Categorie
Ginecologia e Ostetricia

Scabbia e gravidanza: cosa fare?

La scabbia è una malattia dovuta ad un acaro parassita che colpisce l’uomo ed ha una vita nel mondo esterno di 72 ore se non trova vittime.

E’ un tipo di infestazione diffusa in tutto il mondo che può velocemente contagiare gruppi di persone che vivono a contatto: scuole, caserme, ospedali e luoghi affollati. In Italia vi sono circa 5.000 casi l’anno e spesso la situazione peggiora parallelamente all’immigrazione.

La responsabile della malattia è l’acaro femmina, che dopo aver deposto le uova in un cunicolo quasi invisibile scavato sulla cute, muore. Ciò che si vede è un piccolo rilievo cutaneo con un punto che indica dove è entrato il parassita. Le uova dopo circa 3 settimane si schiudono e inizia il prurito e il fastidio cutaneo.

Scabbia: quali sono le sedi preferite?

scabbiaSembra che le sedi preferite siano gli spazi interdigitali (tra le dita), nei polsi, le ascelle, la regione intorno ai glutei, quella peri-ombelicale, le areole mammarie e nell’uomo nella cute del pene. Se invece colpiscono i bambini, le sedi sono esclusivamente il cuoio capelluto, il palmo delle mani, le piante delle mani e dei piedi.

Scabbia: qual’è la sintomatologia?

Tra i sintomi della scabbia il prurito è fondamentale anche se prevale nella notte ed è dovuto a una sostanza irritante contenuta nella saliva o nelle deiezioni dell’animale. Il sintomo permane anche dopo la guarigione per diverso tempo, ma non lascia immunità quindi si può essere contagiati più di una volta.

La diagnosi si effettua osservando lesioni eritematose nelle sedi predilette dell’acaro e l’osservazione al microscopio del tessuto cutaneo o spalmando dell’inchiostro diluito con acqua: il colorante penetra e rende visibile la galleria creata dall’animale.

Quanti tipi si scabbia esistono?

Una variante clinica della scabbia più comune è quella norvegese, caratterizzata da eritemi e fessurazioni con piccole croste soprattutto sulle mani, sui piedi, sui gomiti e sulle ginocchia; più raramente il volto e il cuoio capelluto.

Un’altra variante è la scabbia nodulare chiamata così in quanto provoca noduli brunastri localizzati solitamente nelle ascelle e nei genitali.

Cosa comporta la scabbia in gravidanza?

E’ stato dimostrato che il feto non risente minimamente dell’infezione da scabbia, ma va curata per tempo per impedire che un contatto involontariamente possa contagiarlo. Oltre al prurito si presentano delle papule maculate che vanno distinte da quelle herpetiche (da herpes) ed è pertanto il dermatologo lo specialista che può formulare una diagnosi precisa tra herpes gestationis ed epatogestosi osservando al microscopio il tipo di acaro che ha colpito la donna.

Come si cura la scabbia?

I farmaci più impiegati sono sostanze acaricide in soluzione o in crema, ma anche unguenti possono essere efficaci o infine farmaci specifici. Le medicazioni iniziano la sera e si applicano sulla pelle asciutta su tutto il corpo prima di andare a letto. E’una procedura che va ripetuta ciclicamente per più giorni.

La biancheria personale come anche lenzuola ed asciugamani vanno lavati separatamente e possibilmente sterilizzati in lavatrice almeno a 60°. Se il prurito persiste si utilizzano preferibilmente antistaminici o prodotti cortisonici.

Concludendo, la scabbia è una malattia che sembrava scomparsa nei paesi occidentali, ma che ora si può ripresentare perché c’è una grande mescolanza di razze e perché la convivenza con persone provenienti da paesi in cui la scabbia ancora non è stata debellata è maggiore e costante rispetto ai tempi passati. Nei luoghi molto affollati come scuole, caserme, ospedali, mense e palestre frequentati da persone italiane e straniere il rischio di un contagio non si può escludere.

Durante la gravidanza, periodo di forte immunodepressione, è più facile contrarla, ma ciò non influisce sul nascituro. Si possono trovare rimedi naturali e farmacologici generalmente ben tollerati, tranne il Lindano e pochi altri.

E’ importante rivolgersi al ginecologo e al dermatologo per stabilire quale acaro ti ha colpito e dunque quale tipo di scabbia tu abbia.

Fonte:

Parassitologia medica illustrata a cura di G. Cancrini