L’ematoma epidurale è un pericoloso accumulo di sangue che si sviluppa tra la dura madre, la spessa copertura del cervello, ed il cranio ed è generalmente causato dalla rottura di un’arteria meningea o di una delle sue ramificazioni in concomitanza di una frattura cranica.
I sintomi dell’ematoma epidurale
Subito dopo il trauma si possono presentare alcuni lievi disturbi, come la cefalea, seguiti da una fase asintomatica in cui il problema sembra risolto (questo periodo viene chiamato “lucido intervallo”). In seguito si presentano altri sintomi come ipertensione endocranica, ipertensione arteriosa, ipertermia e vari disturbi neurologici.
Se la patologia non viene trattata tempestivamente possono seguire disturbi importanti come il crollo della pressione, affaticamenti respiratori e coma.
Le cause dell’ematoma epidurale
L’area del cervello posta sotto il cranio è abbastanza fluida e serve come protezione per il cervello stesso contro urti e traumi. In questa zona esistono molti vasi sanguigni che portano sostanze nutritive al cervello che, in caso di traumi violenti, si possono rompere e far uscire il sangue nella cavità procurando conseguenze importanti.
La classificazione dell’ematoma epidurale
L’ematoma epidurale viene classificato in base alla sua localizzazione nel cranio:
- ematoma epidurale sopratentoriale,
- ematoma epidurale sottotentoriale.
L’ematoma epidurale sopratentoriale si sviluppa nei punti in cui la dura madre è meno aderente alla parte interna del cranio ed il sangue che si accumula tende a scollarla in vari tratti. Generalmente questo ematoma si forma nella parte temporale in cui si trova l’arteria meningea.
In questa tipologia di ematoma i sintomi si presentano in due tempi differenti. Inizialmente, subito dopo il trauma, la patologia può essere asintomatica, il paziente può al massimo avere una lieve cefalea, oppure presentare una perdita di coscienza dovuta alla commozione cerebrale.
In un secondo tempo si ha una ripresa temporanea della coscienza, in quanto la pressione dell’ematoma in formazione è ancora scarsa seguita dopo poco tempo alla comparsa della cefalea, perdita di coscienza e, nei casi più gravi, si può arrivare al coma.
L’ematoma epidurale sottotentoriale è localizzato nella parte posteriore del cranio ed è più raro (recenti studi hanno evidenziato che sono di questa tipologia solo il 10% degli ematomi epidurali). Lo sviluppo di questo ematoma è più pericoloso rispetto agli altri e può risultare letale nel 25% dei casi riscontrati.
Nei casi più gravi il decorso di questa patologia è molto veloce in quanto l’accumulo di sangue nella parte posteriore del cranio porta ad una compressione del cervelletto, del tronco encefalico e la chiusura del quarto ventricolo. Le conseguenze possono essere la paralisi respiratoria e l’arresto cardiaco.
Nei casi in cui l’ematoma epidurale sottotentoriale ha un decorso più lento il paziente può presentare cefalea e diplopia (ossia la visione doppia). È fondamentale, appena si presentano i sintomi sopra descritti, rivolgersi immediatamente ad un controllo medico per analizzare a fondo la situazione che, se non trattata nel modo opportuno, può portare a conseguenze anche molto gravi.
Il trattamento dell’ematoma epidurale
L’ematoma epidurale deve essere trattato a seconda della gravità della situazione e della condizione neurologica del paziente. L’intervento chirurgico per un paziente in coma serve a far diminuire la pressione sul cervello, mentre per i pazienti non in coma è necessario per ridurre la quantità di sangue che si è accumulata.