E’ una scienza millenaria, ormai diffusa in tutto il mondo eppure, di tanto in tanto, c’è ancora chi ne mette in discussione la validità. L’agopuntura sembra essere sempre sotto esame e, questa volta, un team di scienziati internazionali ha voluto svolgere un’indagine in nove ospedali cinesi. In questo caso i ricercatori hanno messo a confronto sedute di agopuntura finta (no-acupuncture point) con sedute di agopuntura vera di 480 pazienti affetti da emicrania, divisi in quattro gruppi. Tre gruppi hanno eseguito sedute vere, di vario tipo di agopuntura, al quarto, invece, è stato somministrato un finto trattamento.
Il dottor Fan-Rong Liang , dell’Università di Medicina Tradizionale Cinese di Chengdu, in Cina, sostiene che i risultati derivanti dall’agopuntura tradizionale sono stati migliori rispetto alla finta agopuntura (sham) durante il periodo del trattamento ma, per gli autori dell’esperimento, l’agopuntura pur avendo un grande effetto sul trattamento dell’emicrania, potrebbe avere un impatto minore sull’effetto terapeutico.
Per il Dr. Albrecht Molsberger della Ruhr University di Bochum (Germania) e la University of North Carolina (Usa), vi sono ormai prove a sufficienza per sostenere la validità dell’agopuntura anche nell’emicrania grave. Sulla base delle prove esistenti, ancora oggi, l’agopuntura dovrebbe essere considerata come un’opzione per il trattamento di prima linea per l’emicrania e come integrazione di altre opzioni terapeutiche non farmacologiche. Soprattutto tenendo conto del fatto che, come dimostrato da un’altra ricerca svolta in Olanda, ci sono pazienti afflitti da emicrania per cui non esistono trattamenti farmacologici in grado di apportare alcun beneficio.
Articolo di Redazione
Fonte: La Stampa, 11/01/2012