Se una zanzara ti pizzica che succede? Un ponfo, un pizzico, un po’ di bruciore e passa… ma se colpiscono un animale domestico che succede? Beh, in realtà dipende dalla zanzara, poiché, abbastanza spesso se una zanzara tigre pizzica il tuo cane o il tuo gatto, che è privo di protezione o collare antizanzare e antiparassitario potrebbe andare incontro ad una malattia infettiva pericolosa per gli animali, chiamata leishmaniosi.
Cos’è la leishmaniosi?
La leishmaniosi è una malattia infettiva provocata da parassiti o da molti animali domestici e selvatici, trasmessa per mezzo di insetti vettori, chiamati flebotomi. Nell’uomo, l’infezione può provocare una malattia sistemica, cutanea che talvolta va oltre la cute ed investe la mucosa.
Quanto è diffusa?
Nel mondo è stato calcolato che ad essere colpite sono circa 12 milioni ogni anno; in Italia, si stima che la popolazione a rischio è rappresentata da 9 milioni, di cui 2,5 in Sicilia, che è tra le regioni maggiormente condizionate da un clima caldo-umido.
In alcune regioni la malattia è risultata positiva e sono la Sardegna, la Toscana nelle zone intorno all’Argentario e in provincia di Siena, e infine Napoli. Le specie appartenenti alla leishmaniosi sono numerose con diversa prevalenza nei vari stati.
Come si contrae?
Quando il flebotomo punge un roditore, una volpe o un cane, questi sono infettati ed il loro apparato intestinale sviluppa forme larvali di Leishmania. Se poi questo flebotomo punge nuovamente un uomo, vengono inoculati i precursori della stessa malattia.
Questi, una volta raggiunti gli ospiti mammiferi, vanno incontro ad ulteriore maturazione invadendo i vari organi, a causa della proliferazione delle loro cellule. Nei soggetti in buona salute, la formazione di anticorpi contro la malattia permette una limitazione e forma degli argini che impediscono lo sviluppo ulteriore.
Il più spesso nei soggetti umani, la leishmania è di tipo cutaneo e non è pericolosa; se però l’infezione coinvolge le mucose o altri organi, come per esempio il fegato, la milza o il midollo va presa attentamente in considerazione.
Quali sono i sintomi?
Dopo un periodo di incubazione molto variabile che va dai 3 mesi ad 1 anno, nel punto dove è avvenuta l’inoculazione, si forma una papula rossa non dolente ma pruriginosa che si accresce ed assume la forma di un nodulo coperto da squame rosse e crosticine. Successivamente, la parte centrale va incontro a necrosi e si ulcera; se la paziente non è immunocompromessa, non avviene disseminazione negli organi interni.
La leishmaniosi viscerale è invece caratterizzata da febbre con andamento irregolare resistente agli antiepiretici e agli antibiotici. I dati di laboratorio mostrano evidente anemia, una diminuzione di globuli bianchi e delle piastrine. Si vede un fegato ingrossato, così come la milza o l’apparato ghiandolare.
Altri elementi che inducono a formulare questa diagnosi, sono l’esame degli anticorpi specifici e l’esame al microscopio per individuare il parassita. Nelle pazienti immunodepresse affette da HIV, le manifestazioni cliniche sono più gravi. È una malattia per la quale esistono misure preventive.
Come si può prevenire?
Come per tutte le altre infezioni trasmesse tramite vettori, è essenziale la guerra ai flebotomi responsabili della diffusione. Si può iniziare con una serie di insetticidi spruzzati intra e peridomiciliari. Poiché le dimensioni di questi insetti consentono loro di passare attraverso le fessure delle finestre, l’uso di zanzariere può essere di aiuto.
Ovviamente altri consigli consistono nella scelta di indumenti a maniche lunghe, nel mettere le maglie dentro i pantaloni o nell’uso di repellenti da mettere sui polsini e sui bordi delle caviglie; a questo si aggiunge preferibilmente la scelta di frequentare spazi chiusi rinfrescati da condizionatori più che campi a cielo aperto specie al tramonto e limitare l’uso di tende da campeggio (che andrebbero protette da zanzariere). Quanto agli animali andrebbe fatta attenzione ai cani randagi, spesso soppressi per evitare il contagio con altri simili, gatti ed esseri umani.
Per i cani o i gatti che vivono in casa esistono collari o sostanze antiflebotomi; c’è però chi consiglia un prelievo del sangue per verificare se sono stati infettati da ripetere una volta l’anno o ogni 2 anni; questo è particolarmente raccomandato se la donna aspetta un bambino per preservarla da ogni eventuale ed ulteriore rischio di contrarre una malattia infettiva. Sugli animali potrebbe essere efficace un vaccino introdotto da poco.
Come si cura?
Il farmaco maggiormente usato è il sale di antimonio che può essere impiegato se la funzione renale non è compromessa. Esistono anche alternative, in quanto il sale può avere effetti collaterali su alcuni organi. In gravidanza, le terapie sono da seguire sotto stretto controllo medico poiché i farmaci non sempre sono tollerati dalle gestanti.
E in gravidanza?
Sia la diagnosi che le terapie sono più complicate soprattutto se la Leishmania è di tipo viscerale. Il problema nasce sia dalla sintomatologia, sia soprattutto dai farmaci. È preferibile controllare con esami ematici i propri animali domestici, adottare tutte le misure preventive a partire dalle zanzariere o da indumenti con maniche lunghe e che coprono il più possibile le altre parti del corpo.
Va informato il medico, in caso vi doveste recare per diversi motivi nelle zone ad alto rischio: non solo se avete in programma di recarvi nei paesi tropicali e caldo umidi, ma anche nelle regioni italiane dove la positività degli animali è alta e il contagio non può escludersi. È opportuno inoltre recarsi dallo specialista, specie dal ginecologo prima ancora dell’infettivologo, se siete punte da una zanzara e il vostro pizzico assume forme strane ed anomale.
Conclusioni
Le Leishmania è una malattia infettiva trasmessa dalla puntura di un flebotomo che colpisce un roditore, prima di scegliere l’uomo o il cane. E’una malattia diffusa in alcune zone calde umide; in Italia si concentra specialmente in Sicilia e in Toscana (area di Grosseto e Siena). Si raccomanda di seguire le misure preventive e l’uso di sostanze repellenti anche a base di sostanze di origine naturale (per esempio, la citronella) che sono anti-allergiche, non irritano e dunque sono ben tollerate da gestanti e bambini. Si consiglia di seguire le misure preventive e di recarsi, se in gravidanza, dallo specialista per annullare ogni dubbio ed eventualmente intervenire.
FONTE: www.farmacoecura.it
