Il tetano è una tossinfezione dovuta ad un batterio, il Chlostridium tetani, che vive in zone con mancanza di ossigeno e penetra nell’organismo attraverso punture, tagli, ferite e lesioni della cute o delle mucose. Il suo effetto dannoso è rappresentato da esotossine che agiscono sul sistema nervoso centrale, provocando contratture e spasmi alla muscolatura.
Dal batterio alla malattia
Il bacillo del tetano ha la forma di un bastoncino, munito all’estremità di una spora che lo rende simile ad una bacchetta del tamburo.
Queste forme di bastoncino vengono uccise ad alte temperature e dai comuni disinfettanti, ma le spore rimangono per molto tempo ovvero molti mesi o persino anni. Si trova nella polvere di strada, nelle erbe secche, nella terra dei giardini, nel fieno e nelle feci di molti animali quali bovini ed ovini; si può essere contagiati da un morso di un animale o dalle spine di alcune piante (cactus) o fiori (rose). Si può riconoscere da alcuni sintomi quali spasmi muscolari, sudorazione, difficoltà respiratorie e di deglutizione, agitazione ed irritabilità.
Si può dire che, comunque, il tetano è abbastanza rara e non contagiosa; i giovani ne sono colpiti di rado e gli anziani che vivono nelle campagne hanno una maggiore probabilità di contrarlo.
Grazie all’introduzione della vaccinazione antitetanica obbligatoria, le morti per tetano sono quasi scomparse se si pensa che su 200 casi in 30 anni (1980-2008) solo 4 sono le morti per tetano. Da ciò ne consegue che la diagnosi di tetano equivale semplicemente alla conseguente terapia da seguire. Si intende smentire nel modo più assoluto che la ruggine porta il tetano: il problema è nella puntura o nel contatto con una punta arrugginita o ferro di cavallo che ha avuto un diretto contatto con le feci dell’animale (stalla, recinti, fattorie…) ed è rimasta a terra per tanto tempo.
Ai giorni d’oggi il rischio di contagio post-operatorio non si corre più poiché i fili di provenienza animale o altri materiali dalla provenienza a rischio sono stati sostituiti da quelli sintetici.
Cosa succede nel caso in cui la spora dovesse entrare in contatto con i tessuti?
Come detto il bacillo può essere eliminato, lavando la ferita con acqua ossigenata o con normali disinfettanti, mentre le spore penetrano all’interno. Se succede questo, permane internamente molto tempo e va incontro a germinazione e all’elaborazione di tossine che si diffondono nel nostro corpo. La reazione delle spore sui muscoli è pari a quella della stricnina, ovvero i nervi e i muscoli perdono elasticità ed iniziano a contrarsi dando luogo a spasmi. Altri sintomi che potrebbero derivare sono i crampi o potrebbe insorgere una difficoltà nel deglutire e nell’alzare la palpebra. Nei casi più gravi, i muscoli ad essere più colpiti sono quelli del cavo orale che non riescono a far aprire la bocca come si dovrebbe; altre volte sono coinvolti i muscoli del collo che non riesce a piegarsi o a muoversi all’indietro. Nelle situazioni meno gravi compare sulle labbra una specie di riso sardonico.
Che succede agli arti inferiori: ad essere maggiormente colpiti sono i piedi che non riescono ad estendersi e rimangono flessi; e a quelli superiori? le mani rimangono attaccate al corpo col pugno chiuso.
Quali sono i rimedi tradizionali e quali quelli dell’omeopatia?
Dalla medicina tradizionale, gli specialisti tendono ad usare antibiotici ad ampio spettro in quanto questi concorrono a limitare la proliferazione del bacillo. In alternativa ci sono le immunoglobuline specifiche da somministrare o il vaccino dell’antitetanica; questo che è stato già somministrato da piccoli o più tardi nell’età della leva (per i nati dopo il 1938) andrebbe ripetuto prima con un richiamo ravvicinato e poi si dovrebbe procedere alla vaccinazione ogni 10 anni per evitare i rischi.
Oltre alla medicina tradizionale, in alternativa esistono farmaci omeopatici come il Ledum, che va preso alla 30CH ogni 3-4 ore e i vaccini omeopatici contro il tetano.
Conclusioni
Quando un medico trova di fronte a sé un paziente che presenta un certo tipo di sintomatologia, caratterizzata da problemi di contrazione muscolare agli arti inferiori e superiori ma anche al collo o alla bocca, dovrebbe sospettare un’intossicazione dal bacillo portatore del tetano. Quest’ultimo può influire sugli stati emozionali e sull’umore e dunque sul livello di irritabilità.
Per essere contaminati o infettati devono concorrere diversi elementi e non è sufficiente un semplice taglio o un graffio se proviene da un oggetto o un soggetto che non è infetto.
Fortunatamente il tetano è una malattia grave, che, però sta scomparendo, o almeno, che ai giorni nostri difficilmente porta alla morte grazie all’efficacia di un vaccino e di un suo richiamo entro un 1 anno dalla prima inoculazione, che sia omeopatico o meno.
Va anche sottolineato che il tetano è una malattia molto vecchia ovvero già due secoli fa si conoscevano rimedi per curarla.
La Vaccinazione
La vaccinazione se ha, da un lato, ridotto radicalmente la possibilità di essere contaminato o di morire per tetano, ha comunque i suoi svantaggi in quanto vi sono, come sempre, effetti collaterali.
La profilassi migliore, ovvero la prevenzione da farsi è non solo attraverso l’omeopatia o la medicina tradizionale, ma anche provvedendo ad un’adeguata pulizia della ferita. La ferita o il taglio, specie se superficiali, necessitano di attenzioni mirate all’eliminazione di ogni impurità e forma necrotica che si forma sulla cute. Inoltre è raccomandabile far uscire un po’ di sangue mentre si disinfetta con acqua ossigenata o sostanze disinfettanti e si consiglia caldamente di rivolgersi ad un virologo o uno specialista delle malattie infettive o ad un omeopata esperto in tale settore.
FONTE: Malattie Infettive, a cura di F. Sorice.