La sclerosi multipla è una malattia cronica che interessa il sistema nervoso centrale. Si tratta di una malattia che provoca lesioni a carico del sistema nervoso centrale e parzialmente della sostanza grigia anche se fino ad alcuni fa si pensava che a subire il danno fosse la sostanza bianca. Se si è affetti dalla sclerosi multipla, si subisce un processo di demielinizzazione ovvero di perdita di mielina in più di un’area del cervello (da cui multipla).
Nel mondo si hanno circa 2,5-3 milioni di casi di sclerosi multipla, tra i quali ben 75.000 in Italia.
La sclerosi multipla può insorgere a qualsiasi età, ma tendenzialmente le fascia di età compresa tra i 20 e i 40 anni è quella soggetta a rischi maggiori; tra i due sessi è quello femminile ad essere più colpito, se si pensa che numericamente e in percentuale le donne rischiano il doppio rispetto agli uomini.
Sclerosi multipla : quali sono le cause?
Le cause sono in parte ancora oscure poiché la sclerosi multipla è imprevedibile e piuttosto complessa. Tuttavia è possibile effettuare una diagnosi e permettere alla donna un accettabile o un buono modo di vivere; questo dipende da quanto tempo prima lo si riesce a diagnosticare.
Probabile ipotizzare un’esposizione a virus e batteri o problemi di origine genetica, ma ciò non vuol dire che sia necessariamente da considerarsi una malattia genetica o ereditaria. Infatti non si trasmette da madre in figlio o da individuo ad individuo. Se si pensa addirittura che anche nei casi dei gemelli la possibilità di poter contrarre la malattia è negli omozigoti del 30% e negli eterozigoti pari a circa il 4%. Ne consegue che non è dimostrata la possibilità di contrarre la sclerosi multipla per ragioni genetiche.
Alla perdita di mielina e alla conseguente trasformazione del sistema immunitario che non riesce più a difendere l’organismo da virus e batteri è attribuita la causa maggiore per la quale la sclerosi multipla si manifesta, poiché si provoca un danno al sistema nervoso centrale, i cui componenti vengano scambiati per agenti estranei.
Cosa succede se si è colpiti da sclerosi multipla?
La vittima è una proteina presente nella mielina: le cellule appartenenti al sistema immunitario oltrepassano il “muro” rappresentato dalla componente di vasi sanguigni e capillari del nostro cervello e lo aggrediscono provocando infiammazione e perdita di mielina. Perché la sclerosi multipla può avere il sopravvento? Si potrebbero osservare alcuni fattori, come elementi che favoriscono il suo sviluppo: l’ambiente in cui si cresce e la razza a cui si appartiene (clima troppo mite, una certa latitudine, aree vicino al Caucaso, carenza di vitamina D).
Quali sono i sintomi della sclerosi multipla?
Va precisato che alcuni sintomi sono simili a quelli di altre malattie e vanno pertanto analizzati e non sottovalutati poiché l’insieme di tutti questi sintomi potrebbe nascondere un inizio o uno stadio più importante della malattia.
I sintomi sono:
- problemi alla vista: improvvisa e significativa diminuzione della vista (si vede di meno, si può vedere doppio, si possono avere movimenti incontrollati ed incontrollabili dell’occhio),
- problemi di sensibilità: formicolii frequenti ed insistenti, arti inferiori che si addormentano o tipo crampi, disturbi nel percepire sensazioni di caldo o freddo,
- spossatezza e perdita muscolare.
Quali sono gli esami diagnostici per individuare la sclerosi multipla?
Premettendo che i soli esami diagnostici non sono sufficienti per l’attendibilità della diagnosi della sclerosi multipla, si sottolinea che questi andrebbero integrati con l’esame neurologico, la risonanza magnetica nucleare ed altri esami biologici sul sangue e sul liquido cerebro-spinale, nonché la storia clinica del paziente.
Si segnalano come indicativi i seguenti esami:
- Risonanza magnetica nucleare (RMN): questo esame permette di indagare il nostro sistema nervoso centrale e di conoscere in che rapporto si trovano i diversi componenti (sostanza grigia, bianca, meningi etc.), nonché si possono individuare eventuali lesioni. Andrebbe completata in caso di lesioni con la somministrazione di gadolinio nel sangue per comprendere meglio la natura e le caratteristiche delle lesioni individuate. Se la RMN dovesse evidenziare qualche segno passato o presente di lesione è consigliabile ripetere l’esame dopo 6 mesi. La RMN non ha controindicazioni a meno che non si hanno dispositivi metallici (pace-maker, schegge, corpi estranei in nichel, protesi etc.), si è bambini, si soffre di claustrofobia. E’ eseguibile in gravidanza ed è preferibile alla TAC in quanto non vengono utilizzati raggi X che potrebbero creare problemi al feto.
- Esami ematici: presenza e valore degli anticorpi anti-fosfolipidi, anti-nucleo, autoanticorpi. Indici di eventuali infiammazioni, valore della Vit. B12, parametri per malattie metaboliche.
