando si sviluppa nella parte più interna e più profonda della cavità uterina).

Tra i fibromi sottosierosi e i sottomucosi esiste un’ulteriore suddivisione comune ovvero possono entrambi essere peduncolati se legati all’utero con peduncolo.

E’ stato calcolato che il 35%-40% delle donne intorno ai 45 anni possono essere colpite da tale neoplasia.

Fibroma uterino: perché nasce?

fibroma uterinoI fibromi si originano da alcune cellule muscolari all’interno dell’utero, che dotate di recettori in eccesso a causa degli estrogeni, causano una proliferazione di piccoli nodi talvolta plurimi. Le fibre muscolari appena formate, con il tempo si trasformano parzialmente in fibromioma e poi in toto, portando alla formazione del fibroma uterino.

La parte sana dell’utero si difende e crea una pseudo capsula intorno al mioma bloccando l’ulteriore crescita. Alla costituzione dei fibromi intervengono sia problemi di natura genetica o meglio una predisposizione, sia gli ormoni femminili, gli estrogeni.

Se la donna arriva in menopausa, i fibromi, qualora presenti, tendono a regredire nel giro di 2 anni; o più precisamente sembra che il 50-70% dei fibromi regredisca.

Quali sono i sintomi che fanno diagnosticare un fibroma uterino?

Premettendo che i miomi possono talvolta essere del tutto asintomatici, è meglio analizzare quando non lo sono.

A seconda della posizione del fibroma uterino stesso, le donne possono avere:

  • flussi mestruali abbondanti e dolorosi,
  • dolori nel basso addome (nella pelvi),
  • senso di pesantezza e gonfiore addominale,
  • aumento della minzione,
  • fastidi di varia natura a livello intestinale,
  • problemi in caso di gravidanza.

Qualche volta se posizionati in prossimità delle tube di Falloppio possono dare problemi di sterilità o provocando contrazioni uterine possono causare, in caso di gravidanza, perdita del bambino.

Fibroma uterino: i controlli e le terapie

fibroma uterino controlliPer i miomi o fibromi asintomatici è sufficiente un normale controllo ginecologico seguito da ecografia pelvica o transvaginale almeno una volta l’anno (con sintomatologia sarebbe meglio ogni 6 mesi, per controllare meglio se e quanto i fibromi crescono).

In presenza di una sintomatologia è caldamente consigliato il controllo semestrale.

Si può intervenire e curare il fibroma uterino in diversi modi:

  • cura farmacologica,
  • terapia chirurgica,
  • terapia tramite embolizzazione.

Partendo dalla terapia farmacologica sono consigliabili farmaci antiemorragie a base di ormoni o non necessariamente ormonali. Generalmente si ricorre a terapia farmacologica per ridurre il flusso emorragico utilizzando prima farmaci che favoriscono la coagulazione, poi, se insufficienti si passa agli anti-estrogeni ovvero ai progestinici assumibili per bocca, per via intramuscolare o tramite dispositivi intrauterini a rilascio ormonale di durata quinquennale (IUD).

In qualche caso se i fibromi causano anemia si può ricorrere a farmaci che bloccano l’attività dell’ipofisi e la funzionalità ovarica per indurre una temporanea menopausa.

Considerando che questi farmaci andrebbero assunti temporaneamente in quanto la loro efficacia è transitoria (ovvero non bloccano la formazioni di altri fibromi ma riducono i dolori del flusso mestruale) vanno presi in alcune situazioni: in primo luogo se la donna è vicino all’età della menopausa o se la donna ha optato per una terapia chirurgica ed è in attesa dell’intervento.

Terapia chirurgica: ci sono diverse opzioni da scegliere ma tutto dipende dalla grandezza, dal numero e dalla loro collocazione in utero.

Tecnica laparoscopica: si tratta di un intervento durante il quale il chirurgo esamina la cavità addominale attraverso strumenti ottici e chirurgici dopo aver eseguito tre piccoli tagli sull’addome.

Tecnica laparotomica: è un intervento più profondo durante il quale il chirurgo opera aprendo l’addome per esaminare più a fondo i fibromi se sono più interni.

Tecnica vaginale ed isteroscopica: è un intervento in anestesia generale ma non molto invasivo con il quale si provvede alla rimozione di fibromi sottomucosi ed interni. Permette la conservazione dell’utero ed ha generalmente poche complicanze (per esempio la formazione di qualche aderenza); inoltre si può solo dopo almeno 3 mesi pensare di concepire di un figlio.

Tra le tecniche chirurgiche ognuna ha i propri rischi anche se bassi: la tecnica laparoscopica potrebbe comportare lesioni ai genitali, quella laparatomica potrebbe causare trombi ed infine l’isteroscopia potrebbe dare luogo ad emorragie e perforazioni uterine.

Trattandosi poi di tecniche eseguite in anestesia generale possono dar luogo ai più usuali problemi (nausea, vomito, infezioni, febbre etc.).

