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Ginecologia e Ostetricia

Iud (Intra Uterin Device): ecco come funziona

Come tutti sapranno già, IUD sta per Intra Uterin Device che viene tradotto in italiano Dispositivo intrauterino a scopo anticoncezionale o spirale data la sua forma.

Lo IUD rappresenta il secondo metodo anti-concezionale dopo i contraccettivi orali, ovvero la pillola.

Il tasso di fallimento può variare tra 1-4 gravidanze ogni 100 donne nell’ambito di 1200 rapporti non altrimenti protetti.

La sua efficacia dipende dal dispositivo applicato e dalla conformazione della cavità uterina (in caso di utero bicorne o setto, anomalie volumetriche per la presenza di fibromi, miomi o polipi). E’ altresì importante il suo posizionamento.

In passato esistevano dispositivi in semplice plastica, che potevano dare qualche problema; attualmente si usano il più spesso IUD che presentano il rame che potenziano l’efficacia o anche quelli che sprigionano ormoni.

Iud: come viene posizionato?

iudSempre più spesso il ginecologo si avvale dell’ecografo per essere sicuro dell’esatta conformazione uterina e della corretta posizione. Senza tale strumento è difficile capire come sia disposto il dispositivo in quanto il solo filo in vagina non consente di determinare l’esatto posizionamento in utero; inoltre l’ecografia dà facilmente conferma della corretta localizzazione.

La giusta posizione viene valutata con la distanza del fondo uterino e l’estremità dello IUD che non deve essere superiore ai 2cm.

Un’eventuale posizione più bassa indica che deve essere rimossa e riposizionata, altrimenti l’efficacia è molto ridotta; se, invece, è il filo non è allineato al diametro longitudinale dell’utero, la donna può avere dolore pelvico e talvolta sanguinamento.

Il controllo dal ginecologo andrebbe effettuato dopo il primo ciclo mestruale dall’inserimento e andrebbe ripetuto dopo i primi tre mesi; dal quarto mese, la spirale si adagia su un letto da lei creato ed eccezionalmente lo lascia.

Quando si sceglie la spirale a rame?

iud spiraleGeneralmente l’uso della spirale al rame è consigliabile:

  • durante il puerperio (a partire almeno dalla settima settimana dal parto),
  • in donne che hanno già avuto almeno un figlio,
  • dopo un’interruzione di gravidanza (con la consapevolezza che può essere espulsa),
  • nelle donne con più di 35 anni,
  • quando si hanno problemi con contraccettivi orali o con la spirale a rilascio ormonale.

Questa spirale, come anche l’altra, è però controindicata in età adolescenziale, se non si sono avute gravidanze, se si soffre di anemia o già si hanno mestruazioni abbondanti o dolorose, si deve seguire una terapia anticoagulante o antibiotica.

Nelle seguenti situazioni è assolutamente da evitare:

  • se si ha il sospetto di aspettare un bambino,
  • se si allatta,
  • se si soffre di infezioni pelviche o dell’apparato genitale (candida, clamidia etc.),
  • se si hanno fibromi o miomi,
  • se si è allergici al rame,
  • se c’è una predisposizione congenita o genetica verso neoplasie in ambito uterino,
  • se si hanno valvole cardiache per curare scompensi.

Se non si appartiene a queste categorie, l’uso della spirale a rame è possibile in quanto non risultano particolari effetti collaterali.

Cosa si sa dei dispositivi “ormonali”?

Questi dispositivi contengono progesterone e sullo schermo dell’ecografo appare un’immagine simile ad un cono d’ombra.

Si può ovviare, per vedere meglio, usando l’ecografia sopra-pubica a condizione che la donna non sia obesa, non abbia problemi vescicali o si tratti di un caso di retroversione uterina.

Questo tipo di IUD, a differenza di quello al rame, può essere utilizzato per curare alcune patologie o disfunzioni ovariche, uterine ed endometriali come per esempio dismenorrea, metrorragia, iperplasia endometriale.

E’ tuttavia sempre meglio chiedere consiglio al proprio ginecologo, poiché questa spirale tende a ridurre il ciclo mestruale che potrebbe scomparire completamente dopo poco più di un anno dall’inserimento. Le donne con mestruazione abbondante potrebbero essere contente di aver risolto i loro problemi non solo di tipo anticoncezionale ma anche ginecologico, mentre chi ha un ciclo normale potrebbe avere la sensazione di vivere una menopausa anticipata.

Non c’è alcun timore però, perché la loro fertilità può essere facilmente ripristinata una volta rimossa la spirale stessa.

Più o meno a parte l’allergia al rame, le controindicazioni sono simili alle spirali al rame. Si aggiunge però che non è consigliabile l’uso nelle donne con patologie o disfunzioni epatiche, si è sensibili ai progestinici, si una situazione immunitaria che può favorire le infezioni.

Controindicazioni

Talvolta non mancano gli effetti collaterali simili a quelli dei contraccettivi orali: cefalea, aritmie, disfunzione delle valvole cardiache.

Si può smarrire la spirale?

Tutti i dispositivi hanno un filo all’estremità terminale che può essere sentito dalle pazienti stesse e controllato dal ginecologo attraverso uno speculum.

Se manca la possibilità di toccare o vedere il filo può accadere quello che gli Anglosassoni amano definire lost IUD (ovvero spirale perduta).

Lo smarrimento potrebbe dipendere da diverse ragioni: può essere avvenuta un’espulsione spontanea dello IUD dall’utero o un’emigrazione del filo dalla vagina nell’utero non notata dalla donna o infine una perforazione della parete uterina a causa di un trauma o di una perforazione della cavità uterina.

E’ possibile individuare quale di queste cause sia avvenuta attraverso l’esame ecografico transvaginale; se anche con l’ecografo, la spirale non appare, è possibile pensare che inglobatasi in un coagulo mestruale, sia stata espulsa.

In caso di dubbio di perforazione uterina è consigliabile valutare tutta la situazione attraverso una radiografia.

Il dispositivo intrauterino è consigliato alle coppie che hanno uno o più di 1 figlio e vogliono distanziare una gravidanza o rinunciare definitivamente.

E’ tra i metodi più adottati per la sua efficacia, compromessa quasi sempre da un cattivo posizionamento.

E’ comunque importante il controllo dopo il primo ciclo mestruale dall’introduzione e dopo tre mesi; solo dopo un breve periodo di assestamento la spirale trova la sua posizione dalla quale difficilmente si sposta.

Fonte:

Ultrasuoni in Ostetricia e Ginecologia a cura di E.Merz