Per diverse persone somatizzare degli stati di disagio psicologico per periodi difficili e situazioni da affrontare è possibile anche attraverso il corpo, che in alcuni casi si fa cronico e si tratta di una situazione, riconosciuto da psicologi e psichiatri come Disturbo di Somatizzazione, che può condurre anche a stati patologici, se trascurato.
Non è semplice capire quando i disturbi fisici siano collegati a quelli psicologici e, per questo, è fondamentale un’analisi e diagnosi che vadano a valutare nell’insieme lo stato psico-fisico del paziente.
La diagnosi della somatizzazione
Secondo le linee guida del DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) i sintomi somatici e i disturbi correlati sono stati ridefiniti, con l’abolizione del disturbo da somatizzazione che è stato raggruppato nel disturbo con sintomi somatici, con l’ipocondria (ora definita disturbo da ansia per le malattie).
Sono considerati dei disturbi di somatizzazione o somatoformi che influenzano altre condizioni mediche, diverse categorie tra:
- disturbo da disturbi somatici – si presentano sintomi fisici con eccessiva preoccupazione per il proprio stato di salute. Il disturbo è definito semplice o complesso, a seconda dei sintomi che durano da 1 mese a 6 mesi. Quando i disturbi sono caratterizzati da dolori, si tratta di disturbo di sottotipo algico.
- disturbo da ansia per la salute (comunemente definito ipocondria) – si rivela in questo stato una eccessiva preoccupazione per la salute fisica, seppure siano assenti i sintomi delle malattie che si temono.
- disturbo di conversione – detto anche disturbo da sintomi neurologici funzionali come tremori, spasmi, paralisi e paresi, convulsioni e posture catatoniche, afonia.
Lamentele e somatizzazioni, quando si tratta di disturbo somatico.
In genere i pazienti che sono affetti da questi disturbi lamentano già in età abbastanza giovane (prima dei 30 anni), molteplici “acciacchi” o anche sintomi di patologie che si manifestano per diversi anni, e che in genere hanno dei riscontri negativi – ovvero ci si trova in assenza di vere malattie organiche.
Di solito le aree interessate dai sintomi dolorosi sono la testa, l’addome, la schiena, le articolazioni, gli arti (braccia e gambe), il torace, il retto, i dolori durante i rapporti sessuali o durante le mestruazioni.
I pazienti che sono spesso coinvolti in tali percezioni di sintomi continui, in almeno 4 delle aree interessate, spesso hanno anche sintomi gastro-intestinali che coinvolgono dolori relativi a gastrite o colite, nausea, vomito, intolleranza a numerosi alimenti.
In aggiunta, sono presenti sintomi sessuali (apatia sessuale, disfunzione erettile, cicli mestruali irregolari, etc.) e sintomi pseudo-neurologici anche complessi da valutare che vanno dalla difficoltà a deglutire a svenimenti frequenti, fino alle allucinazioni, convulsioni o amnesia.
Somatizzare sul corpo i disagi della psiche
Il processo di somatizzazione si concentra a volte su un organo-bersaglio, un apparato o sistema del corpo che porta ad un sofferenza fisica derivante da una sofferenza psichica.
Il disturbo è psicologico e spesso è causato da ansia, diffuso prevalentemente nella popolazione femminile e ha un andamento cronico, con ricorrenti lamentele ed episodi di somatizzazione.
In particolare, per la somatizzazione, i sintomi più frequenti riguardano come visto la cefalea, le articolazioni doloranti, sintomi gastro-intestinali ma possono in forma diversa portare anche a vertigini e deficit dell’equilibrio. Per capire meglio quali possono essere le basi per identificare questo disturbo da somatizzazione, è importante anche valutare il contesto ambientale e le condizioni di vita dei pazienti, dato che possono esserci problemi interpersonali e comportamentali differenti secondo le situazioni del paziente.
Questo atteggiamento coinvolge, ovviamente, anche la sfera sociale dell’individuo, a livello relazionale e lavorativo, per questo è fondamentale capire se si tratta di disturbo a lungo andare cronico.
Sono necessarie indagini appropriate a livello neurologico o psichiatrico, anche con visite mediche specialistiche per i diversi sintomi, con un’azione che tenda a sgomberare il campo da eventuali patologie reali, o da condizioni di abusi di droghe, alcol e medicinali che possono provocare sintomatologie neurologiche e stati di malessere similari.
In particolare, è importante capire se, in caso di condizioni patologiche effettive, le lamentele di dolore fisico siano eccessive rispetto agli esami fisici e coinvolgano diversi organi e sintomi collaterali che spesso, invece, fanno parte del disturbo da somatizzazione.
Fonti