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Ginecologia e Ostetricia

Ustioni in gravidanza

È possibile che, per un incidente o una disavventura, ti sia ustionato. Ti sei mai chiesto cosa fare? Niente panico, mantenere la calma e chiamare un medico.

Cos’è un’ustione?

Per ustione si intende la distruzione parziale o totale del rivestimento cutaneo e talvolta anche dei tessuti sottostanti da parte di un agente fisico o chimico. Le ustioni si verificano prevalentemente in ambienti domestici, ma possono essere le conseguenze di infortuni sul lavoro o incidenti stradali o infine accidentali.

Come si producono le ustioni?

Le ustioni sono prodotte da temperature elevate o molto basse, da radiazioni solari o altre fonti di raggi ultraviolette, da strumentazioni tipo laser usati in modo improprio per qualche secondo in più del previsto, da sostanze chimiche corrosive ed infine da corrente elettrica.
L’ustione potrebbe recare non solo un danno locale o esteso ma anche una sofferenza di carattere generale, una debolezza e disturbi cardiocircolatori di diversa natura ed entità nonché danni renali.

Come si valuta il livello di gravità di un’ustione?

Il livello di ustione si valuta in base all’estensione e alla profondità e l’estensione ed è quantificata secondo la percentuale di superficie corporea interessata. Un metodo molto utilizzato è la regola del “nove” secondo la quale il corpo viene diviso in vari segmenti di cui ciascuno rappresenta il 9% e i suoi sottomultipli.
In parole più semplici: partendo dalla parte anteriore il petto e l’addome rappresentano il 9% della superficie corporea, gli arti superiori (nella parte anteriore ed inferiore) il 4,5%, ciascuna, il palmo l’1%, gli arti inferiori (nella parte anteriore e nella parte posteriore) il 4,5%. La somma di tali percentuali in base all’ustione dà l’estensione e la sua gravità.
La profondità dell’ustione viene classificata in 1mo, 2ndo, 3zo e 4to grado.

Le ustioni di I grado: quando è interessato uno strato superficiale della cute e sono il più spesso causate da raggi ultravioletti e dunque dalle scottature solari; questo tipo guarisce senza particolari problemi in 7 -10 giorni e non rimangono cicatrici o talvolta qualche macchiolina bianca, perché la pelle si secca, cade e ricresce tranquillamente.
Le ustioni di II grado: coinvolgono l’epidermide e parzialmente anche il derma, ma sono risparmiati i fori piliferi e le ghiandole sudoripare. Spesso la causa è l’ustione per contatto con acqua bollente (per esempio mentre si cucina può cadere involontariamente qualche goccia di olio, o acqua bollente mentre si scola la pasta). Può capitare che l’olio bollente, i vapori bollenti o la fiamma coinvolga i poli piliferi e la guarigione richiede più tempo ossia circa 1 mese; le cicatrici possono rimanere e sono di colore bianco e talvolta esteticamente non piacevoli alla vista.
Le ustioni di III grado: oltrepassano l’epidermide, arrivano fino ai tessuti. In questo caso la cute è stata danneggiata da fiamme o da una significativa dose di sostanze ustionanti e bollenti che provocano danni curabili attraverso l’intervento immediato del chirurgo che procederà ad una plastica per risistemare cute e tessuti.
Infine quelle di IV grado: sono molto profonde ed interessano anche i tessuti muscolari o le ossa. Sono le più pericolose e necessitano un intervento urgente. Sono quelle più gravi ma anche le meno frequenti che capitano in casi di catastrofi naturali, corti circuiti elettrici o in ambienti di lavoro fortemente a rischio.

Cosa determina la gravità dell’ustione?

Tanto più è alta la temperatura della sostanza in cui si entra in contatto e tanto maggiore è il tempo di contatto, tanto più grave sarà l’ustione. Se l’ustione arriva a coinvolgere l’organismo nella sua profondità si può avere uno stato di shock, il sangue circola con più difficoltà perché si assiste ad una perdita di plasma che fuoriesce dai vasi dilatati con conseguente caduta della pressione arteriosa e dell’ossigenazione dei vari organi ed apparati.

Come comportarsi in questi casi?

Bisognerebbe chiamare un soccorritore e nel caso non sia un esperto vanno suggeriti alcuni rimedi a seconda dell’importanza dell’ustione stessa. La prima cosa è eliminare e rimuovere gli abiti o i grembiuli coinvolti per poi irrorare con acqua a temperatura ambiente le aree colpite. È importante non fare uso di oli che impedirebbero la traspirazione. L’acqua fredda o il ghiaccio può essere applicato per non più di 10 minuti per evitare un ulteriore danno tessutale. Una terza operazione è la rimozione di tutti gli oggetti che potrebbero impedire la circolazione come orologi, anelli, braccialetti stretti.
Se però l’area è molto estesa, l’uso di un lenzuolo pulito e bagnato può essere utile.
Le vesciche non dovrebbero essere toccate o rotte e se aperte non va rimosso il contenuto e ciò che è rimasto della copertura. Talvolta vengono posizionate garze sterili e va seguita una terapia antibiotica per la profilassi antibatterica.
È ovvio che in situazioni più gravi, si raccomanda il ricovero in centri specializzati.

E in gravidanza?

Per la donna attiva o casalinga è opportuno che durante la gravidanza stia più attenta ed eviti un’ustione per distrazione.
Anche le ustioni di primo e secondo grado potrebbero rivelarsi particolarmente dolorose, ma non hanno ripercussioni sul proseguimento della gestazione o sul feto. Il problema si presenta in caso di ustioni più gravi che potrebbero addirittura essere fatali per mamme e feti, poiché causano uno shock, una mancanza di ossigenazione e di flusso sanguigno.
Le ustioni solari anche se estese non generano particolari conseguenze e si possono curare con delicate pomate lenitive ed idratanti. Quando derivano da sostanze chimiche sono identiche a quelle termiche e potrebbero non provocare alcuna conseguenza.
La prevenzione consiste nell’evitare situazioni o ambienti dove il rischio di gravi ustioni è particolarmente alto.

Conclusioni

Le ustioni presentano un livello di pericolosità diverso a seconda dei tipi che sono 4; i più gravi sono il 3zo e il 4to perché necessitano un intervento chirurgico e non guariscono in altro modo. Le altre nell’arco di 7-10 giorni o al massimo 1 mese dovrebbero guarire spontaneamente o con creme locali lasciando qualche piccolo segno bianco o piccole cicatrici biancastre. Quando l’ustione supera il II grado e la donna è in gravidanza bisognerebbe rivolgersi al centro specializzato per evitare conseguenze a lei e al bimbo.
Quindi il consiglio è quello di stare attente ed essere previdenti soprattutto se aspettate un bambino: in cucina sì, ma con attenzione così come al mare o in piscina sì, ma senza scottarsi evitando l’esposizione solare ai raggi ultravioletti.

FONTE: Medicina di Emergenza e Pronto Soccorso