La presenza del colore rosso nelle urine potrebbe rappresentare fonte di preoccupazione nelle mamme, che, non sapendo cosa potrebbe essere e perché sia capitato, si rivolgono al pediatra.
Lo specialista pensa a prima vista possa trattarsi di un episodio chiamato dai medici ematuria. Inizia quindi ad investigare.
Cosa si intende per Ematuria?
Si definisce ematuria quando nel sedimento urinario si deposita una piccola quantità di globuli rossi visualizzabili al microscopio. In base alla consistenza di globuli, l’ematuria si distingue in macroematuria se il sedimento è visibile ad occhio nudo e microematuria se, invece, è possibile individuare l’emoglobina attraverso uno stick o sotto la lente del microscopio. Con il passare del tempo, l’ematuria potrebbe definirsi intermittente o persistente; tutto questo dipende da come e quanto si ripete il fenomeno.
Per quanto riguarda la sua diffusione, sembra dagli ultimi studi, che il 6% bambini in età scolastica può andare incontro ad episodi di microematuria. Ciò può essere dovuto all’uso di un’alimentazione basata sulla frutta di colore scuro (i berries: more, mirtilli etc) o di bevande colorate come infine da qualche farmaco.
Cosa fare in caso di Ematuria?
Il bambino verrà sottoposto a controlli per verificare la corretta funzionalità renale; il nostro rene è costituito da 600.00 ad 1 milione di unità funzionali, chiamati nefroni. Ciascuno è a sua volta formato dal glomerulo, tubuli e da un dotto conduttore.
In caso di ematuria glomerulare, si notano emazie di aspetto alterato spesso impilate a formare dei piccoli cilindri; il colore delle urine è piuttosto scuro.
Se l’ematuria è di altro tipo come per esempio non glomerulare, essa è generata da un processo infiammatorio a carico degli ureteri o della vescica. Le emazie originate sono di aspetto normale e di colore rosso vivo.
Quali sono le cause?
Tra le più frequenti si menziona il rene policistico trasmesso congenitamente da un genitore con macro e micro ematurie intermittenti. La glomerulonefrite segue ad un episodio di angina da streptococco betaemolitico di gruppo A.
In alcuni bambini può presentarsi un’ematuria da sforzo dopo un’attività sportiva, ma le urine tornano generalmente normali dopo circa 48 ore.
Un’altra causa potrebbe essere un trauma nella zona lombare con la quale viene coinvolto il rene che reagisce con episodi di ematuria.
Altro motivo può essere costituito da una calcolosi delle vie urinarie di tipo secondario spesso dovuto a problemi di metabolismo del calcio, dei fosfati; nel caso appena descritto, si può avere una macroematuria durante la colica.
Raramente, l’ematuria potrebbe nascondere una neoplasia dell’infanzia a livello renale.
Come si può arrivare alla diagnosi?
Il pediatra o il nefrologo oltre all’insieme dei sintomi descritti e all’esame al microscopio, chiederà un’ecografia renale e vescicale al fine di evidenziare anomalie renali o la presenza di calcoli.
In alcuni casi si ricorre ad una biopsia renale effettuata tramite un ago sottilissimo fatto passare per via ecografica sul rene.
Se il problema scompare dopo 7-10 giorni è stata solo una semplice nefrite ossia un’infiammazione renale di cui rimane per un po’ di tempo qualche segno con episodi di microematuria.
La glomerulonefrite è caratterizzata da macroematuria recidivante che potrebbe evolvere in insufficienza renale.
Ci sono poi casi di vasculite o infiammazione delle piccole arterie che causano la porpora di Schönlein–Henoch.
Gli specialisti provvederanno inoltre ad escludere eventuali trombosi ossia occlusioni della vene renale e considerare casi di emofilia.
Un’altra indagine è rivolta all’individuazione di virus o batteri a carico delle vie urinarie che provocano la presenza di globuli rossi; le analisi ematiche rileveranno una quantità inferiore di globuli rossi ed un maggior numero di globuli bianchi.
Conclusioni
Quando in un bambino le urine sono colorate, si dovrebbe iniziare a capire le cause che hanno portato a questo fenomeno.
È opportuno che i genitori si rivolgano al pediatra e poi al nefrologo per scoprire perché si è verificata l’ematuria.
In molti casi, gli stessi specialisti possono formulare solo ipotesi e spiegare come il fenomeno potrebbe ripresentarsi o essere un episodio sporadico che scomparirà da solo in tempi brevi o più lunghi.
Patologie renali date solo dall’ematuria sono gestibili quasi sempre, a meno che non si tratti di neoplasie.
Il consiglio è quello di recarsi prima possibile dallo specialista per provare a capire la natura attraverso la strumentazione diagnostica semplice, quale il microscopio o più complessa, l’ecografo. Quest’ultimo potrà, nell’eventualità, essere utilizzato per effettuare una biopsia.
FONTE: Ematuria nel bambino a cura di S.Guarino.