Contro il Parkinson nelle donne sono utilissimi i frutti di bosco, mentre gli uomini risultano protetti anche se mangiano mele e arance e altre fonti ricche di flavonoidi, i composti polifenolici metaboliti secondari delle piante. Lo studio – che ha coinvolto 49.281 uomini e 80.336 donne per i quali è stata monitorata per 20 anni l’assunzione dei flavonoidi attraverso il consumo di tè, frutti di bosco, mele, vino rosso, arance o succo d’arancia – è stato presentato al 63° meeting annuale dell’American Academy of Neurology, tenuto a Honolulu nell’aprile del 2011.
Nel corso dello studio 805 persone hanno sviluppato il Parkinson. Incrociando i dati raccolti sull’assunzione dei flavonoidi è risultato che negli uomini il 20% che aveva consumato più antiossidanti ha fatto registrare circa il 40% per cento in meno di probabilità di sviluppare il morbo rispetto al 20% degli uomini che ne avevano consumato la quantità minore. Nelle donne, invece, non è stata individuata alcuna relazione tra il consumo dei flavonoidi in generale e lo sviluppo della malattia neurodegenerativa, mentre il consumo di una sotto-classe di flavonoidi, gli antociani – responsabili del particolare colore rosso-viola i frutti di bosco – sono risultati associati a un rischio inferiore di sviluppo della malattia sia negli uomini che nelle donne.
“Questo è il primo studio su esseri umani che esamina l’associazione tra i flavonoidi e il rischio di sviluppare il morbo di Parkinson – spiega l’autore dello studio Xiang Gao della Harvard School of Public Health di Boston -. I nostri risultati suggeriscono che i flavonoidi, e in particolare le antocianine, potrebbero avere effetti neuro-protettivi.
Se confermato, i flavonoidi potranno essere un modo naturale e sano per ridurre il rischio di sviluppare il Parkinson”.
Articolo di Redazione:
Fonte : Il Sole 24 Ore Salute 11/03/2011