- Prelievo del liquido cerebro-spinale (LCR) o meglio del liquido cefalo-rachidiano eseguibile attraverso una puntura lombare ovvero nelle ultime vertebre; la siringa è dotata di un ago lungo ma molto sottile. L’iniezione è generalmente innocua, ma deve essere effettuata con cautela e da professionisti poiché il punto da scegliere è essenziale. Viene effettuata un’anestesia locale prima di eseguire la puntura e il paziente non sente dolore a meno che non venga sollecitata una radice nervosa o si abbiano problemi ossei alla schiena (scogliosi, lordosi etc..) che rendono più difficile la ricerca del punto dove si esegue il prelievo. Gli inconvenienti che dovessero insorgere sono facilmente correggibili dal medico che può spostare la direzione dell’ago. Qualche effetto collaterale è fisiologico, ma il più spesso una cefalea o semplice mal di testa di lieve o forte entità che compare 24-48 ore dopo, ma che scompare dopo 1 o 2 giorni; il dolore lo si prova quando si è in posizione eretta, ma scompare da supini. Un altro effetto collaterale è lo svenimento se si arriva ansiosi o se si tende a perdere coscienza con una semplice puntura di ago. E’ però controindicata in pazienti che stanno seguendo una terapia anticoagulante, se ci sono zone infette vicino al punto in cui viene introdotto l’ago, se ci sono cellule o lesioni tumorali nel cranio.
- Valutazioni INDICE di LINK: verifica della quantità di albumina ed immunoglobuline nel sangue e nel liquido prelevato.
- Esame visivo (PEV): Segnali elettrici del cervello dopo stimoli visivi. L’esame consiste nel fissare per circa 30 minuti un punto nello schermo del PC dove vengono emesse immagini caratterizzate da quadrati bianchi e neri di diverse dimensioni; in tal modo si valuta se la reazione dei nervi agli impulsi è normale o no. E’ un esame innocuo, indolore ma indicativo perché dà risposte su come il nostro occhio trasforma gli impulsi visivi trasmessi dal cervello in immagini.
Se sei in gravidanza come ti devi comportare?
Innanzitutto poter aver un bambino pur avendo la sclerosi multipla è possibile ed è già una grande notizia che alimenta ogni speranza di poter diventare mamma. E’ stato dimostrato che aspettare un bambino influisce positivamente sulla malattia poiché è la gravidanza stessa che interviene sul metabolismo e sul sistema immunitario a tal punto che spesso non si manifesta o non dà sintomatologia. Non è escluso che si possano avere più di una gravidanza ed avere così una famiglia di 1 o più figli sani.
Vediamo ora come ciò è possibile e come poter farlo al meglio.
La sclerosi multipla in gravidanza non dà generalmente particolari problemi e gli attacchi sono molto più rari o talvolta non sono presenti. Viene detto addirittura che le donne si sentano meglio ed abbiano più forza. Sono possibili tutti gli esami diagnostici, anche se alcuni sono preferiti ad altri: RM al posto della TAC; RX ridotti al minimo necessario e se possibili sostituiti con ecografie.
Al ginecologo va comunque comunicato se si soffre di questa malattia per potervi consigliare al meglio in caso di farmaci da assumere o esami da effettuare.
Sarà proprio il neurologo o il ginecologo a consigliarvi di sospendere alcuni farmaci che potrebbero influire sul nascituro anche prima del concepimento o durante l’allattamento; se devono essere assunti farmaci, l’allattamento non può essere fatto al seno e il nutrimento va sostituito con latte in polvere o ad altissima digeribilità e specifico per neonati.
Sclerosi multipla dopo il parto
Sembra che gli attacchi e la sintomatologia possa presentarsi dopo il parto ed è stato calcolato che circa il 20-40% delle donne può sentirsi male dopo pochi mesi dalla nascita del bimbo; ma questo calcolo è stato smentito da altri ricercatori, secondo i quali durante l’allattamento i rischi di attacchi tendono ad attenuarsi. E’ opportuno sentire cosa pensa il proprio specialista, ginecologo o neurologo che sia, per comportarsi di conseguenza.
Va poi detto che è consigliabile spiegare ai propri figli cosa comporta la malattia del madre o della padre per evitare ripercussioni psicologiche durante la loro crescita.
Sclerosi multipla: come potrebbe ripercuotersi sul feto o sul bambino in età più adulta?
Non ci sono prove che possano far affermare che la sclerosi multipla è una malattia ereditaria; forse può esservi, come per altre malattie una predisposizione, ma ciò non implica la manifestazione sicura.
Si può concludere dicendo che fortunatamente le ultime ricerche scientifiche hanno portato alla luce tecniche e strumentazioni diagnostiche tali da poter avere in tempi brevi diagnosi quasi totalmente attendibili sulla manifestazione in atto o probabile di sclerosi multipla.
E’ necessario seguire l’iter consigliato dai neurologi per poter prevenire e curare in tempo la sclerosi multipla.
Agli specialisti dovranno essere comunicati i sintomi che si hanno, qualche caso nella famiglia, la frequenza e la gravità degli attacchi per poter costruire un’esatta storia clinica della paziente stessa. Oltre a questo, va specificato se si è già in cura per qualche patologia, disfunzione o problemi circolatori e cardio-circolatori.
Esistono in commercio farmaci per curare o attenuare i sintomi e i dolori quali ad esempio: corticosteroidi, immunomodulanti, immunosoppressori associati a riabilitazione o esercizi fisici con fisioterapisti.
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