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Neurologia

Dormire allevia il dolore?

dormi e non soffriUna ricerca dello Sleep Disorders and Research Center presso l’Henry Ford Health System, è arrivata alla conclusione che per non soffrire, per alleviare il dolore, basti dormire un po’ più di quanto non si faccia normalmente. Timothy Roehrs, responsabile dello studio, sostiene che i risultati finali della ricerca mettono in evidenza l’importanza di un sonno adeguato alle diverse condizioni di dolore cronico ma anche, per esempio, in previsione di un intervento chirurgico.
La ricerca si è basata su un piccolo campione di 18 volontari sani che, per vari motivi, non riuscivano a soddisfare il loro desiderio di sonno. Sono stati creati due gruppi, uno dei quali ha continuato a seguire le normali abitudini mentre l’altro ha cominciato a dormire per 10 ore a notte. Il parametro per la valutazione della maggiore resistenza al dolore era rappresentato dall’effetto di una sorgente di calore. Ebbene, il risultato sorprendente è che chi aveva dormito più a lungo aveva resistito il 25 per cento di tempo in più rispetto alla media, un valore più alto rispetto a quello provocato dall’assunzione di 60 mg di codeina.
Del resto il ricorso al sonno come panacea per il nostro fisico è una prassi antica come il mondo, dimostrato anche da un’altra ricerca portata avanti dalla prestigiosa Università di Stanford, negli Stati Uniti, pubblicata su Proceedings of the National Academy of Science, in base alla quale si dimostra come un riposo interrotto da risvegli continui riduca la capacità del cervello di catalogare ed archiviare esperienze vissute nel corso della giornata trascorsa.
Servendosi della cosiddetta optogenetica, una scienza che combina tecniche ottiche e genetiche di rilevazione allo scopo di sondare circuiti neuronali all’interno del cervello, applicata a cavie da laboratorio, gli scienziati hanno controllato l’attività delle cellule che regolano il passaggio dalla fase di riposo a quella di veglia. Messi i topi in un ambiente alla presenza di due oggetti, il primo dei quali gli era stato mostrato già il giorno prima, mentre il secondo era nuovo, i ricercatori hanno verificato che i topi che avevano riposato senza interruzioni si interessavano soltanto all’oggetto nuovo, mentre l’attenzione degli altri era divisa fra i due oggetti. Un atteggiamento spiegabile con il fatto che il cervello approfitta del riposo per esaminare gli avvenimenti del giorno precedente e operare una selezione dei ricordi necessari, attività invece compromessa se il sonno è continuamente interrotto. Questi esperimenti, apparentemente stravaganti, possono invece fornire spunti clinici utilissimi per patologie come il morbo di Alzheimer, dove in mancanza di un riposo adeguato si sommano anche enormi problemi di memoria.

Articolo di Redazione
Fonte: Italiasalute.it, 03/12/2012