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Ginecologia e Ostetricia

Parto prematuro: partorisci prima del tempo, scopri se e perchè!

Parto prematuroParto prematuro o pre-termine si verifica quando il bambino viene alla luce dopo una gestazione da 20 a 37 anziché 40. Se il parto avviene tra la 34ma e 37ma settimana si tratta di parto prematuro tardivo, se tra la 25ma e la 33ma si chiama parto prematuro grave, se infine, prima della 25ma il parto è estremo.

In Italia la prevalenza di parti di questo tipo è del 7-10% e negli ultimi anni si è registrato un aumento dovuto presumibilmente ad un incremento di gravidanze multifetali ottenute con tecniche di fecondazione assistita.

Va detto che i bimbi che sopravvivono sono quelli la cui gestazione è più lunga, gli altri che non raggiungono lo sviluppo completo – in particolare quelli nati prima della 37ma settimana – non hanno alte probabilità di sopravvivere: il 99% dei bimbi nati “estremi” (prima della 25-33ma settimana) non restano in vita a lungo, quelli nati tra la 25 e la 33 sopravvivono dal 50% all’ 80% ma possono avere problemi neurologici ed infine gli altri la prognosi di sopravvivenza è altissima e quasi pari a quella nati a termine.

parto prematuro causeParto prematuro: quali sono le cause?

Le ragioni sono molteplici e talvolta non sono riconosciute; sicuramente alcune di queste fanno aumentare di più il rischio, altre sono meno determinanti ma tuttavia influenti.

Una gravidanza su 5 viene interrotta per motivi medici materni o fetali e il restante 95% riconosce una causa materna (patologie gestazionali come la gestosi, precedenti interventi, parti gemellari), fetale o infine annessiale (ovulo in una posizione anomala, distacco di placenta, placenta previa, rottura precoce della membrana, eccesso o scarsezza di liquido amniotico) o mista.

Si può dire che tra i motivi più importanti che potrebbero fare anticipare il parto sono:

  • anomalie morfologiche congenite dell’utero (utero bicorne o setto),
  • comparsa di miomi,
  • incontinenza cervicale (può essere determinata dall’insufficiente e inefficace chiusura del collo dell’utero a sua volta dovuta o ad interventi pregressi sul collo dell’utero o a lacerazioni cervicali).

Altri fattori possono essere ricondotti all’età delle madri (meno di 17 o più di 40), ad alcune patologie (anemia per mancanza di ferro, cardiopatie, diabete mellito, infezioni urinarie o cervicali, ipertensione, ipertiroidismo), dal sovrappeso o sottopeso. Per quanto riguarda le cause relative al feto va menzionata quella più significativa ovvero il ritardo di crescita.

A tutto ciò vanno aggiunti problemi legati alle condizioni sociali ed ambientali in cui la gestante vive, l’assunzione di alcool o droghe, il fumo ed infine traumi psichici e fisici (stress emotivi di qualsiasi genere: ansia, etc.).

parto prematuro testParto prematuro: i sintomi e i test per prevenirlo o presupporlo

Di solito al ginecologo sono descritti sintomi che lo inducono a pensare possa verificarsi un parto prematuro. Quali appunto? L’indurimento dell’utero durante la giornata e dolori pelvici simili a quelli mestruali. In realtà, potrebbero essere falsi allarmi da verificare attraverso un’approfondita ecografia transvaginale che permette la misurazione del collo dell’utero e di constatare l’eventuale trasformazione ad imbuto del canale cervicale. Va poi ricercata la fibronectina, prelevandola con tampone vaginale, attraverso un test; tutti questi parametri (stato membrana, lunghezza collo dell’utero, condizione e forma della cervice, positività o negatività nel test della fibronectina) associati a perdite muco-ematiche vaginali e rottura del sacco amniotico fanno prevedere un parto prematuro.

In alternativa, ma soprattutto applicato in Inghilterra, c’è il test della saliva con il quale si riuscirebbe a prevedere un parto prematuro. Da quanto affermato nel British Journal of Obstetrics and Gynecology (2009), il test permette l’analisi della quantità di progesterone presente nella saliva delle gestanti. Dal momento che il progesterone, contenuto in grandi quantità nella placenta ha lo scopo di bloccare le contrazioni uterine, è stato dimostrato che quanto più è bassa la quantità, tanto più è alto il rischio di avere un parto prematuro. E’indolore, poco costoso, non rischioso e abbastanza attendibile.

Un altro test individuato e sperimentato in Svezia si basa su un esame ematico associato alla lunghezza della cervice: vengono verificati i valori di 2 proteine del sangue e la cervice. In base ai risultati, i ricercatori svedesi sarebbero in grado di prevedere se e quando avverrà il parto.

Ne consegue che una volta accertata la possibilità di un parto prematuro imminente, una visita dallo specialista dovrebbe essere fatta in tempi brevissimi, poiché si possono concordare insieme i passi successivi.

Parto prematuro: quali potrebbero essere i passi successivi?

Con la premessa che una gestante con rischio di parto prematuro dovrebbe mettersi a riposo ed idratare la pelvi, non è detto che tali raccomandazioni siano sempre sufficienti ed efficaci. Per ottenere una garanzia maggiore alcuni ginecologi consigliano il cerchiaggio cervicale, effettuato con tecniche diverse; il problema di questo intervento deriva dal fatto che può essere eseguito solo in particolari condizioni, o meglio nei casi di problemi alla cervice e assolutamente evitato nelle gravidanze complicate.

Fortunatamente esistono terapie e cure farmacologiche basate su assunzione di tocolitici (calcioantagonisti, progesterone, beta-mimetici etc.), ma va sempre tenuto in considerazione il periodo di gestazione prima di prescrivere questi farmaci.

Parto prematuro: le complicanze

A parte, come detto sopra il rischio di mortalità a cui vanno incontro i bimbi, vanno precisate ora le complicazioni per i bimbi che riescono a venire alla luce e a vivere a lungo.

Tra le sindromi più pericolose c’è la RDS (Respiratory Distress Syndrome) meglio nota come la malattia delle membrane ialine polmonari. Esistono comunque farmaci corticosteroidi che possono accelerare la formazione polmonare dei bimbi ed evitare questo rischio.

Altri problemi potrebbero essere legati alla mancanza di un sistema di termoregolazione regolare con la conseguente facilità di contrarre virus o batteri; è probabile possa essere anemico, possa avere problemi cardiaci, visivi, cerebrali (solo nei casi di anticipo significativo del parto) e di nutrizione.

Abbastanza frequente è l’ittero neonatale che non dà particolari problemi e non influisce sulla crescita; meno probabili, ma tuttavia da prevedere, vi sono retinopatie, arterie mal funzionanti ed infine l’idrocefalo da risolvere chirurgicamente.

Concludendo, il parto pre-termine rappresenta circa il 75% della mortalità neo o peri natale. L’alta immaturità nel parto prima della 24ma settimana rappresenta gravi conseguenze neurologiche (in caso di sopravvivenza). E’, dunque importante la profilassi pre-gestazionale o in gravidanza monitorando la situazione mensilmente poiché ogni settimana guadagnata è fondamentale per ridurre il rischio di mortalità, handicap o patologie neonatali. E’ inoltre essenziale scegliere di partorire in strutture ospedaliere dove la presenza di tutti gli specialisti al momento della nascita evita eventuali inconvenienti e garantire al feto un pronto intervento.

FONTE:

Melis, Sorveglianza fetale in gravidanza