Quali sono gli interventi chirurgici in caso di fibroma uterino?

fibroma uterino interventoGli interventi possono essere conservativi e si chiamano miomectomie o demolitivi isterectomie. Cosa intendiamo per miomectomia e cosa comporta?

La miomectomia è l’intervento con il quale il chirurgo decide con la paziente di conservare l’utero rimuovendo il fibroma o i fibromi. La posizione e la tipologia del fibroma porta a stabilire la tecnica: per fibromi sottosierosi si può eseguire la laparoscopia, per quelli sottomucosi l’isteroscopia e per gli intramurali la laparotomia. La miomectomia è un intervento che richiede l’anestesia totale, un ricovero di almeno 3-5 giorni ed una convalescenza di 1-6 settimane. Permette il ripristino del proprio ciclo mestruale, dà la possibilità di portare avanti una gravidanza, ma non garantisce che non possa ricomparire. Si calcola che intorno al 50% dei casi i fibromi tendono a ricomparire dopo 5 anni dall’intervento soprattutto se avvenuto in età giovane.

E’ raccomandabile per ridurre l’eventuale emorragia, in particolare dopo la laparotomia, un’elettrocoagulazione, una volta che è stato rimosso il fibroma uterino; al tempo stesso si dovrebbe chiudere velocemente l’utero per evitare possibili sanguinamenti e conseguenti ematomi. Se viene usata la laparoscopia, il rischio di sanguinamento è inferiore. Infine si aggiunge che l’approccio laparoscopico ha come lato positivo il recupero più veloce della propria attività.

Come effetti collaterali che possono seguire la miomectomia si annoverano la presenza di cicatrici, la possibilità si formino aderenze all’interno o all’esterno dell’utero, nonché conseguentemente, eventuali gravidanze più complicate.

L’isterectomia è un intervento da eseguire in anestesia totale che garantisce la completa risoluzione del problema, in quanto viene asportato completamente l’utero – in realtà si può optare per un recupero più veloce con una rimozione di una parte dell’utero, quello più coinvolto dal o dai fibromi, ma questa scelta talora risulta complicata dalla quantità e dalla posizione dei fibromi stessi (isterectomia sub totale  rispetterebbe di più il pavimento pelvico).

L’isterectomia può anch’essa essere eseguita in laparotomia o laparoscopia, ma dipende dalla grandezza dell’utero, dal numero e dalla tipologia di fibromi.

Sono generalmente previsti dai 3 ai 5 giorni di ricovero ospedaliero e almeno da 3 a 6 settimane per il recupero della vita quotidiana e della tua attività.

Le complicanze sono comuni a qualsiasi altro intervento chirurgico dell’apparato genitale in anestesia totale e quindi in particolare: trombi, complicanze intestinali, febbre, disturbi vescicali o più raramente infezioni locali.

Se da una parte è indubbiamente l’unico intervento dopo il quale sei sana per sempre e non c’è più la possibilità possano riformarsi queste neoplasie, dall’altra si potrebbero avere problemi di natura psicologica e sessuale.

Con il progresso della scienza si può aggiungere orgogliosamente che esiste la chirurgia robotica, ma ha costi elevatissimi e richiede un’alta specializzazione nell’uso di tecniche all’avanguardia.

Fibroma uterino: l’alternativa alla cura farmacologica o chirurgica

Se si vuole evitare la chirurgia si potrebbe ricorrere all’embolizzazione dei fibromi che si avvale di terapia radiologica ed ha come finalità la distruzione delle fonti di alimentazione dei fibromi.

L’intervento consiste nell’introduzione di un microcatetere partendo dall’arteria femorale e tramite tale strumento vengono sospinte sostanze in grado di ostruire i vasi che nutrono i fibromi. La durata dell’operazione è di circa 1 ora.

Con questo procedimento si permette un graduale miglioramento della sintomatologia ed una involuzione più o meno lenta del fibroma stesso. Si tratta di una procedura conservativa non chirurgica eseguibile in anestesia locale, non particolarmente invasiva che necessita di una breve convalescenza dopo 2 o 3 giorni di ricovero.

Gli aspetti positivi sono l’evitare sanguinamenti, embolie e cicatrici ed inoltre i fibromi possono essere trattati tutti simultaneamente. Per quanto riguarda gli effetti collaterali, tra i più frequenti ci sono nausea, dolore pelvico, crampi addominali da curare con l’assunzione di antidolorifici ed antibiotici, perdite vaginali e febbre.

Il problema si pone nell’esaminare se si può effettuare o meno: non è possibile in presenza di patologie dell’apparato genitale o renale, allergie alle sostanze usate per contrasto iniettate in vena o se si hanno con fibromi peduncolati. I risultati sono abbastanza soddisfacenti anche se qualche rischio di lieve entità non è del tutto assente.

Detto questo non resta che dare spazio alla prevenzione per individuare prima possibile un eventuale ospite sgradito!

Fonti:

www.policlinicogemelli.it/public/guida/fibromiuterini

www.ultrasuonifocalizzati.it