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Odontoiatria

Dagli Incas un rimedio per il mal di denti

Arriva all’improvviso e, spesso, nei giorni meno indicati: il sabato, alla vigilia delle festività o prima della chiusura estiva. Tutti periodi in cui il dentista, l’unico in grado di far cessare quel dolore lancinante che ci rovinerà i giorni di riposo, è indisponibile. Che fare allora, mentre il telefono squilla invano e voi vi lamentate? Imbottirsi di antidolorifici e sperare nella buona stella, ovverosia che qualche anima pia vi sappia indicare un qualsivoglia rimedio, umano o chimico non fa differenza, in grado di far cessare quel tormento.
Forse, ora, quel rimedio c’è. Proviene dall’Amazzonia, ed è una pianta conosciuta con il nome di Acmella oleracea, o più comunemente Crescione di Para. Ad aver scoperto le proprietà di curare mal di denti, ulcere e ascessi della Acmella oleracea, già usata come analgesico dagli Incas, è stata l’antropologa Francoise Barbara Freedman, che ha provato proprio su se stessa quanto questa pianta potesse essere efficace.
La dottoressa Freedman ha vissuto per un certo periodo presso una tribù  in Amazzonia, chiamata Lamas Keshwa. Qui, la Freedman, sofferente di mal di denti, ha visto scomparire il dolore in breve tempo grazie all’uso di questo rimedio erboristico. Forte di questa esperienza, adesso la dottoressa Freedman ha intenzione di produrre un gel ricavato dai principi attivi di questa pianta e di immetterlo sul mercato a beneficio di coloro che afflitti da mal di denti non vogliono ricorrere ai consueti antidolorifici.
Finora i test hanno già fornito significativi risultati durante le prime due fasi di sperimentazioni cliniche. Il prossimo passo è la sperimentazione in fase avanzata. Se la risposta sarà soddisfacente, l’Acmella oleracea potrebbe addirittura diventare un’alternativa naturale agli antidolorifici e agli anestetici usati in odontoiatria.

Articolo di Redazione
Fonte: La Stampa, 19/03/2012