Cos’è il virus HPV ?
Si tratta di una malattia sessualmente trasmessa, chiamata anche Papilloma virus.
Di questo virus esistono più di 100 tipologie e, tra queste, i tipi detti 16 e 18 possono causare tumori del collo dell’utero, mentre i tipi 6 ed 11 sono la causa dei condilomi ano-genitali in entrambi i sessi.
Con il termine condilomi si intendono quelle che vengono chiamate più comunemente verruche genitali.
L’infezione può portare neoplasie prevalentemente nelle donne e precisamente al collo dell’utero, alla vulva, alla vagina, all’ano nonché alla (bocca, gola, faringe, laringe).
In percentuale minore anche l’uomo può contrarre il virus e corre il rischio di tumori laringei e faringei e al pene.
A quale età può comparire l’HPV?
Dagli studi più recenti sul virus HPV sembra che, nelle donne tra i 18 e i 25 anni di età e sono sessualmente attive, il rischio di contrarre il virus oscilla tra il 9 e il 18%.
Dai 25 anni in poi la percentuale di rischio si riduce, ma non si esclude una possibilità di ricomparsa anche in donne di 40-45 anni.
Dai 45 in poi e durante la menopausa la percentuale di rischio torna ad abbassarsi, fino quasi a scomparire ogni rischio di contrarre il virus.
Come prevenire il virus HPV?
La migliore prevenzione è il vaccino. Il vaccino anti-HPV è un’associazione di proteine (L1) e altre sostanze prive del DNA del virus, che impediscono di contrarre l’infezione a chi viene somministrato il vaccino stesso.
La vaccinazione è stata introdotta in molti paesi europei verso la fine del 2008 e dal 2010 Italia. Per il momento il vaccino è caldamente raccomandato e gratuito, ma non obbligatorio, per tutte le bambine e le donne dai 12 ai 25 anni; in futuro per favorire una maggiore copertura, la protezione vaccinale sarà fortemente consigliata anche ai bambini (9-12) e agli uomini adulti.
Questa possibilità è inserita nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, ma attualmente per i bambini maschi il vaccino al virus HPV non è gratuito e non è obbligatorio.
Tipologie dei vaccini anti-HPV.
Esistono in commercio due vaccini anti-hpv:
- uno è bivalente, ed essendo formato solo da una composizione valida a sconfiggere i tipi 16 e 18 del virus, viene solitamente fatto fare alle bambine dagli 11 ai 13 anni (anche se si potrebbe partire anche da 9);
- l’altro è tetravalente (ed è conosciuto come Gardasil), contiene il preparato che protegge dai tipi 6, 11, 16 e 18. Quest’ultimo possono farlo sia gli uomini (che lo fanno raramente perché rischiano quasi esclusivamente condilomi e in una percentuale bassissima, neoplasie) che le donne, per avere una maggiore protezione contro il manifestarsi del virus e correre il rischio di ammalarsi di malattie serie come i tumori .
Questo vaccino è un’iniezione intramuscolare nell’area vicino al deltoide (sul braccio) nel caso di vaccino bivalente, mentre nel caso del Gardasil viene effettuato nella parte superiore della coscia.
Il vaccino va ripetuto, ma cambiano le modalità rispetto al tipo (bivalente-tetravalente) e all’età delle bambine:
– dai 9 ai 14 anni il vaccino bivalente va fatto (I dose) e ripetuto dopo circa 5-7 mesi
– dai 9 ai 14 anni il vaccino tetravalente può essere somministrato in 2 o 3 dosi; nel primo caso 6 mesi dopo la prima vaccinazione (I dose), nel secondo una volta eseguita la prima iniezione, la seconda deve avvenire dopo 1 mese dalla prima e la terza non prima di 3 mesi dalla 2.
- dai 14 anni in su: il vaccino bivalente in 3 dosi: I dose, dopo 1 mese II dose, dopo 6 mesi la III ed ultima dose.
- dai 14 anni in su: il vaccino tetravalente va fatto in 3 dosi: I dose, poi dopo 1 o 2 mesi la II dose e dopo 3 mesi dalla II, la III.
Pertanto è preferibile, come consigliato del resto dagli specialisti, effettuare la vaccinazione prima dell’inizio dell’attività sessuale, anche se non ci sono particolari controindicazioni a vaccinarsi ad attività sessuale già iniziata.
Chi può essere vaccinato e chi non può.
Vi sono soggetti allergici ad alcune sostanze come lieviti o lattice che non possono essere vaccinati, in quanto i componenti del vaccino tetravalente derivano da cellule del lievito e il tappo interno della siringa è di lattice. Per le donne in gravidanza, non sono certi gli effetti che il vaccino potrebbe provocare.
Se si presentano malesseri lievi, comuni e poco preoccupanti (es. lieve alterazione delle temperatura), i pazienti potrebbero effettuarlo senza correre particolari pericoli; se, al contrario, i pazienti presentano patologie più importanti che causano febbri molto alte, sarebbe meglio che la vaccinazione fosse posticipata per evitare eventuali effetti collaterali.
Esistono effetti collaterali al Vaccino anti-HPV?
In linea di massima non sono stati riscontrati fino ad ora particolari effetti collaterali, se non reazioni nelle zone del vaccino (arrossamenti, gonfiori, prurito); raramente alterazioni febbrili, nausee, mal di testa, dolori addominali.
Come tutte le altre vaccinazioni, si possono avere sensi di vertigine o capogiri, per evitare i quali è utile rimanere sdraiati 15 minuti dopo l’iniezione.
Il vaccino è sufficiente a prevenire il virus HPV?
Il vaccino è solo una forma di prevenzione, ed è inefficace una volta che i soggetti sono stati infettati: da solo, non basta.
Alle donne nella fascia di età compresa tra i 25 anni e i 65 anni viene consigliato di effettuare una visita ginecologica con Pap-test, per controllare la presenza di cellule tumorali, oltre a virus e batteri più comuni e non pericolosi. Quest’esame dovrebbe essere effettuato ogni tre anni presso studi medici specialistici.
Perché dunque non pensare di prevenire?
Fonte: www.vaccinarsi.org