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Medicina e Attualità

Maschio fedele? Campa 100 anni

Una vita sessuale compiuta e piacevole sembrerebbe essere il toccasana a molti malesseri. Soprattutto se il lui è fedele o se, al massimo, si limita solo a qualche tradimento occasionale. Chi ha una buona intesa di coppia gode di una maggiore protezione da parte del testosterone; chi ha l’amante fissa vive un forte stress e adotta comportamenti a rischio. Sembrerebbero essere queste le conclusioni a cui sono arrivati gli ultimi, recenti studi sull’argomento. Uno di questi ha esaminato un campione di 4mila uomini fotografando il rapporto di coppia, le disfunzioni sessuali e il livello di testosterone. I dati sono stati incrociati con quelli dei registri delle Asl sugli eventi cardiovascolari. Uno dei risultati è che gli infedeli occasionali hanno un più basso rischio cardiovascolare, ma il vantaggio viene perso se l’amante è fissa. Chi ha un rapporto parallelo di lunga durata accusa un maggiore livello di stress al lavoro, più conflitto nella coppia primaria e nella famiglia e sensi di colpa. Una situazione che porta l’uomo ad adottare comportamenti a rischio come l’abuso di alcol e fumo.
Al contrario, nelle coppie che funzionano, se gli uomini sono fedeli, il testosterone sembra svolgere una funzione protettiva sull’organismo e la quantità dell’ormone è influenzata anche dalla qualità dei rapporti sessuali. All’uomo, eterno farfallone, basta anche solo percepire l’interesse erotico della donna perché i pericoli connessi a crisi cardiovascolari scemino. In altre parole il circolo virtuoso che pare innescarsi è riconducibile alla formula del più sesso uguale più testosterone, meno depressione, migliore performance cardiovascolare, miglior metabolismo.
I dati dimostrano che l’attività sessuale frequente e soddisfacente dovrebbe essere prescritta come una medicina per curare patologie psichiche (depressione), relazionali (problemi di coppia), dismetabolismi: a letto si recupera la linea e un diabetico che ha una buona attività sessuale si cura meglio. Il sesso è utile addirittura per prevenire neoplasie come quelle della prostata.
Ma questa terapia, vecchia come il mondo, diventerà mai mutuabile?

Articolo di redazione
Fonte: Corriere della Sera.it